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All'ombra del ciliegio, introduzione alla storia del cinema giapponese PDF Stampa E-mail
Scritto da Nicola Picchi   
sabato 01 ottobre 2011

ALL’OMBRA DEL CILIEGIO
Un’introduzione alla storia del cinema giapponese.

MAO Museo d’Arte Orientale
Via San Domenico 11 - Torino


Ogni giovedì dal 29 settembre al 10 novembre 2011

Il MAO Museo d’Arte Orientale presenta una rassegna di cinema giapponese che si svolgerà ogni giovedì alle ore 21, a partire dal 29 settembre fino al 10 novembre. La rassegna cinematografica sarà arricchita da un programma di conferenze e percorsi tematici che si svolgeranno sempre il giovedì alle ore 18. In particolare, sono previsti due incontri a cura del Prof. Dario Tomasi, docente di storia e critica del cinema all’Università di Torino, dedicati al cinema giapponese classico e moderno.

“All’ombra del ciliegio” è un piccolo viaggio lungo la storia di una cinematografia – tra le più importanti al mondo – che ha saputo sia magnificare i grandi valori della propria cultura (di cui l’immagine del ciliegio è uno dei simboli più noti) sia denunciarne gli errori e le contraddizioni. Sette film di sette maestri del cinema giapponese, per un percorso che va dagli anni del muto al cinema contemporaneo.

Ozu Yasujiro dipinge con Sono nato, ma..., miglior film nazionale del 1932, un amaro ritratto della società giapponese del tempo, denunciando apertamente il ruolo oppressivo di un mondo gerarchicamente strutturato, in cui l’individuo non può fare a meno di accettare le umilianti logiche del potere. I racconti della luna pallida d’agosto è un film emblematico dell’intenso estetismo del cinema di Mizoguchi Kenji e del suo rifarsi ai modelli della cultura classica, attraverso i numerosi riferimenti al teatro Noh e al suo universo fantastico e sovrannaturale.
Kurosawa Akira apre di fatto le porte dell’Occidente al cinema giapponese con Rashomon, avvincente detection story che si sviluppa come una sorta di racconto morale; un film sulle miserie dell’uomo, e sulla sua incapacità di leggere la realtà senza darne un’immagine assai parziale, se non del tutto distorta. Il cimitero del sole di Oshima Nagisa è il punto d’avvio del Nuovo Cinema giapponese, che, come la coeva Nouvelle Vague francese, costituisce un vero e proprio punto a capo della storia del cinema; il «cimitero» a cui rinvia il titolo del film non è altro che lo stesso Giappone, che seppellisce il proprio mito rappresentato dall’immagine del «sole».
Tratto dall’omonimo romanzo di Abe Kobo, La donna di sabbia di Teshigahara Hiroshi, costruito pressoché interamente su due soli personaggi e un unico ambiente, è una straordinaria metafora del carattere oppressivo della società sull’individuo che, pur radicandosi in un contesto esplicitamente giapponese, assume una valenza di carattere universale.
La ballata di Narayama di Imamura Shohei è un film dai toni realistici, che fonde con grande intensità il dramma delle vicende umane alla natura che fa loro da sfondo e che con queste si integra; l’osservazione antropologica dei riti quotidiani di una società primitiva permettere di scorgere i tratti che sono davvero caratterizzanti l’essere umano, al di fuori di quelle maschere e di quelle convenzioni che ogni società, e quella giapponese in particolare, impongono all’uomo.
Infine, Kitano Takeshi realizza con Hanabi un film che riprende un certo umanismo del cinema tradizionale giapponese, ma lo colloca in un contesto nuovo, più duro e disperato, insistendo maggiormente sull’ambiguità dei confini che separano il bene dal male.

Giovedì 29 settembre 2011
PRIMO APPUNTAMENTO

ore 18 - IL CINEMA GIAPPONESE CLASSICO

Conferenza a cura del Prof. Dario Tomasi

Il cinema dell’Asia orientale costituisce oggi una produzione imprescindibile negli sviluppi del cinema mondiale. Fu proprio un film giapponese, Rashomon (1950) che, con il Leone d’oro vinto al Festival di Venezia, inaugurò la scoperta del cinema orientale in Occidente. Il cinema occidentale esercita da subito una viva curiosità in Giappone; le presentazioni nel 1896 a Kobe del Kinetoscopio Edison e nell’anno successivo dei più evoluti Cinématographe Lumière e Vitascopio Edison riscuotono un enorme successo e inaugurano le proiezioni pubbliche.

Nel 1899 nascono i primi film giapponesi, ovvero riprese dal vivo di scene di strada e di danze di geisha, seguiti dai primi film a soggetto, ossia fedeli adattamenti di drammi del teatro kabuki. Proprio il teatro, nelle sue svariate forme, è il protagonista del cinema giapponese classico: oltre alla forte impronta del kabuki, grande rilievo hanno anche lo shinpa (“nuova scuola”) con un repertorio di melodrammi basati su storie contemporanee e lo shingeki (“nuovo teatro”) con adattamenti dal repertorio occidentale. A testimonianza della forte componente teatrale nella cinematografia giapponese delle origini vi è la fondamentale figura del benshi (“uomo che tiene un discorso”) che commenta le proiezioni pubbliche dei film muti come voce narrante e descrive le trame dei film per permettere una maggiore comprensione e fruizione da parte del pubblico. L’età dell’oro del cinema giapponese classico si raggiunge con gli anni venti e trenta, periodo nel quale il pubblico può apprezzare sia i drammi contemporanei gendai-geki che quelli d’epoca jidai-geki, attraverso le opere di grandi registi quali Ozu Yasujiro e Mizoguchi Kenji, ovvero la generazione che precede il cinema di Kurosawa Akira.

ore 21 - Proiezione del film

SONO NATO, MA... (UMARETE WA MITA KEREDO)

di Ozu Yasujirō, 1932

Appena trasferitisi in una casa alla periferia di Tokyo, i due fratellini della famiglia Yoshii devono faticare non poco per venire a patti con gli altri bambini del vicinato. Quando finalmente ci riescono, scoprono che il loro padre si umilia davanti al suo datore di lavoro per conquistarne la benevolenza. Per i due protagonisti sarà un duro colpo che provocherà un’altrettanto dura reazione.

Sono nato, ma..., designato dalla storica rivista «Kinema Junpō» come il miglior film nazionale del 1932, è un amaro ritratto della società giapponese dell’epoca, che denuncia apertamente il ruolo oppressivo di un mondo gerarchicamente strutturato, in cui l’individuo non può fare a meno di accettare le umilianti logiche del potere. A rendere ancora più drammatica tale realtà è l’assunzione del punto di vista dei due ancora inconsapevoli fratellini, attraverso cui la storia è narrata, che scoprono quanto poco valgano i loro meriti, in un mondo dove a contare è solo il denaro. Il film è così una sorta di «romanzo di formazione», che segna la fine dell’infanzia attraverso l’accettazione dell’inevitabilità della sottomissione a chi conta di più. Il film presenta già molte di quelle opzioni stilistiche che hanno reso celebre e unico il lavoro di Ozu, come la quasi costante assunzione di un punto di vista dal basso – che bene si adegua a quello dei due bambini protagonisti – e i cosiddetti sojikei (pose parallele e movimenti all’unisono di due o più personaggi), a esprimere quel sentimento di affinità e armonia che è uno degli aspetti essenziali della cultura giapponese.

Prossimi appuntamenti:

6 ottobre 2011
ore 18 - Armature dall’estremo Oriente
Percorso tematico
ore 21 - I racconti della luna pallida d’agosto (Ugetsu monogatari)
Proiezione del film di Mizoguchi Kenji, 1953

13 ottobre 2011
ore 18 - Scultura lignea giapponese tra religione e arte nelle collezioni MAO
Percorso tematico
ore 21 - Rashomon (Rashōmon)
Proiezione del film di Kurosawa Akira, 1950

20 ottobre 2011
ore 18 - Il cinema giapponese moderno
Conferenza a cura del Prof. Dario Tomasi
ore 21 - Il cimitero del sole (Taiyō no hakaba)
Proiezione del film di Ōshima Nagisa, 1960

27 ottobre 2011
ore 18 - Sete e velluti da Oriente
Percorso tematico
ore 21 - La donna di sabbia (Suna no onna)
Proiezione del film di Teshigahara Hiroshi, 1964

3 novembre 2011
ore 18 - Arte su carta
Percorso tematico
ore 21 - Proiezione film: La ballata di Narayama (Narayama bushikō)
Proiezione del film di Imamura Shōhei, 1983

10 novembre 2011

ore 18 - La carta giapponese di produzione artigianale
Conferenza a cura della Dr.ssa Anna Onesti
ore 21 - Hanabi
Proiezione del film di Kitano Takeshi, 1997

Gallerie espositive aperte fino alle ore 21, ingresso secondo tariffa ordinaria
Visite guidate delle ore 18: € 3
Ingresso gratuito alle conferenze e alle proiezioni fino ad esaurimento posti disponibili
I film proiettati sono doppiati in italiano, oppure con sottotitoli in italiano
INFO: 011 4436927

DANIELA MATTEU
TANJA GENTILINI

Ufficio Stampa
FONDAZIONE TORINO MUSEI

GAM - Palazzo Madama - Borgo Medievale - MAO Museo d'Arte Orientale - Artissima

Via Magenta, 31 10128 Torino

tel. 011 4429523   fax. 011 4429550

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