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Wall-E
Titolo originale: Wall-E
USA: 2008. Regia di: Andrew Stanton Genere: Animazione Durata: 97'
Interpreti: (voci) Fred Willard, Jeff Garlin, Ben Burtt
Sito web: www.disneypictures/wall-e
Nelle sale dal: 17/10/2008
Voto: 9
Trailer
Recensione di: Riccardo Balzano
Wall-E è stato progettato per ammassare e ordinare i rifiuti sulla Terra.
E' però l'unico robot ad essere ancora attivo. Gli uomini si sono rifugiati su un'astronave che viaggia nello spazio, ormai da settecento anni. Un giorno però viene inviato sulla terra un piccolo robot, Eve, la cui "direttiva" è cercare una qualsiasi forma di vita sulla Terra e informare il capitano dell'astronave in caso ne trovasse.
I due faranno amicizia fino al giorno in cui dovranno dividersi...ma solo temporaneamente.
"Wall-E" si apre con uno scenario agghiacciante, una metropoli decaduta, con grattacieli e colonne ugualmente alte di rifiuti. Qualche insegna luminosa ancora lampeggiante e robots accatastati ai lati delle strade, ormai non più funzionanti. Di sottofondo riecheggia una deliziosa melodia tratta dal musical "Hello Dolly". Poi il silenzio, il vento trascina sull'asfalto oggetti arrugginiti, un rumore meccanico, cigolante, invade la scena: è Wall-E, il robot "spazzino". Già dalla prima sequenza è tutto straordinariamente chiaro, la commistione di delizia e amarezza che si trascinerà per la restante ora e mezza. E "Wall-E" è in effetti questo: un sorriso e una lacrima. La Pixar è ancora una volta la regina dell'animazione tridimensionale ( per quanto riguarda la grafica) e di quella in generale, ad eccezione di rari esempi (Hayao Miyazaki), per quanto riguarda l'originalità e la meraviglia delle storie.
Nulla è banale, nulla è scontato, nulla è esclusivamente infantile (qui più che mai). Si ride, poi si riflette un attimo e ci si accorge che c'è ben poco di divertente. Quello di "Wall-E" è un mondo ormai devastato, già morto, senza più respiro, circondato da una fitta rete di satelliti e intossicato da misteriosi vapori. L'uomo è nello spazio, su un'astronave, succube delle macchine e lui stesso macchina.
E' un quadro tragico, orribile, difficilmente digeribile. Eppure chi guarda non ne percepisce immediatamente la crudeltà, osserva solo la "trama" superficiale, è divertito dalle azioni del robottino, mentre casca tra la spazzatura, mentre torna a casa col suo amico scarafaggio, quando s'innamora di Eve, la robottina con fucile laser incorporato. E poi interviene l'uomo, solo nella seconda parte, seduto su poltrone mobili con lo sguardo fisso sul monitor luminoso di un computer, obeso. Non più "uomo" in effetti, ha perso tutti i valori, perfino il più umile e semplice gesto affettivo, il prendersi per mano. Solo allora si comincia davvero a capire.
"Wall-E" sa essere struggente e toccante, crudele e meraviglioso, un raro esempio di capolavoro d'animazione. Un piccolo e unico difetto c'è però: un'appena accennata lentezza della narrazione.
La regia di Andrew Stanton ( "Alla ricerca di Nemo" ) è impeccabile, le musiche di Thomas Newman ( "American beauty", "Era mio padre" ) perfette. Le voci dei robots sono state create da Ben Burtt, lo stesso che ideò quelle di ET (a cui Wall-E assomiglia vagamente) e di R2 e D2 di "Guerre Stellari".
Da vedere, senza dubbio.
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