|
Fair Game - Caccia alla Spia
Titolo originale: Fair Game
USA: 2010. Regia di: Doug Liman
Genere: Azione
Durata: 107'
Interpreti: Sean Penn, Naomi Watts, Sam Shepard, Bruce McGill, David Andrews, Byron Utley, Deidre Goodwin, Naeem Uzimann, Jesse Daly, Khaled Nabawy, Scott Takeda, Anastasia Barzee, Melody Weiss, Kevin Makely, Quinn Broggy, Rebekah Paltrow, Ty Burrell, David Denman, Noah Emmerich, David Warshofsky, Anand Tiwari, Sean Patrick Reilly, Brooke Smith, Michael Kelly, Tim Griffin, Philipp Karner, Iris Bahr, Geoffrey Cantor, Kristoffer Ryan Winters, Sunil Malhotra, Ashley Gerasimovich, Liraz Charhi, Sean Mahon, Tricia Munford
Sito web ufficiale: www.fairgame-movie.com
Sito web italiano: www.fairgame.it
Nelle sale
dal: 22/10/2010
Voto: 6
Trailer
Recensione di: Francesca Caruso
L'aggettivo ideale: Scrutatore
Scarica il Pressbook del film
Fair Game - Caccia alla Spia su Facebook
Fair Game è la trasposizione cinematografica di due libri, “The Politics of Truth” di Joseph Wilson e “Fair Game” di Valerie Plame Wilson, che raccontano le vite dei due autori alle prese con il Governo, ma soprattutto, con il loro matrimonio. Per realizzare questa storia di spie, di politica e di rapporti interpersonali che si sgretolano, i produttori hanno voluto il regista Doug Liman, che in passato ha raccontato storie con ambientazioni simili, come “Mr. and Mrs. Smith” e “The Bourne Identity”.
A differenza dei precedenti qui è tutto preso dalla realtà e il regista e i due sceneggiatori, Jez Butterworth e John-Henry Butterworth, hanno fatto molte ricerche e parlato con un’infinità di persone per ottenere una veridicità la più possibile vicina ai fatti. I Wilson hanno collaborato, per quanto gli è stato concesso dalla CIA, visto che ci sono segreti che devono rimanere inviolati.
Valerie Plame è un agente segreto della CIA, ma agli occhi di familiari e amici è la moglie dell’ambasciatore in pensione Joe Wilson. Joe viene inviato dal governo degli Stati Uniti nel Niger, per confermare i rapporti che parlano di un grande acquisto di uranio, da parte del governo iracheno. Ciò che scopre è che queste voci sono infondate.
Il governo statunitense decide di ignorare la sua scoperta. L’uomo indignato per questa decisione, scrive un articolo sul New York Times esponendo le sue conclusioni. Qualcuno dall’alto dà in pasto ai giornalisti la vera identità di Valerie, che si vede costretta a difendersi da chiunque. Questo sarà l’inizio di un calvario, che porterà Valerie a rischiare la carriera e il suo matrimonio.
Doug Liman in “Fair Game” dà risalto alle reazioni dei due coniugi di fronte alla campagna ordita ai loro danni. Joe e Valerie agiscono in maniera differente, e questo li porta a non condividere ciò che fa l’altro. Joe risponde con vivacità, rilascia interviste per raccontare la verità. Valerie, che ha vissuto nell’ombra, non vuole che la sua vita sia data in pasto al mondo e vorrebbe che il marito non fosse così attivo, almeno così la pensa all’inizio.
Sceneggiatori e regista hanno voluto realizzare una storia nella quale il privato ha un ruolo predominante rispetto al politico.
La politica e i giochi di potere sono l’ambiente in cui si sviluppa la storia di due vite straordinarie, ma non sono il tema centrale. L’intento è stato quello di dare forma a un ritratto emozionale di due persone coraggiose, tenaci e che lottano per salvare le loro vite e il loro matrimonio, da qualcuno che li vuole annientare proprio emotivamente.
Il punto debole di ognuno è il lato emotivo, gli affetti, se si fa terra bruciata di questi intorno a un individuo, c’è la concreta possibilità che questi si lasci andare e rinunci alla lotta. Questo non accade a Joe e Valerie, che con fatica riescono a trovare la forza l’uno nell’altra, dopo un momento iniziale di cedimento da parte della donna. Il film mostra due persone che non hanno avuto paura di parlare davanti a un abuso.
Doug Liman ha dichiarato che Joe e Valerie sono i veri Mr. & Mrs. Smith, della sua pellicola precedente.
Liman sottolinea la forza di una donna, che per 18 anni ha lavorato per il governo in un ruolo di responsabilità, senza poterne parlare a nessuno, che ha superato prove molto dure e meglio di molti altri. Poi, però, c’è un momento in ognuno di cedimento, l’animo di Valerie vacilla tutto d’un colpo, ma si riprende.
Per ciò che riguarda la scelta dei due attori principali, Liman ha pensato di far leggere la sceneggiatura a Naomi Watts, che ha accettato, e a sua volta ha proposto Sean Penn nel ruolo di Joe. Entrambi hanno saputo incarnare perfettamente i Wilson.
Sean Penn, ad ogni nuovo ruolo, mostra la sua padronanza emotiva, il saper catturare in pieno la profondità del personaggio.
Per rimanere il più fedeli possibili ai luoghi in cui si sviluppa la storia, la troupe si è recata in Giordania, al Cairo e in Iraq.
Fair Game ha una partenza un po’ lenta. Man mano, che il racconto procede, il ritmo si accende.
La seconda parte ha uno sprint emotivo che scuote lo spettatore, che si ritrova da disorientato a partecipe delle vite dei due protagonisti.
|