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Harsh Times - I giorni dell'odio PDF Stampa E-mail
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Scritto da Federico Raponi   
mercoledì 06 giugno 2007

Harsh Times - I giorni dell'odio
USA: 2005. Regia di: David Ayer Genere: Azione Durata: 119'
Interpreti: Christian Bale, Freddy Rodríguez, Tammy Trull, Adriana Millan, Armando Cantina, Lora Chio, Kenneth Choi
Sito web:
Voto: 6,5
Recensione di: Federico Raponi

56.jpgUn uomo, una volta trasformato in macchina bellica, è senza scampo.
Jim è stato ranger, ha prestato servizio in Iraq partecipando ad azioni da "nessun prigioniero", di macelleria.
Dopo sei anni, il congedo con onore. Ma ora la notte è tormentato dagli incubi, vede sè stesso e la sua squadra in divisa militare e maschera da morte uccidere arabi senza pietà. Di giorno poi ha violente reazioni psicopatiche in cui perde completamente il controllo, e neanche l'amore per una giovane messicana da far entrare legalmente negli USA o l'amicizia fraterna di Mike nei bassifondi di Los Angeles dove vive riescono a salvarlo. "Harsh times" è stato scritto dieci anni fa da David Hayer (nel frattempo affermatosi come sceneggiatore, da ricordare per "Training day" e "Indagini sporche"), che se lo è tenuto per sé con l'intenzione di dirigere da solo. Per far ciò ha ipotecato la propria abitazione, preferendo lavorare in maniera indipendente e assicurarsi così il controllo completo sull'opera. La storia contiene reminescenze autobiografiche - questa è pure l'impressione che dà il modo di descrivere ambiente e personaggi - e il regista per rendere l'aspetto povero, sporco, realistico ha filmato in super 16mm (ottenendo perciò anche il doppio di materiale), "sottoesposto le immagini di due stop e mezzo, utilizzato luci al vapore di mercurio", girato in case vere e strade. Il tutto finalizzato e costruito intorno alla parte di Christian Bale, produttore esecutivo. Se l'inizio, sulle bravate a base di alcol, droga e donne è banale e noioso, in seguito si delinea il profondo vincolo tra i due amici e un senso di alterità ("Mike è cresciuto nel quartiere, conosce tutti i membri delle gang - dice Hayer - ma non è mai diventato uno di loro, un prodotto di questo ambiente"). E mentre il dramma si fa immanente, il racconto - assecondando la folle corsa autodistruttiva - prende continuamente nuove direzioni fino all'impatto finale.

 
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