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Valutazione utente: / 36
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Scritto da Dario Carta   
giovedì 12 gennaio 2012

Trespass
Titolo originale: Trespass
USA: 2011. Regia di: Joel Schumacher Genere: Azione Durata: 85'
Interpreti: Nicolas Cage, Cam Gigandet, Nicole Kidman, Jordana Spiro, Dash Mihok, Ben Mendelsohn, Liana Liberato, Gracie Whitton, Terry Milam
Sito web ufficiale: www.trespass-the-movie.com
Sito web italiano:
Nelle sale dal: Inedito in dvd
Voto: 5,5
Trailer
Recensione di: Dario Carta
L'aggettivo ideale: Chiassoso
Scarica il Pressbook del film
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trespass_leggero.pngIl cinema della violazione domestica,nelle versione della follia ("L'ultima casa a sinistra","Bleeding"),della rapina ("Panic Room","Firewall"),o del delirio di onnipotenza ("Funny Games"),può essere spettacolo della paura,emozione nascosta,trattenuta e profonda alimentata dal senso di precarietà di una sicurezza sempre sotto minaccia,o segnale allarmante di una ripetitività ossessiva,conseguenza della mancanza di idee nuove nel desolante panorama del cinema di questo tempo.

"Trespass",di Joel Schumacher,("Il cliente","Batman Forever","Batman e Robin"),è tipico rappresentante di questa seconda categoria di titoli,pellicole riproposte ciclicamente con identità somiglianti ed esili personalità.
Come i film di catalogo,l'ambientazione è essenziale e limitata alle mura di una casa sotto assedio,ma il "Panic Room" di David Fincher spiega come questo non sia condizione necessaria all'indigenza di nervo.

Kyle Miller (Nicolas Cage),sgamato commerciante di diamanti,arriva nella sua splendida e isolata villa,dove vive con la moglie Sarah (Nicole Kidman) e la figlia adolescente Avery (Liana Liberato).
In famiglia il clima è inquieto. Sarah pare infelice e insoddisfatta del rapporto con un marito assente,un uomo con il cuore da broker e l'attenzione più rivolta agli affari che alla moglie,e Avery ha l'eterno malcontento dell'adolescenza.
Il tempo necessario perchè Avery scivoli fuori da casa di nascosto per andare ad una festa,nonostante il divieto dei genitori,e il campanello di casa suona. Alla porta,un gruppo di finti agenti di polizia chiede di entrare,con il pretesto di effettuare un controllo. Una volta dentro,nonostante i sospetti di Kyle,i malviventi prendono in ostaggio l'uomo e sua moglie,minacciando una strage se non viene aperta la cassaforte con il denaro e i diamanti.
Kyle,sapendo che sarebbe comunque ucciso,rifiuta di mettere mano alla combinazione. Il tempo diventa un incubo di minacce e terrore,mentre Kyle si ostina a non collaborare e Sarah riconosce nel gruppo un tecnico che in precedenza aveva lavorato all'installazione del sistema d'ammarme in casa e con il quale,si scopre,la donna avrebbe avuto una breve relazione.
Quando Avery torna a casa,deve saper risolvere la situazione in fretta e nel modo dovuto.

Lo script di Karl Gajdusek,provvede al dialogo fitto e ossessivo che consente al film di arrivare ai titoli di coda e Schumacher lo imbastisce di una vocalità assordante fino all'irritazione,presupponendo di raggiungere l'energia e la tensione nel volume dei toni e nel pessimo vocabolario dei protagonisti impegnati in un esercizio di ipersollacitazione recitativa.
Nell'assordante babilonia di suoni ed eccessi,non spicca l'ombra d'occasione per una minima simpatia o partecipazione per un carrozzone di personaggi poco plausibili dietro la maschera di comparse in un dramma da operetta.
Cage è troppo logorroico e troppo poco attore nella parte di un uomo che non pare curarsi del tutto del destino di sua moglie e della sua spocchiosa figliola.

Nicole Kidman non è l'attrice di sempre e la sua parte di ricca madre e infelice sposa si perde in una trama sfilacciata e troppo occasionale per offrire interesse e comunicazione.
Molto del film è retto dal ritmo ossessivo del duello tessuto fra Kyle e gli invasori,ma dal dialogo forsennato fra i personaggi non nasce alcuna emozione realmente viva e la tensione si scioglie in un agitato fuori giri con nessun effetto risultante.
La sceneggiatura arrangia il sottotesto della crisi fra Kyle e Sarah,inserendo l'elemento dell'infedeltà di una moglie delusa e costruendo una narrazione alternativa fatta di flashback,sospetti e riprese da telecamere fisse,in una confusione voluta fra immaginazione,apparenza e realtà.

Schumacher,regista visivo ("Batman"),fortemente empatico ("Un giorno di ordinaria follia","Il momento di uccidere") e vsionario("Linea mortale"),non coglie qui l'occasione per raccontare molto dal poco e privilegia in "Trespass" l'aspetto chiassoso a dispetto di un'emozione che,come nel suo "In linea con l'assassino" ha saputo far vibrare con poche righe scritte con grande mestiere.

 
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