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Universal Soldier: Regeneration PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 6
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Scritto da Dario Carta   
lunedì 14 giugno 2010

Universal Soldier: Regeneration
Titolo originale: Universal Soldier: Regeneration
USA: 2009. Regia di: John Hyams Genere: Azione Durata: 98'
Interpreti: Jean-Claude Van Damme, Dolph Lundgren, Andrei Arlovski, Corey Johnson, Zahary Baharov, Aki Avni, Garry Cooper, Jon Foo, Emily Joyce, John Laskowski, Violeta Markovska, Mike Pyle, Kerry Shale, Kristopher Van Varenberg, Yonko Dimitrov, Stanislav Pishtalov, Marianne Stanicheva
Sito web: www.sonypictures.universalSoldier
Nelle sale dal: 04/06/2010
Voto: 5,5
Trailer
Recensione di: Dario Carta
L'aggettivo ideale: Intuitivo
Scarica il Pressbook del film
Universal Soldier: Regeneration su Facebook

Universal Soldier: Regeneration"Universal Soldier: Regeneration" riunisce i protagonisti del primo film della serie,l'"Universal Soldier" - in Italia "I nuovi eroi" - diretto da Roland Emmerich nel '92,con Van Damme e Dolph Lundgren che tornano qui ad affrontarsi nei ruoli originali rispettivamente di Luc Deveraux e Andrew Scott.
Il film ignora i due titoli precedenti usciti solo in edizione DVD e la versione cinematografica del '99,"The Return",di Mic Rodger,con Van Damme sempre nella parte di Deveraux.

Scritto da Victor Ostrovsky e diretto da John Hyams,con il padre Peter alla fotografia,"Regeneration" è il tipico prodotto destinato all'Home Enterteinement,un repechage di idee-totem dei decenni passati e oggi passati sul banco della valutazione monetaria dello Studio System.
Davaraux e Scott tornano sulla scena,con la narrazione che si apre sul rapimento dei due figli del presidente russo in un raid condotto da una banda di russi ribelli guidata da un miliziano risoluto e feroce (Andrei Arlovski) che null'altro è che l'ultima generazione del programma della Universal Soldier.
Nonostante la sospensione del programma governativo,un bizzarro professore (Kerry Shale) si coalizza con i ribelli e insediatosi nelle strutture abbandonate della centrale nucleare di Chernobyl, prosegue le ricerche per la realizzazione di un esercito di soldati Unisol,ricattando il governo di far esplodere i reattori ancora attivi se le richieste di liberare alcuni uomini impegnati nella lotta per l'indipendenza,non venissero rispettate.
Ai militari non resta che la scelta che rivolgersi a Devaraux,da anni in ritiro,dimentico del suo passato di combattente e sconnesso dal programma cerebrale di addestramento.
Il film dribbla la mediocrità per un certo merito di Hyams e la fotografia accorta del padre,già regista con Van Damme in "Indagine nel futuro" e "A rischio della vita".

Van Damme e Lundren ritrovano poche tracce del loro passato,incontrandosi solo a pochi minuti dalla fine del film e risolvendolo in un impianto narrativo quasi a sè stante rispetto alla conclusione dei fatti,quasi un epiogo a prescindere dalla storia.
Un bassissimo impegno economico non impedisce tuttavia una struttura espositiva ben articolata ed un discreto ricorso a trucchi scenici di facile rimando ad una filmografia collaudata,ma qui franchigia per una buona consistenza.
La sceneggiatura non brilla certo per la sua originalità ed il film si conforma più ad un dramma dai contorni sbiaditi,più che ad un action thriller.
Per la maggior parte del tempo Deveraux viene tenuto lontano dagli scontri fisici e in filigrana appare la pena del soldato che si reinserisce in società.
Al momento dell'entrata in scena di Scott,il film volge al termine ed il confronto fra i due suona come un senso di letargica nostalgia che passa in fretta e non lascia tracce emotive.
Sillabando collage di situazioni fra le metafore dell'orrore esposte in chiave documentaristica - un rimando alle preparazioni militari in tempi di guerra fredda - e i continui richiami ai capitoli essenziali del cinema cultuale,si passa da "Terminator" a "Blade Runner" con una disinvoltura quasi infantile.

Non serve impegnarsi a cercare sottotrame,indagini sui significati sociali o sui risvolti ambientalistici delle memorie ricondotte ad una centrale nucleare fuori controllo o didascalici approfondimenti sul fallimento di guasti progetti umani.
Sullo sfondo di un caso fanta bellico,il regista innesta il caso di due identità complesse,evidentemente infelici e vittime,cui Hyams tenta di conferire spessore,in un passaggio dalla realtà umana robotizzata al grado di sofferta autoidentificazione .
Ci riesce solo in parte,chiudendo un cerchio imperfetto su due personaggi per lo più silenti e incompiuti in una celebrazione di combattimenti e acrobazie atletiche in odore di soporifero riciclo. Intuitivo.

 
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