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A Serious Man PDF Stampa E-mail
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Scritto da Francesca Caruso   
venerdì 04 dicembre 2009

A Serious Man
Titolo originale: A Serious Man
USA: 2009 Regia di: Joel Coen, Ethan Coen Genere: Commedia Durata: 105'
Interpreti: Michael Stuhlbarg, Richard Kind, Fred Melamed, Sari Lennick, Aaron Wolff, Jessica McManus, Peter Breitmayer, Brent Braunschweig
Sito web: www.filminfocus.com/focusfeatures/film/a_serious_man
Nelle sale dal: 04/12/2009
Voto: 7
Trailer
Recensione di: Francesca Caruso
L'aggettivo ideale: Singolare

aseriousman_leggero.jpegA Serious Man è la nuova singolare fatica dei fratelli Coen, che lo hanno scritto, prodotto e diretto e, con un budjet limitato, sono riusciti a tirar fuori delle vere chicche di comicità, puntando un personaggio in particolare e combinandogliene di tutti i colori.
Il film è ricco di sorprese e colpi di scena durante tutto l’arco del racconto. Joel & Ethan Coen si sono divertiti a inventare nuove vicessitudini che peggiorassero la vita del protagonista, delle piccole torture che creano ilarità ed empatia con Larry.

1967. Larry Gopnik è una persona tranquilla e serena, ha una famiglia in cui crede vada tutto bene.
Un fulmine a ciel sereno distrurba il suo equilibrio, la moglie Judith, come se niente fosse, gli dice che vuole il divorzio e risposarsi con Sy Ableman, un uomo molto più in gamba di lui, per come lo vede Judith, un uomo serio e concreto. Nel frattempo a Danny, figlio di Larry, viene requisita la radiolina alla scuola ebraica che frequenta, nellla custodia della quale ha riposto venti dollari, debito che ha con un compagno per aver comprato dell’erba. La sorella Sarah prende di nascosto i soldi dal portafoglio del padre per racimolare abbastanza e potersi rifare il naso. All’Università dove Larry lavora come professore di fisica le cose non vanno meglio.
Clive, uno studente del suo corso, si presenta nel suo ufficio chiedendogli di poter rifare il compito andato male o cambiare il voto in una sufficienza. Larry si rifiuta, è un uomo integgerimo e non lo trova corretto, ma Clive lascia una busta con del denaro affinchè accetti lo scambio, denunciandolo per diffamazione se dovesse protestare.
Larry, abbattuto e confuso più che mai, chiede consiglio ai tre rabbini della comunità.
Riuscirà qualcuno a dargli il consiglio più giusto e più serio?
Il film è ambientato negli anni ’60 in una comunità ebraica di una cittadina del Mid West. Joel & Ethan Coen hanno speso la loro infanzia nel Mid West, la loro storia è inventata, ma ci sono dei tratti presi da ricordi del loro passato, figure come il rabbinoMarshak, ritenuto un vero saggio.
In origine il progetto, che risale a qualche anno fa, era ben diverso. La prima intenzione era quella di realizzare un cortometraggio in cui il protagonista era un ragazzo alle prese con la celebrazione del suo imminente bar mitzvah.
Dopo quella prima idea la globalità dei temi trattati è andata ampliandosi, facendo del padre il vero protagonista e ridimensionando il ruolo del ragazzo.
I Coen hanno trovato che fosse più divertente infierire su un adulto.
Il prologo con cui inizia il film non ha alcuna attinenza con la storia che segue.
La scelta del racconto Yiddish è stata fatta dai registi per creare qualcosa di particolare e insolito, il film necessitava, nella loro visione, di un racconto autonomo, racconto del tutto inventato.

Tutti i personaggi sono delineati con cura, anche le figure secondarie imprimono il loro contributo al percorso che Larry intraprende, per venir fuori dall’incubo in cui è stato risucchiato.
L’uomo è sorpreso e confuso, non sembra credere che tutto questo possa accadergli veramente. La sua vita fino a un attimo prima è semplice e lineare, probabilmente dà tutto quello che ha per scontato. Inizia a mettersi in discussione e questo lo spinge a capire cosa vuole dalla vita. Gli altri componenti della sua famiglia sanno bene cosa vogliono e fanno di tutto per ottenerlo.
Larry è l’unico a vivere una vita abitudinaria, in cui ogni giorno è uguale al precedente, senza rendersene conto e senza che gli dia noia, fino a quando Judith gli apre gli occhi. Larry si ritiene un uomo serio tanto quanto Sy, responsabile e corretto, ma non ha passioni. Unico momento in cui esprime una minima passione è quando insegna. Aspetta che gli venga data una promozione, ma senza mostrare un particolare slancio.
Con un personaggio siffatto non poteva non venire la tentazione di scuoterlo un po’ e i Coen gliene fanno passare di tutti i colori e man mano che la storia va avanti la sua situazione si aggrava sempre di più, però forse Larry inizia a comprendere ciò che d’importante gli sia rimasto.
Joel & Ethan Coen, come in Fargo, hanno voluto attori che non fossero conosciuti dal grande pubblico cinematografico.
Michael Stuhlbarg, che interpreta Larry, è stato condidato ai Tony Awards nel 2005 ed è conosciuto dai frequentatori di teatro. L’attore è riuscito a incarnare alla perfezione gli aspetti caratteriali di Larry, lasciando trasparire i suoi stati d’animo attraverso le espressioni facciali, il suo sguado e il suo viso sono i veri affabulatori.
Molti altri ruoli sono interpretati da attori locali, di Minneapolis, dovo sono avvenute le riprese del film.
L’intento dei cineasti è stato quello di portare sullo schermo gli ebrei delle pianure che possiedono un modo di vivere e dei sentimenti diversi da quelli di Hollywood.

C’è stata la ricercatezza del paesaggio, che i Coen volevano per questo film.
Doveva essere un quartiere venuto su da poco, aperto e arioso, soprattutto le parti anteriori delle case, con alberi piantati di recente. Ricercato è stato, anche, l’aspetto che si è conferito ad un paio di sequenze, quella del bar mitzvah di Danny e quella in cui Larry e la sua vicina fumano uno spinello.
Il direttore della fotografia Roger Deakins ha utilizzato degli obiettivi particolari, che oscillano e si piegano, distorcendo il piano focale e creando uno strano effetto morbido.
A Serious Man è un film curioso e sorprendente, divertente e intelligente, un film da apprezzare per la sua originalità.
I fratelli Coen sono riusciti ancora una volta a creare qualcosa di particolare e inconsueto e dei personaggi fuori dall’ordinario, ma non per questo meno veri.

 
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