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Robin Hood PDF Stampa E-mail
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Scritto da Francesca Caruso   
giovedì 13 maggio 2010

Robin Hood
Titolo originale: Robin Hood
USA, Gran Bretagna: 2010. Regia di: Ridley Scott Genere: Azione Durata: 148'
Interpreti: Russell Crowe, Cate Blanchett, William Hurt, Mark Strong, Mark Addy, Oscar Isaac, Danny Huston, Eileen Atkins, Kevin Durand, Scott Grimes, Alan Doyle, Max von Sydow, Robert Pugh, James Fiddy, Bronson Webb, Léa Seydoux, Jamie Clark, Joe Golby, Jessica Raine, Lyia Terki, Shara Bowden, John Atterbury, Matthew MacFadyen
Sito web: www.robinhoodthemovie.com
Nelle sale dal: 12/05/2010
Voto: 7
Trailer
Recensione di: Francesca Caruso
L'aggettivo ideale: Esuberante
Scarica il Pressbook del film
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Robin Hood

Il regista Ridley Scott e l’attore Russell Crowe tornano a lavorare insieme in un film che racconta le gesta leggendarie di Sir Robin Hood, dove la leggenda, l’avventura e l’azione si mescolano con la Storia.
Il film è stato tratto da una storia di Brian Helgeland, qui anche sceneggiatore, Ethan Reiff e Cyrus Voris. L’intento è stato quello di raccontare la nascita del mito, le origini e il contesto storico che hanno reso Robin Hood il fuorilegge che ruba ai ricchi per dare ai poveri.

L’arciere Robin Longstride fa parte dell’esercito di Re Riccardo I. Quando questi, impegnato ad assediare un castello francese, viene colpito al collo da una freccia e muore, Robin e pochi altri decidono di andar via e far ritorno nella nativa Inghilterra. Lungo la strada si imbattono nella guarnigione che, subito un attacco, ha il compito di portare la corona in Inghilterra. Il responsabile della difesa della corona Sir Robert Loxley chiede a Robin di portare la sua spada alla casa paterna affinché la sua anima possa riposare in pace. L’uomo approfitta della fortuna a suo favore e insieme ai suoi compagni indossa le armature dei soldati e si spaccia per Robert. Arriva in Inghilterra, consegna la corona e poi decide di recarsi a casa di Walter Loxley e riconsegnargli la spada del figlio. Quella che era iniziata come un giovarsi di condizioni favorevoli, diventa qualcosa di più personale e che gli sta a cuore. Robin viene accolto come un figlio e scoprirà che Sir Walter conosce il suo passato, al tempo stesso rimane affascinato da Lady Marion, vedova di Robert. La minaccia francese incombe e Re Giovanni, fratello minore di Riccardo I, salito al trono, affama il popolo interessato solo a riempire le casse reali. Ridley Scott torna al film storico, genere che ama molto, visto anche il numero di film realizzati.

Di Robin Hood ha voluto realizzare un film che raccontasse una storia diversa rispetto a tutte quelle che sono state raccontate finora, al cinema e in tv. Si può dire che la fine di questo film sancisce l’inizio delle storie raccontate in tutti gli altri.
Di Robin Hood non esiste un’unica versione perché non esiste un’unica verità sulla sua leggenda.
Le storie di Robin Hood sono tra le più antiche leggende tramandate oralmente in Inghilterra e possono essere fatte risalire al IX secolo, nel periodo medievale.
Ciò che regista e sceneggiatore hanno voluto mettere in scena è stato contestualizzare la figura del mito in un periodo storico ben preciso. Inserire la storia di Robin in una cornice di eventi storici e politici dell’epoca, e precisamente tra il 1199 e il 1215, anno in cui è avvenuta la firma della Magna Carta, dopo la rivolta dei baroni inglesi contro Re Giovanni.
La parte del film dedicata alla Magna Carta ha un certo peso, attraverso questo evento si vuol raccontare la nascita di una nazione, l’Inghilterra.
Si è voluto immaginare e delineare quali fatti reali avrebbero potuto dar vita alla leggenda.
Si è voluto, soprattutto, tratteggiare un uomo e il suo percorso emozionale e di crescita, lo spettatore lo segue nel viaggio verso la ricerca delle sue origini e di se stesso. Robin si scopre un uomo che ha un senso spiccato per la giustizia e possiede le capacità e la determinazione per perseguirla. Si rende conto, durante lo sviluppo degli eventi, di essere diventato parte di qualcosa di più grande, di ciò che pensava, e se ne assume la responsabilità senza che si faccia dei crucci per quella che diventerà una missione: aiutare i più deboli.

La Marion di Scott è tutto fuorché una donna debole e pacata, in attesa che arrivi l’uomo a salvarla. Marion, in assenza di suo marito, è la proprietaria della tenuta, si è rimboccata le maniche per mandarla avanti, lavorando come un uomo, è una donna forte, che sa usare la spada e l’arco e all’occorrenza li utilizza entrambi, per difendere la sua proprietà e anche per combattere i nemici invasori.
Russell Crowe, nei panni di Robin, e Cate Blanchett, in quelli di Marion, hanno saputo creare una buona sinergia che traspare sullo schermo, oltre ad aver reso grazia ai rispettivi personaggi, l’asperità iniziale di Marion in contrasto con la dolcezza nel viso di Robin e tutti gli altri stati d’animo. Di notevole risalto l’interpretazione, sempre impeccabile del resto, di Max Von Sydow, attore molto caro al regista Ingmar Bergman, col quale ha girato 11 film, tra i quali “Il Settimo Sigillo”. Von Sydow ha infuso al suo personaggio, Sir Walter, un’aria apparentemente burbera che poco a poco mostra la sua dolcezza e il suo affetto.
Il film è stato girato in Inghilterra e nel Galles.
Le sequenze di battaglia sono state realizzate adoperando dalle cinque alle dodici macchine da presa, per avere non solo la visione dell’insieme, ma anche i singoli combattimenti nel dettaglio riprese da più angolazioni, per scegliere la migliore e girare ogni scena il minor numero di volte.
Ridley Scott, col suo modo di fare le riprese, porta ancora una volta lo spettatore sul campo da battaglia, per accentuare l’instabilità di un individuo mentre combatte, lascia che la macchina da presa abbia degli scossoni, si muova perdendo la sua stabilità.
Robin Hood riesce a catalizzare l’attenzione dello spettatore sul protagonista, è un film appetibile ai più, sicuramente originale nella sua esposizione, ricco di un’azione e un’avventura che profuma di leggenda, quella Robin Hood, appunto.

 
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