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Scritto da Dario Carta   
mercoledì 30 gennaio 2008

L'ultima Legione
Titolo originale: The last legion
USA, Gran Bretagna, Francia: 2007. Regia di: Doug Lefler Genere: Avventura Durata: 98'
Interpreti: Ralf Moeller, Aishwarya Rai, Colin Firth, Ben Kingsley, Thomas Sangster, Peter Mullan, John Hannah, James Cosmo
Sito web: www.lastlegion-movie.com
Nelle sale dal: 14/09/2007
Voto: 5,5
Recensione di: Dario Carta

lultimalegione_leggero.jpgLa ricerca di una mitica spada,appartenuta a Giulio Cesare e tenuta sotto la sua egidia postuma,fornisce lo spunto per questo racconto ambientato quando il sole era già alto sulle rovine dell'impero romano d'occidente.
Siamo nel 476 A.D. in piena invasione degli Eruli di Odoacre e Romolo Augustolo,un ragazzo di poco più di tredici anni,viene deposto ed arrestato.
La scialba storiella che segue,mescola realtà e finzione in una trama tiepida e scipita.
Dal punto di vista cinematografico,val la pena di sorvolare sul valore della pellicola;è una commistione fra il genere storico (peccato,in questi tempi,sprecare così una possibilità),fantasy,avventuroso,financo mitologico,ma senza guadagnarne una vera identità;il film si qualifica in realtà,come poco più di una fiction televisiva,che avrebbe potuto ragionevolmente evitare il passaggio nelle sale e passare direttamente alla distribuzione in DVD.
E non è neanche il caso di parlare di una discreta sceneggiatura,accattivante montaggio o di regia di pur vago pregio. Potremmo pensare ad un furbo accordo fra compagnie di produzione o ad un impiego di capitali per chissà quali vantaggi fiscali. Storicamente,si evidenziano parecchie incongruenze e,anche se in un film possono passare fra le maglie dell'attenzione,bisogna che la pellicola presenti ben altri talenti,per permettere di distrarsi dalle inesattezze. La vicenda si trascina a fatica e le idee si coagulano in un vischioso polpettone da B-movie,che si guarda bene dall'attirare il minimo interesse dello spettatore,che resta seduto in poltrona,lontano ed estraneo allo schermo. Aishwaria Rai,si accontenta della sua bellezza e non sembra,neanche lei,avere interesse per la trama.
Per il ruolo di Aurelio,il produttore esecutivo Harvey Weinstein,suggerì Colin Firth(Orgoglio e pregiudizio - 1995; Che pasticcio Bridget Jones;Tata Matilda).
Qui,non è difficile notare la sua mancanza di carisma.
Sir Ben Kingsley,(Slevin patto criminale,Oliver Twist di Polansky,Suspect Zero),fu scelto per Ambrosino/Merlino,dopo un incontro con il regista Lefler,che definì l'attore uno "sciamano guerriero".
Ma che cosa ci fa Ben Kingsley in questo film? Ha ben altre doti.
La fiction,mostra Re Arthur come discendente dell'ultima dinastia imperiale di Roma.
Ne:"La storia dei re di Britannia",scritta da Goffredo di Manmouth intorno al 1136,Merlino è chiamato "Merlino Ambrosius",dopo che Goffredo fuse la leggenda di Aurelio Ambrogino con il personaggio.
Ambrosio,diventò "Ambrosino" nel film
L'epilogo del"L'ultima Legione",fa correre il ricordo ad un'altra storia di ben differente fattura.
Chi volesse rivedersi il bel "King Arthur",1994,di Fuqua Antoine,sentirebbe queste parole introdurre la vicenda:"Molti storici concordano a sostenere che i racconti medioevali su Re Artù e i suoi cavalieri,siano ispirati ad un personaggio realmente esistito negli anni oscuri e confusi che seguono la fine dell'Impero Romano)
L'ultima immagine del film,mostra come la spada di Cesare,sia ,in realtà,la leggendaria "spada nella roccia".
La spada porta l'iscrizione "CAI - IUL - CAES - ENSIS - CALIBURNUS",liberamente tradotto nel romanzo a cui si è ispirato il film,come "Caio Giulio Cesare - spada di acciaio",e il film spiegherebbe l'origine del nome "Excalibur",come l'iscrizione sulla spada parzialmente nascosta dal muschio.

 
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