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The Grey PDF Stampa E-mail
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Scritto da Dario Carta   
martedì 13 marzo 2012

Titolo: The Grey
Titolo originale: The Grey
USA: 2012. Regia di: Joe Carnahan Genere: Azione Durata: 117'
Interpreti: Liam Neeson, Dermot Mulroney, James Badge Dale, Frank Grillo, Joe Anderson, Nonso Anozie, Dallas Roberts, Ben Bray, Anne Openshaw, Peter Girges, Jonathan Bitonti, James Bitonti, Ella Kosor, Jacob Blair, Lani Gelera, Larissa Stadnichuk
Sito web ufficiale: www.thegreythemovie.com
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 05/12/2012
Voto: 7
Trailer
Recensione di: Dario Carta
L'aggettivo ideale: Indagatore
Scarica il Pressbook del film
The Grey su Facebook

Il cacciatore delle proprie paure.

thegrey_leggero.pngNel suo ruvido e validissimo lavoro "The Grey",il regista Joe Carnahan fa parlare per immagini un uomo segnato dalle ombre dei fantasmi che lo abitano,feroci come i lupi che caccia nelle tundre gelate dell'Alaska,un inferno bianco dove si ritrova perduto con la squadra che accompagna.
Sembra una favola antica narrata dal cinema di oggi questo riuscito film che traduce in immagini altamente drammatiche le grida delle zone oscure dell'uomo,che il regista esplora per scovare le inquietanti figure delle paure che infestano profondità lontane.
Film allegorico,"The Grey",dove si deve cercare oltre l'avventura,per scoprire il denso colore di un lavoro che vuole,riuscendoci,dare molto più di quello che che fa vedere nel suo montaggio. John Ottway (Liam Neeson),uomo introverso,taciturno e profondamente triste,lavora in una stazione di pompaggio dell'olio vicino all'Artico,con una compagnia di persone che lui definisce "prototipi per l'inferno",criminali,fuggiaschi,elementi inadeguati a vivere in una normale società.

John lavora per la Compagnia come tiratore scelto e il suo compito è quello di proteggere gli operai dall'assalto dei lupi.
Quando l'aereo che trasporta Ottway e un carico di operai precipita sulle lande ghiacciate dell'Alaska,per il gruppo inizia una feroce prova che ha come posta la vita.
Sarà John,che a sua volta inseguito dal suo buio interiore,si assumerà l'incarico di guidare il gruppo e di proteggerlo dall'assalto ossessivo di lupi che decimano uomini e originano incubi. Una efficace frase nel film definisce Ottway come un uomo che lavora alla fine del mondo,come se lavorasse alla fine di sè stesso. E' già un modo ter tracciare i contorni di un protagonista sofferente e lacerato da un tormento che si allarga da dentro fino a lambire la crudezza della sua professione.
Nel prologo del film,Ottway viene presentato come un uomo segnato profondamente e curvo sotto il peso di un'ossessione che lo abita,chiudendolo in un incubo oscuro che non gli dà tregua ("...non posso riaverti - confessa in un monologo diretto alla moglie - e mi muovo come fanno i dannati e i maledetti").

Qui si innesta il nervo della storia,che non è solo lotta di un uomo contro un branco di lupi (o la sfida fra due maschi alfa),ma descrive un conflitto di un protagonista con l'invisibile nemico che gli si nasconde dentro,che si proietta sul ghiaccio delle lande nella forma di una bestia peraltro mai inquadrata per intero.
Carnahan mette in scena questa lotta,ambientandola in un inferno gelato e bianco,infinito nei suoi spazi,quasi a contrastare il luogo angusto e buio dove le paure nascono e il nero dell'animale che le incarna. Il senso di una vita sfuggente spinge Ottway a sfiorare il gesto estremo dell'autoannullamento,in una scena che riporta ad una analoga situazione di sofferenza nel Martin Riggs di "Arma letale".
C'è quasi un senso di poesia in questa storia dove dramma e tragedia si fondono in uno sguardo introspettivo di Ottway e dei colleghi che lo accompagnano, un quadro agitato di emozioni e timori cui neve e lupi fanno da cornice.
Alla galleria dei personaggi presentati durante il volo iniziale in aereo e al disastro dell'apparecchio che precipita sul ghiaccio,segue il commosso episodio della morte di un membro della spedizione.

Il regista apre uno spiraglio nell'intimo di Ottway,gettando luce su un'umanità sincera e nascosta,evidentemente in contrasto con il sofferto ermetismo che si nutre del dolore dell'uomo. Il dialogo di John che accompagna ai cancelli eterni un uomo che deve presentarsi alla morte è il brano di film in cui si può leggere una storia e il suo protagonista in tutto il senso che il regista ha voluto esprimere in un racconto dove l'avventura chiama l'uomo a parlare di sè.
In "The Grey" Carnahan si fa cantore delle paure antiche dell'uomo di sempre:il nemico,la bestia,l'avversario,il lupo che incarna il buio nell'immaginario,la solitudine,sono i fantasmi nei racconti di ogni tempo,dove si agitano ombre e abissi.
Carnahan raccoglie l'immagine del lupo e ne ricorda il simbolo del male tessendo in metafora un racconto dove privilegia la paura per l'invisibile all'enfasi della violenza spettacolare e descrive un viaggio dentro l'uomo,frugandone gli angoli chiusi e ricamando un film dark dove avventura,dramma e introspezione chiamano un cinema che fotografa le paure che si agitano negli atri del cuore.

 
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