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Detective Dee e il mistero della fiamma fantasma PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 23
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Scritto da Nicola Picchi   
lunedì 08 novembre 2010

Detective Dee e il mistero della fiamma fantasma
Titolo originale: Di Renjie
Cina, Hong Kong: 2010  Regia di: Tsui Hark Genere: Azione Durata: 123'
Interpreti: Andy Lau, Carina Lau, Bingbing Li, Tony Leung Ka Fai, Chao Deng, Jean-Michel Casanova, Sos Haroyan, Jialin Zhao, Yan Qin, Jinshan Liu, Deshun Wang, Shenming He, Lu Yao, Yanming Jiang, Huang Yonggang, Richard Ng, Teddy Robin Kwan, Xiao Chen, Liz Veronica Foo, Nan Xu, Jin Chai
Sito web ufficiale: www.mymovies.it/detectivedee
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 26/08/2011
Voto: 6,5
Trailer
Recensione di: Nicola Picchi
L'aggettivo ideale: Ipercinetico
Scarica il Pressbook del film
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Detective Dee e il mistero della fiamma fantasmaAnno 689: una serie di morti misteriose rischia di mettere in pericolo la cerimonia di incoronazione dell’imperatrice Wu, la quale richiama a corte il giudice Dee, da lei stessa gettato in prigione otto anni prima per tradimento.
Il personaggio del giudice Dee è costruito sulla figura di Di Renjie (630-700), magistrato vissuto all’epoca della dinastia Tang. Protagonista di un racconto popolare elaborato durante la dinastia Ming, Di Renjie fu scoperto dal diplomatico olandese Van Gulik, il quale tradusse in inglese una rielaborazione settecentesca della storia originale. In seguito si approprio’ del personaggio in una serie di romanzi che, esauriti da tempo, sono in via di ripubblicazione anche in Italia.

Il successo del giudice Dee generò negli anni ’60 e ’70 una serie a fumetti ed alcuni adattamenti per la televisione, ma non fu mai portato sul grande schermo. L’idea di Tsui Hark, sulla scorta dell’omonimo libro di Lin Qianyu, è quella di trasformare l’integerrimo magistrato di Van Gulik, ben poco incline a menar le mani, in una versione cinese dello “Sherlock Holmes” del cialtronissimo Guy Ritchie, per fortuna con un bel po’ di stile in più e un bel po’ di stupidità in meno. Il giudice Dee, che incarna alla lettera tutti i valori del gentiluomo confuciano, si trova scaraventato tra complotti e intrighi di palazzo, mentre intorno a lui gli alti funzionari muoiono come mosche per autocombustione, una volta esposti alla luce del sole. La soluzione del mistero, come in ogni giallo che si rispetti, non comprende elementi sovrannaturali, anche se Tsui e il suo sceneggiatore Chen Kuofu si divertono con un’inedita forma di agopuntura che altera la fisionomia. Confuciano fino alla morte, Dee sceglierà alla fine di rispettare il mandato del Cielo e sospendere la sentenza.

Lo sfondo è storicamente accurato: l’imperatrice Wu, vera detentrice del potere dall’anno 660 a causa della pessima salute del marito, usurpò il trono nel 690 diventando così l’unica imperatrice della storia cinese e instaurando la dinastia Zhou. Regnò fino al 705, anno in cui fu costretta ad abdicare e in cui venne restaurata la dinastia Tang. Gli storici confuciani dell’epoca, che di certo non vedevano di buon occhio una donna al potere, scrissero che aveva “cuore di serpente e natura di lupo”, cosa che non si stenta a credere ammirando il trucco e le incredibili acconciature dal sapore steampunk di una rediviva Carina Lau, che torna sugli schermi dopo quattro anni di assenza.
Preamboli a parte, risulta chiaro come siano lontani i tempi in cui l’esuberante Tsui Hark aveva ancora qualcosa da dire, per cui non resta che apprezzare le sue indiscusse qualità di straordinario intrattenitore, sprofondare nella poltrona e godersi lo spettacolo. Il suo cinema non difetta certo di inventiva e creatività, spesso elargite a piene mani (basta riguardarsi il penultimo “All About Women”), ma alterna buoni risultati a scivoloni imbarazzanti. Non è questo il caso, dato che le avventure del giudice Dee sono puro Tsui Hark dal primo all’ultimo fotogramma, anche se gravato da un certo gusto baroccheggiante.

L’horror vacui è dietro l’angolo, ogni inquadratura è satura all’estremo di decorazioni sontuose, arabeschi superflui, colori squillanti, ogni sequenza è impreziosita da una cascata di effetti digitali, mai così irreali e pervasivi. Il regista ha però mantenuto il suo gusto per l’estrema velocità della sintassi filmica, la sua capacità di creare una struttura dinamica in continua evoluzione, l’amore per  dialoghi e ritmi da screwball comedy, tutte qualità che gli impediscono di precipitare nella convenzionalità da blockbuster. Alcune sequenze, come lo scontro nei sotterranei del Mercato Fantasma o l’attacco dei cervi, sono di una gratuità che rasenta il sublime, e fanno perdonare un finale oltremodo canonico.

Andy Lau, ineccepibile come al solito, affronta il personaggio con grande economia di mezzi, mentre Carina Lau, gradito ritorno, è una credibile imperatrice, convinta che “Per raggiungere la grandezza, tutti sono sacrificabili”.
Prodotto dagli Huayi Brothers insieme alla Film Workshop di Tsui Hark, “Detective Dee and the Mistery of the Phantom Flame” è espressione della nuova grandeur del cinema cinese, ormai in grado di affermarsi con successo sui mercati internazionali.

 
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