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Le recensioni dei lettori.
Jarhead
Interpreti: Chris Cooper, Jake Gyllenhaal, Peter Sarsgaard, Jamie Foxx
USA: 2005. Regia di: Sam Mendes
Genere: Guerra Durata: 123'
Per entrare nello spirito adatto alla visione di Jarhead è necessario
chiarire subito cosa significhi quel titolo, letteralmente traducibile
come testa di latta, in senso lato testa vuota.
Nel gergo dei marines è il modo in cui loro stessi si definiscono.
Per entrare a fare parte del corpo devi svuotare completamente la
zucca. Anthony Swafford l'ha fatto. Per proseguire la tradizione di
famiglia, visto che racconta come lui stesso sia stato
concepito durante una licenza di papà, all'epoca combattente in
Vietnam.
Eccolo quindi alle prese con l'addestramento. Quello che il cinema ci
ha già vivisezionato in mille modi, ma sempre efficace per capire cosa
poi frulli nelle zucche (svuotate) di ragazzotti ventenni mandati in
giro per il mondo a belligerare.
E arriva il momento in cui Anthony parte davvero per il fronte. È il
1990, si profila la prima guerra del golfo. Lui e i suoi compagni sono
in un deserto mediorientale, in attesa dell'ordine d'attacco. Si
annoiano, si devono adattare al clima, provano maschere antigas e usano
attrezzature futuribili, ma giocano anche a football tra loro, guardano
Apocalypse Now in videocassetta e la loro partecipazione al
bombardamento degli elicotteri sull'aria wagneriana cambia
completamente segno. Il loro è tifo da stadio che incita a sterminare
gli abitanti inermi. Il problema maggiore sono mogli e fidanzate
lasciate a casa. Anche perché qualcuna molla il colpo. Si sono
arruolati per essere “fichi, famosi, sexy, arrapati, ubriachi,
fottuti...” e invece si ritrovano sperduti nel deserto. Per mesi. Sino
a quando arriva quell'ordine d'attacco. Ma la loro guerra è anomala.
Avanzano, trovano cadaveri carbonizzati, iracheni che si arrendono,
auto in fiamme, pozzi che sputano fuoco e liberano una pioggia nera e
vischiosa.
Ma non sparano un colpo. Ma che accidenti di guerra è mai quella.
Questo è il racconto, vero, di Swoff, tradotto prima in libro ora in
film da Sam Mendes che confeziona una delle opere più spiazzanti sulla
guerra in generale e sulle sue ripercussioni anche nei confronti di chi
è intossicato d'adrenalina.
Jake Gyllenhaal prosegue il suo momento fortunato (è anche in Brokeback
Mountain) come protagonista efficace, affiancato da un manipolo di
giovani, interpreti a modo loro dell'operazione Desert Storm. E alla
fine si ritorna all'inizio: non c'è logica in guerra, solo ordini da
eseguire, anche se imbecilli. Era già stato detto in Comma 22, ora il
tono è più serio, quindi non c'è bisogno di essere pazzi, ma per essere
un marine la testa deve essere assolutamente vuota.
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