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I mercenari - The Expendables PDF Stampa E-mail
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Scritto da Biagio Giordano   
sabato 18 settembre 2010

I mercenari - The Expendables
Titolo originale: The Expendables
USA: 2010. Regia di: Sylvester Stallone Genere: Azione Durata: 103'
Interpreti: Sylvester Stallone, Jason Statham, Jet Li, Dolph Lundgren, Eric Roberts, Randy Couture, Steve Austin, David Zayas, Giselle Itié, Terry Crews, Mickey Rourke, Bruce Willis, Arnold Schwarzenegger, Charisma Carpenter, Gary Daniels, Nick Searcy, Amin Joseph, Senyo Amoaku, Matt Medrano, Hank Amos, Aaron Aguilera, Lauren Jones
Sito web ufficiale: www.expendablesthemovie.com
Sito web italiano: www.ivid.it/imercenari
Nelle sale dal: 01/09/2010
Voto: 5,5
Trailer
Recensione di: Biagio Giordano
L'aggettivo ideale: Fuori tempo
Scarica il Pressbook del film
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I mercenari Gli Expendables ( i Sacrificabili) sono una gang di assoldati esperti nello scontro fisico diretto, corpo a corpo, vengono ingaggiati solo per imprese belliche a rischio molto elevato, dove tutto si gioca sulla sorpresa e la decisione veloce, ferrea, irremo-vibile.
Il capo è Barney “The Schizo” Ross (Sylvester Stallone), la gang composta da cinque uomini agisce di solito ad insaputa delle autorità centrali governative, rimanendo a disposizione solo di servizi segreti ambigui o personaggi di grande influenza politica e di notevole potere economico.

Un giorno un certo Church (Bruce Willis), la cui figlia è stata assassinata, fa al gruppo dei  cinque una proposta allettante; si tratta , dietro un grosso compenso in denaro,  di eliminare un dittatore di un isola del Sud America sovvertendone il regime, che non è altro che il generale Garza (David Zayas)  colpevole della morte della figlia di Church, e che da circa 20 anni tiranneggia sull’isola senza alcun rispetto per i più elementari diritti civili e umani dei cittadini.
La gang accetta, Ross verrà affiancato in questa avventura da Lee Christmas (Jason Statham) vice capogruppo e molto abile  con  i pugnali, Hale Cesar (Terry Crews) competente di armi, Ying Yang (Jet Li) nevrotico superstite dal Vietnam ed esperto di arti marziali,  Gunnar Jensen (Dolph Lundgren) allontanato in precedenza dal gruppo a causa della sua vita dissoluta e dipendente dalle sostanze stupefacenti più pericolose, un uomo  isterico noto per lo scarso rispetto per le gerarchie, e Told Road (Randy Couture) coraggioso e  sferzante con tutti, un genio  negli esplosivi.
L’impresa, sebbene Gli Expendables abbiano molta esperienza e siano ben preparati anche nel prevedere l’insorgere di  dettagli di guerra meno frequenti ma di alta pericolosità, sarà molto difficile in quanto i cinque saranno sotto mira dell’agente della CIA Monroe ( Eric Roberts), la sua guardia del corpo Dan Paine (Steve Au-stin) ex Marine, un ex Expendables La Brit ( Gary Daniels) e tutto l’esercito di 6.000 uomini del generale, in più dovranno vedersela anche con il capo di un gruppo di filibustieri somali.

Il film è stato prodotto da Millenium Films, Nu Image Films e Rogue Marble. Uscito il 13 Agosto 2010 in America, in Italia il 1 Settembre. Il budget è stato di 85 milioni di dollari.
La colonna sonora del film è stata composta da Brian Tyler, già collaboratore di Sylvester Stallone nel film John Rambo del 2008. La colonna sonora del film  sembra ispirarsi a una canzone degli Shinedwn Diamond Eyes (Boom-Lay Boom-Lay Bo-om). Numerosi gli attori contattati da Sylvester Stallone che per motivi diversi, tra cui vecchi conflitti con lui o il produttore Avi Lerner, non hanno potuto partecipare al film: Steven Segal, Jean Claude Van Damme, Wesley Snipes, Kurt Russell, Jackie Chan, Forest Whitaker. Le riprese si sono svolte nel 2009 a Rio de Janero, New Orleans e zone limitrofe; sono durate circa 4 mesi.
Le prime scene del film sono state presentate in settembre alla celebrazione di chiusura della 66° mostra Internazionale d’Arte cinematografica di Venezia in occasione del premio “Jaeger- LeCoutre Glory to the Filmmker”, conquistato dall’attore Sylvester Stallone.

Patetico il ritorno da protagonista a 65 anni di Sylvester Stallone nel film d’azione, forse con la sua esperienza in questo genere avrebbe dovuto accontentarsi solo di dirigere il film, lasciando ad altri attori più giovani quello che non può più essere suo.
Ma l’operazione commerciale del film esigeva ancora la sua presenza, che puntualmente è arrivata anche se con aggiustamenti estetici del viso che sfiorano il ridicolo regalandoci una maschera un po’ da carnevale e un po’ da festa orgiastica, comunque inedita nella sua biografia, un volto e uno sguardo dominati da borse di carne sempre più voluminose e rughe stirate con un comune ferro da stiro ancora caldo dopo il grandioso successo di Rambo.

Il film qua e là è credibile, forse gli spazi che la fotografia offre sono troppo occupati da masse in movimento che finiscono per togliere luce e respiro estetico alla scena, le azioni sono estremamente cariche di effetti speciali virtuali, da video gioco, a tal punto da allontanare di molto il film dallo stile azione degli anni ’80 a cui sembra volersi in qualche modo ispirarsi Stallone e sul cui paragone lavorano anche diversi critici cinematografici che stanno studiando il film.
La fotografia analogica rendeva negli anni ’80 tutto diverso, soprattutto utilizzando la luce e i movimenti reali dei corpi, per cui quest’ ultimo film di Stallone finisce per perdere originalità espressiva, ricordandoci  per certi aspetti spettacolari addirittura il famoso film cinese La foresta dei  pugnali volanti  di Zhang Yimou uscito nel 2004 che esteticamente era tutt’altra cosa, nel senso che apparteneva a uno stile ben consolidato nella cinematografia cinese indubbiamente situabile agli antipodi delle forme fotografiche occidentali

Tecnicamente però nel complesso la struttura narrativa di The Expendables funziona, in alcuni punti addirittura a meraviglia, anche se la figura del protagonista zoppica, è questo un paradosso macchiato di negatività che poteva essere evitato semplicemente se Sylvester Stallone si fosse dato un  ruolo diverso, ad esempio quello di un personaggio più statico e  meditativo, consono alla sua età non più idonea a fargli compiere  movimenti così veloci come il film d’azione da sempre esige ed impone.
Ma si sa Sylvester  Stallone anche se queste cose le intende benissimo  non recede mai dai suoi primi propositi commerciali e artistici, perché nei suoi film vuol sempre fare anche della filosofia, a volte un po’ spicciola, schematizzando e mostrando tra le pieghe più rilevanti delle scene, concetti complessi come quelli che si riferiscono al bene e al male, appiccicando all’azione, che caratterizza da sempre l’impresa bellica, un economico e trasparente nastro adesivo costituito da utopici e semplificati valori umani come la lealtà in ogni situazione esistenziale critica, l’amicizia a tutti i costi, il buon senso in situazioni complicate e misteriose, l’ambizione umana i cui obiettivi vanno perseguiti correttamente per principio accada quel che accada, il lavoro onesto anche se sfruttati, che tolgono all’età importanza, trasportandoci in un  tempo assoluto dove protagonista diventa uno schema etico, brandelli di riflessione che compaiono sempre tra le scene più comunicative dei suoi film, relegando  il corpo a semplice strumento estetico dell’azione.

I film di Stallone sono paradossalmente ibridi, dominati apparentemente dall’azione, con tutte le sue più corrette regole filmiche, i codici visivi usuali, e le tecniche di ripresa  sempre ben aggiornate, ma con il tutto vistosamente sorretto da un busto di concetti e idee di solito poco verbalizzate che si esprimono soprattutto con l’immagine e che danno ai suoi film un tono altro, di buon senso, di giustizialismo necessario per sostenere il bene.
Psicanaliticamente Stallone si cala in figure simbolo di forte spessore, ora di padre ora di figlio, cioè di capo o suddito fedele con riserva, sempre situati in uno statuto etico immodificabile, a volte di chiara natura reazionaria.

 
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