HOME arrow IL CINEMA ASIATICO arrow Azione arrow Why don’t you play in hell?
Sabato 15 Dicembre 2018
Cinemalia Menù
HOME
RECENSIONI:
PROSSIMAMENTE:
LE NOSTRE RECENSIONI:
IN DVD:
GLI INEDITI
CULT MOVIE
I FILM NELLE SALE
ARTICOLI CINEMA:
CINEMA & CURIOSITA':
IL CINEMA ASIATICO
LIBRI & CINEMA
COLLABORA CON NOI:
CONTATTI:
STAFF:
NEWS & RUMORS:
SERIE TV:
HOME VIDEO:
Recensioni Blu Ray
jurassic_world_il_regno_distrutto_160x600.jpeg
Informativa sui Cookie
Per migliorare la tua navigazione su questo sito, utilizziamo cookies che ci permettono di riconoscerti. Scorrendo questo sito o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'utilizzo di cookies. Informativa
Cerca in Cinemalia
Anteprima TFF
Kimyona Sskasu - Uno strano circo (2005)
Noriko No Shokutako - Noriko's Dinner Table (2005)
Jisatsu Saakuru - Suicide Club (2002)
Tsumetai Nettaigyo - Pesce freddo (2010)
Ai No Mukidashi - Love Exposure (2008)
Chanto Tsutaeru - Be sure to share (2009)
Ekusute - Hair extension (2007)
Koi No Tsumi - Colpevole d'amore (2011)
Libri & Cinema
Il caso Fitzgerald News
L’assassinio del commendatore
I dieci amori di Nishino
Le avventure di Gordon Pym
Kurt Vonnegut, Harrison Bergeron, USA 1961
Il circolo Pickwick
Fino a dopo l’equinozio
Un canto di Natale
Ranocchio salva Tokyo
Bruno Giordano. Una vita sulle montagne russe
La versione di C.
I quarantuno colpi
La ragazza dell’altra riva
Peep Show
Il Paradiso delle Signore
La passione del dubbio
Il fatale talento del signor Rong
Il labirinto degli spiriti
Il mestiere dello scrittore
Nero Dickens – Racconti del mistero di Charles Dickens
L'informatore
Via dalla pazza folla
Gli assalti alle panetterie
Bianca come la luna
Theodore Boone – Mistero in aula
Rashōmon
L’angelo della tempesta
Vento & Flipper
Guida cinica alla cellulite
I Sette Savi del Bosco di Bambù
Diario di Murasaki Shikibu
Prossimamente
Why don’t you play in hell? PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 48
ScarsoOttimo 
Scritto da Anna Maria Pelella   
giovedì 20 marzo 2014

Titolo: Why don’t you play in hell?
Titolo originale: Jigoku de naze warui
Giappone: 2013. Regia di: Sono Sion Genere: Azione Durata: 126'
Interpreti: Hiroki Hasegawa, Gen Hoshino, Akihiro Kitamura, Jun Kunimura, Fumi Nikaidô, Tak Sakaguchi, Tomochika, Shin'ichi Tsutsumi
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: Venezia 2013
Voto: 7
Trailer
Recensione di: Anna Maria Pelella
L'aggettivo ideale: Tarantinato
Scarica il Pressbook del film
Why don’t you play in hell? su Facebook

why_dont_you_play_in_hell_loc.jpegHirata, leader e fondatore dei Fuck Bombers, sogna una carriera di regista e, insieme con i suoi collaboratori, passa il tempo a fare riprese in strada.
In una di queste sessioni si imbatte in uno yakuza appena sfuggito a una carneficina e questo incontro sarà l’inizio di una vorticosa serie di eventi che lo porteranno a coronare il suo sogno. Nel mentre i clan Muto e Ikegama danno vita a un’escalation di violenza al centro della quale si muove la giovane Mitsuko, figlia del boss Muto e futura star del cinema.


Figlio del riconosciuto debito contratto da Tarantino con Takashi Ishii, omaggiato dal regista persino col nome della sua eroina giappo/cinese O-Ren Ishii, Why don’t you play in hell? restituisce quel debito con l’aggiunta degli interessi.
Se Tarantino spostava l’asse della rappresentazione calcando pesantemente la mano sulla vendetta e mantenendo intatto il carisma della protagonista pur coniugando il personaggio di lei con l’icona delle arti marziali per eccellenza, il grande Bruce Lee, Sono Sion aggiunge al tutto le rappresentazioni iperboliche di cui il suo cinema abbonda e chiude il cerchio abbandonando il cliché della vendetta a favore di una generica mattanza yakuza style.

Tutto comincia con Hirata, aspirante regista e cantore ossessivo della poesia della pellicola, ormai trafitta a morte dalla crisi economica e dall’avvento del digitale. Il suo desiderio di fama e la volontà di vedere acclamati i suoi sforzi lo inducono a inseguire i suoi attori per la strada e a coinvolgere ignari passanti nelle sue rappresentazioni.
Quando la sua strada incrocia quella del clan Muto l’unica sua possibilità di vedere realizzato il suo sogno coinciderà col desiderio del boss Muto di omaggiare la moglie con il primo film da protagonista della figlia Mitsuko. Ma Mitsuko è una ragazza dagli atteggiamenti un tantino aggressivi e la parte che è chiamata a interpretare la vedrà impegnata a macellare con una katana tutto il clan rivale.

Non è difficile ravvisare l’ombra del regista stesso nella figura di Hirata, appassionato amante della pellicola e celebratore della morte del cinema nipponico. La passione con cui insegue i suoi sogni è tale da superare ogni ostacolo, anche se questo si raffigura sotto le spoglie di un manipolo di yakuza in kimono che si batte con un altro clan interamente vestito Armani, in un perfetto Anime style. Non mancano certo gli omaggi, come la suggestiva immagine di Tak Sakaguchi che emula Bruce Lee, ma la perla che spicca su tutto è il messaggio lasciato da Hirata in un ideale continuum che parte da Fukasaku e finisce con Tarantino: il cinema è la sola cosa in grado di celebrare la vita.

Secchiate di emoglobina e arti volanti tranciati di netto dalla affilata katana del regista fanno da cornice a questa nuova eccessiva rappresentazione di Sono Sion, il quale non perde occasione di ribadire che il cinema giapponese così come lo conoscevamo è ormai alla fine, e che solo la commistione dei generi e l’uso massiccio dell’ironia possono dare nuova linfa alla settima arte.
Gli yakuza di Sono Sion sono ancora più macchiettistici di quelli già parecchio sopra le righe di Kitano e, nel raccontare di donne che ammazzano con un coltello da cucina interi contingenti di killer mandati a uccidere i loro mariti, la cifra stilistica si ripropone come celebrazione di un femminile ampiamente raffigurato dai mille Manga e Anime di nuovissima generazione.

La buonissima prova di tutto il cast, con una menzione speciale per il sempre efficace Jun Kunimura, esalta appieno la rappresentazione pirotecnica e a tratti fumettistica di Sono Sion, il quale mantiene saldo il timone nonostante la tentazione forte di affogare tutto nel sangue e lasciare che lo spettatore tragga da sè le sue conclusioni.

 
< Prec.   Pros. >

 

Ultime Recensioni...
La prima pietra
Non ci resta che vincere
Tito e gli alieni
Perfetti sconosciuti
Il sacrificio del cervo sacro
Orecchie
Searching
Una vita spericolata
E' nata una stella
La terra dell'abbastanza
Dante va alla guerra
BlacKkKlansman
The Infiltrator
La profezia dell'armadillo
Sulla mia pelle
Gotti – Il Primo Padrino
Il tuttofare
The End? L'inferno è fuori
Ride
Io sono tempesta
Io c'è
Stronger, io sono più forte
Schegge di paura
Broadway Danny Rose
Il giovane Karl Marx
Come un gatto in tangenziale
La truffa del secolo
La truffa dei Logan
Monitor
Dogman
Un sogno chiamato Florida
Ippocrate
End of Justice - Nessuno è innocente
Ogni maledetta domenica
Paterno
Made in Italy
Rimetti a noi i nostri debiti
Abracadabra
Benvenuto in Germania
Avengers: Infinity War
I segreti di Wind River
Molly's Game
Il premio
Tonya
Strange Days
Omicidio al Cairo
feed_logo.png twitter_logo.png facebook_logo.png  
Ultimi Articoli inseriti
Il Cinema Asiatico
Gli articolii più letti
Archivio per genere