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Saluti da Krypton PDF Stampa E-mail
Scritto da Ciro Andreotti   
martedì 12 agosto 2014

Saluti da Krypton

robin_williams_leggero.pngMetà anni’90; un attore americano di chiara fama sta seduto sul palco del Teatro Parioli. Alla sua destra un interprete, alla sinistra un personaggio curioso, interessato alle forme di vita extra terrestri. Quella che potrebbe sembrare una banale intervista fra un appassionato di forme di vita aliena e il giornalista Maurizio Costanzo si sta per tramutare in uno spassoso botta e risposta tradotto dall’inglese, una di quelle interpretazioni che nessuno si potrà facilmente dimenticare.
Al centro del palco si sta infatti consumando uno spettacolo vicino al vaudeville: da un lato l’attore; dall’altro, vittima dello slapstick,  l’inerme appassionato di fantascienza mai deriso ma issato al ruolo di spalla; la scena gli viene non troppo inaspettatamente sottratta e la serata si trasforma in quel che l’attore sa far meglio, ovvero fare sorridere con arguzia.

Un uomo travestito da dottore fa irruzione in una stanza di ospedale, un letto accoglie i resti, è il caso di dirlo, di un’ex-montagna di muscoli di più di un metro e novanta a fronte di oltre cento chili. L’uomo è ormai bloccato a letto causa un grave quanto sfortunato incidente. Il dottore gli si avvicina e gli intima con voce decisa, e volto ricoperto dalla mascherina: “Girati”, l’ex montagna osserva il plantigrado sotto mentite spoglie, questi non fa una piega e nuovamente urla “Girati !!” ma con voce sempre più decisa e veemente.
La temperatura della stanza aumenta in maniera esponenziale solo quando la maschera del finto medico si abbassa svelando il viso di un vecchio amico. L’ex montagna, ormai diventata pianura, ha il viso di Christopher Reeve e l’amico impostore anche questa volta ha saputo fare del suo meglio, ovvero fare sorridere un amico, sempre con la solita manciata di arguzia.

Figlio di una famiglia facoltosa del Michigan, a soli 19 anni l’impostore di cui sopra, occasionalmente appassionato di vita aliena, capisce che la sua vita non è fatta per lo studio di materie professionalmente utili, ci torneremo più tardi su questo concetto;  decide quindi di piantare il college e iscriversi alla Juilliard  School di New York, perfetta per incanalare il suo talento straripante e per stringere quelle amicizie che dureranno per una vita; la ‘fu montagna’, che successivamente svolazzerà sopra Metropolis vestendo i panni di Superman, è di certo fra coloro che possono fregiarsi della sua amicizia.
Da li tanto teatro e un episodio molto fortunato, e all’epoca passato quasi inosservato, niente meno che di “Happy Days”.
Ecco infatti apparire per la prima volta la passione per la vita aliena del futuro finto dottore: il ruolo è quello di un extra terrestre che desidera studiare le forme di vita terrestri e per questo vuole portare sul suo pianeta niente meno che Fonzie, siamo nel ’78 da questa parte dell’oceano si parla di anni di piombo, al di là del medesimo si parla invece di “Mork e Mindy”, serial cult che saprà sdoganare ufficialmente il talento del ragazzino (quasi) prodigio.

Passano gli anni e a fronte di uno spirito ilare i problemi si accavallano senza sosta ne tregua: troppa droga, siamo nel 1982 e John, un amico fraterno, sbaglia la sua dose quotidiana, sparandosene una di troppo e diventando un mito senza saperlo; molto alcool, anti depressivi, amicizie che si perdono nel nulla; il primo matrimonio va in mille pezzi come un bicchiere in cristallo calpestato da Godzilla. Il lavoro invece no, il lavoro va alla grande; termina “Mork e Mindy” e gli anni ’80, iniziati impersonando niente meno che Braccio di Ferro, diventeranno il territorio di caccia anche del ‘fu ragazzino prodigio’ ormai diventato uomo. Arrivano in sequenza parti di grande effetto; si passa dal comico alla commedia brillante; si passa, in ordine rigorosamente sparso dal professor John Keating, poco incline alle materie professionalmente utili, vedi poco sopra; al dee-jay impegnato sul fronte vietnamita Adrian Cronauer.
Dal venditore di auto usate, prossimo a beccarsi una raffica di mitra; a un padre che si finge governante per amore dei suoi figli. La vita pare sorridere di nuovo all’uomo con il volto da ragazzino e lo spirito da marionetta; i fantasmi vanno e vengono, sempre sotto forma di alcool e affini, la carriera prosegue intanto a mietere successi indelebili e il suo coronamento arriva nella parte di uno psicologo che deve recuperare un ragazzo prodigio incline alle risse, siamo nel 1997 il film è di Gus Van Sant, lo Zio Oscar tocca e non sfugge.
Passano altri anni fatti di successi, di matrimoni, alla fine saranno tre; e tanti, troppi disastri. La spina si stacca ad un’ora imprecisata dell’11 corrente mese. Chris era già volato in cielo, direzione Krypton, con il suo mantellino rosso fuoco e la “S” vergata sul petto; Robin, non quello di Batman, lo ha raggiunto da pochi minuti, gli si avvicina e dice: “Girati !!!.... ti ordino di girarti!!!” ha ancora quel sorriso beffardo che lo accompagna e quei due occhi brillanti e finti come solo certe marionette possono avere.

Ciro Andreotti

 
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