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Valutazione utente: / 36
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Scritto da Nicola Picchi   
lunedì 27 aprile 2009

Ip Man
Titolo originale: Ip Man
Hong Kong, Cina: 2008 Regia di: Wilson Yip Genere: Azione Durata: 105'
Interpreti: Donnie Yen, Simon Yam, Xiong Dazhi, Hiroyuki Ikeuchi, Calvin Cheng, Fan Siu-wong
Sito web:
Voto: 7
Trailer
Recensione di: Nicola Picchi

Ip ManNel 1935 a Foshan, nella Cina del sud, sorgono scuole di arti marziali ad ogni angolo di strada. Il campione indiscusso è Ip Man, il quale però non si dedica all’insegnamento. Nonostante questo, pare che tutti i maestri di kung fu della città siano ansiosi di battersi con lui per accrescere la propria reputazione. Ip Man, pur riluttante, li sconfigge uno dopo l’altro, a cominciare dal maestro Liao e da un rozzo campagnolo, che abbatte usando un piumino per la polvere.

La storia vera e propria inizia nel 1938 quando, nel pieno del conflitto sino-giapponese, gli invasori nipponici giungono a Foshan. Ip Man, con la moglie ammalata ed espropriato della sua bella casa, è costretto per sopravvivere a lavorare in una miniera di carbone. Qui verrà presto coinvolto nei combattimenti organizzati da Miura, il comandante giapponese, allo scopo di dimostrare l’indiscutibile supremazia della sua razza.

Il film è un biopic su Ip Man, maestro di Wing Chun scomparso nel 1972, che nel 1949, alla presa del potere da parte di Mao, fuggì ad Hong Kong dove divenne insegnante di un giovanissimo Bruce Lee. Nonostante la consulenza di Ip Chun, figlio di Ip Man, il risultato è inattendibile come film biografico per le numerose libertà che si prende rispetto alla realtà storica. Sorvolando sulla verosimiglianza, ci si ritrova per le mani un’opera strutturata su uno schema consolidato (almeno quando si tratta di arti marziali), quello in cui il protagonista si batte con avversari di levatura sempre maggiore, fino ad arrivare allo scontro finale con il suo antagonista principale, rappresentato in questo caso dal bieco Miura. La medesima costruzione del recente “Fearless” con Jet Li, uscito anche in Italia, rispetto a cui “Ip Man” appare più convincente.

Il paradosso temporale è in agguato: il veterano Wilson Yip decide infatti di mimare un film hongkonghese dei gloriosi anni ’70 conferendo al film un’aura visibilmente retrò, talmente old-fashioned da rasentare l’anacronismo. La raffinatissima fotografia di Oh Sing-pui, quasi seppiata, rafforza la sensazione di ritrovarsi all’interno di una vecchia fotografia dei primi del secolo scorso, di quelle colorate a mano con tonalità che oggi ci appaiono slavate ed evanescenti, e anche la scelta di non affidarsi al solito wire-work per le scene d’azione (coreografate dal grande Sammo Hung) appare non solo vincente, ma conseguenziale con l’impostazione di partenza.
Fulcro della narrazione è naturalmente Donnie Yen il quale, meno legnoso del consueto, offre la sua interpretazione migliore dai tempi di “SPL”. Il suo Ip Man, ironico, riservato e pieno di sobria dignità, è un eroe cinese colmo delle migliori qualità confuciane. Rispettoso, patriottico, dedito alla famiglia e all’armonia interiore perseguita attraverso il Wing Chun, ha la statura morale necessaria per opporsi recisamente all’invasore e diventare un simbolo. E se ci troviamo dalle parti dell’agiografia, poco importa.

Le scene di combattimento privilegiano la fluidità dell’azione, accantonando il montaggio convulso che disgraziatamente va per la maggiore, e lasciano ampio spazio alle esibizioni di Donnie Yen, il cui stile è tanto aggraziato e minimalista nella prima parte (indimenticabile il combattimento con il piumino), quanto ferocemente punitivo nella seconda, quando il kung fu diventa emblema di rivalsa sull’oppressore.
Adeguatissimi tutti i comprimari, tra cui si avvista fugacemente il sempre ottimo Simon Yam nei panni di Zhou, amico del protagonista.

Il film è stato un enorme successo in tutta l’Asia, tanto che è già in preparazione un sequel che si occuperà degli anni hongkonghesi di Ip Man, e si è aggiudicato un riconoscimento come Miglior Film all’ultima edizione degli Hong Kong Film Awards, battendo concorrenti del calibro di “Red Cliff”.

 

Commenti 

 
+1 #1 Federico 2011-09-21 17:30
A brevissimo uscirà il terzo capitolo della saga, ovvero "Ip Man: a legend is born", un prequel dove non sarà il celeberrimo Donnie Yen a vestire i panni della leggenda del Wing Chun.
In ogni caso, e con un po' di amarezza, mi domando perché i primi due capitoli non siano ancora usciti in dvd per il mercato italiano, o almeno così suppongo visto che non sono in grado di trovarli da nessuna parte.
Nel caso siano usciti, per lo meno il primo e il secondo, qualcuno sa dirmi dove si possono reperire?

Ciao.
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