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Scritto da Pablo Creti   
domenica 27 maggio 2007

Spider-Man 3
USA: 2007. Regia di: Sam Raimi Genere: Avventura Durata: 156'
Interpreti: Tobey Maguire, Kirsten Dunst, Alfred Molina, James Franco, Rosemary Harris, J.K. Simmons
Sito web: www.spiderman-3.it
Voto: 6,5
Recensione di: Pablo Creti

spiderman3leggero.jpgCorreva l’anno 2002. Cinefili e fan di fumetti impazzivano all’idea di sapere che Sam Raimi, sì, proprio quello de La Casa e de L’Armata delle Tenebre, mica robetta da tutti insomma, avrebbe girato il primo film su quello splendido personaggio che era Spider Man. E l’entusiasmo si rivelò giustificato: Raimi riuscì a coniugare la sua splendida mano registica con uso smodato e fantastico degli effetti speciali in un film straordinario dal punto di vista narrativo e visivo. A tutto questo si aggiungeva quel calderone di emozioni che portava con sé questo strepitoso supereroe, frutto della genialità di Stan Lee: il terribile scontro nell’anima di Peter Parker tra il voler essere umano e l’essere superumano. Un’intuizione geniale, che rendeva così diverso e intrigante l’Uomo Ragno rispetto ai suoi colleghi in calzamaglia. Passati due eccellenti film, ritroviamo in questo terzo capitolo la stessa squadra: Raimi alla regia, Tobey Maguire nei panni del nostro arrampicamuri preferito, ormai all’apice della sua popolarità, Kirsten Dunst alias Mary Jane, la donna dei sogni dell’ex sfigato del liceo, finalmente conquistata, e James Franco ad interpretare Harry, ex amico del nostro eroe ora carico di odio nei suoi confronti per avergli ucciso il padre. Insomma, squadra che vince non si cambia. In questo terzo episodio Sam Raimi si trova innanzi ad una sfida molto difficile: Spider Man si trova ad affrontare il suo alter-ego negativo, dapprima impersonificato da lui stesso, posseduto da una sostanza aliena in grado di alterare la personalità delle persone, e poi sublimato nello spietato Venom, il super cattivone di turno. Giocare con il tema del doppio non è affatto semplice: dallo scontro con il proprio lato oscuro sono passati quasi tutti i supereroi della carta stampata, e nell’universo dei fumetti le giustapposizioni di opposti sono quasi un dogma; ma il cinema è un’altra cosa.
Eppure, Sam Raimi gestisce le cose in maniera egregia, regalandoci uno Spider Man vendicativo, arrogante e strabiliante, vestito di una tutina nera molto più cool della sua classica divisa; i suoi superpoteri vengono amplificati a dismisura dalla « affettuosa » sostanza extra-terrestre. Ma questa volta sembra proprio che il binomio « grandi poteri/grandi responsabilità », nel segno del quale Peter aveva con tanta fatica imparato a gestire nei due film precedenti le sue capacità, non si addica più al nostro protagonista, che si trasforma in un Tony Manero arrapato che gironzola per la città pavoneggiandosi con le belle donzelle che incontra: apice comico del film che riecheggia lo stile raimiano.
Il regista pare proprio aver voluto esagerare. A questa trama ne aggiunge altre tre che richiedono a loro volta notevole profondità narrativa. In primis, la crisi del rapporto tra Peter e Mary Jane: l’incantevole fanciulla è sommersa dalla popolarità del suo ragazzo, e dal suo galoppante egocentrismo. Il simbionte alieno non è infatti che una splendida metafora: si affida all’intervento di un agente esterno quello che è in realtà è un processo interiore già in corso in Peter. M.J., a causa di tutto ciò, sente di non aver più un rapporto privilegiato con lui, e di non poter più confidargli tutte le difficoltà della sua vita. E indovinate un po’ da chi va piangere? Esatto, proprio da Harry, il nuovo Goblin, che, dopo aver perso la memoria in seguito ad uno scontro con Spidey, ricorda tutto d’un tratto il suo odio per il povero Peter e cova un vendetta epocale. E se a tutto questo aggiungete che il vero assassino di Zio Ben, dopo essere scappato dal carcere, per sfuggire alla polizia rimane vittima di un esperimento molecolare che lo trasforma nel temibile Uomo Sabbia, vi renderete conto di quello di cui stiamo parlando.
Tanta, troppa carne al fuoco per un film che inevitabilmente alterna momenti azzeccati e momenti meno felici: la non linearità delle storie, che in parte strizza l’occhio alla nuova serialità televisiva e a quella vecchia dei fumetti, viene svolta in maniera a volte troppo brusca. In alcune scene sembra che al film manchi il giusto respiro narrativo.
Ma la mano del regista si fa sentire, e riesce a ridurre questo spiacevole effetto: proprio a lui è dovuta quella splendida coloritura del film che gioca tutta sulle tinte contrapposte del dramamatico e dell’ironico, dell’odio e dell’amore, dell’azione e della riflessione, della vendetta e del perdono.
Ma è sotto l’aspetto visivo che Sam Raimi dà il meglio di sé: combattimenti mozzafiato, effetti speciali al vetriolo, sequenze ipercinetiche e riprese vertiginose. Insomma, un gioiellino visivo che per bellezza e intensità supera largamente i precedenti. Lasciatevi trasportare dalla bellissima nascita dell’Uomo Sabbia, che deve ricostruire il suo corpo da capo dopo la trasformazione e ogni volta crolla e si ricompone in un delizioso e drammatico balletto. Un’animazione che da sola vale il prezzo del biglietto!
Questo terzo capitolo è anche quello che maggiormente si discosta dalla versiona disegnata: Sam Raimi inventa e innova, spesso con interessanti soluzioni inedite, altre volte con scelte non azzeccate. I fan dell’Uomo Ragno versione carta stampata hanno addirittura gridato allo scandalo, ma ci ha pensato il papà di Spider Man, il guru dei fumetti Stan Lee, a stemperare il clima bollente, benedicendo l’opera di Raimi con il solito illuminante cameo. Solito illuminante, ed esilarante, cameo anche per Bruce Campbell, l’indimenticato e indimenticabile protagonista de L’Armata delle Tenebre.
Il finale è risolto in maniera abbastanza stucchevole nel più classico e buonista degli happy end, altra caduta di stile di Raimi: i cattivi smettono di essere cattivi (ma forse non lo sono mai stati per davvero), tutti si vogliono tanto tanto bene e New York in festa diventa la città dell’amore. Peter, novello Dante, dopo l’Inferno, ritrova la sua Beatrice in Paradiso. E vissero tutti felice e contenti? Aspettiamo il quarto, se arriverà, per constatarlo.
Insomma, nonostante la solita verve visionaria ed eccentrica di Sam Raimi, nonostante i più spettacolari effetti speciali che possiate vedere, il film non convince appieno: di sicuro non è il migliore della saga.
Resta comunque un prodotto più che eccellente.


Cosa è hot: La tutina nera di Spider Man
Cosa No: Peter che piange quando Mary Jane lo lascia


 
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