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Scritto da Mirko Di Nella   
lunedì 28 giugno 2010

Adam
Titolo originale: Adam
USA: 2009. Regia di: Max Mayer Genere: Commedia Durata: 99'
Interpreti: Hugh Dancy, Rose Byrne, Peter Gallagher, Amy Irving, Frankie Faison, Mark Linn-Baker, Ursula Abbott, Karina Arroyave, Maddie Corman, Adam LeFevre, Mark Margolis, Haviland Morris, Susan Porro, John Rothman, Terry Walters
Sito web: www.foxsearchlight.com/adam
Nelle sale dal: 14/05/2010
Voto: 6
Trailer
Recensione di: Mirko Di Nella
L'aggettivo ideale: Terapeutico
Scarica il Pressbook del film

AdamAdam (Hugh Dancy) è un giovane affetto dalla sindrome di Asperger, una forma lieve di autismo, vive solo dopo la morte del padre, ha un lavoro (sebbene sia al di sotto delle proprie capacità) e nessun impedimento fisico.
Apparentemente normale, le sue difficoltà son dovute alla mancanza di empatia con le persone, non riconosce ironia e metafore in un dialogo e ciò lo tende ad isolarsi perché non riesce a stabilire relazioni sociali con gli altri, se non quando parla della sua passione: l' astronomia.
La sua solitudine viene interrotta dall'arrivo di una nuova vicina di casa, Beth (Rose Byrne) una deliziosa e sensibile scrittrice di libri per bambini. Le due solitudini ed i due mondi così distanti si avvicinano con titubanza e speranza, fino ad instaurare una difficile quanto improbabile relazione.

Scritto e diretto da Max Mayer, vincitore del premio Sloan al Sundance Festival del 2009 è anch'esso affetto dalla sindrome di Asperger, un male atipico perché singolarità presente nelle persone dotate di grande intelligenza, nel passato infatti pare ne soffrissero Michelangelo, Mozart ed Einstein tra gli altri.
Il suo film si mantiene su toni formali e mai compiaciuti, funzionale alla narrazione senza sbavature o eccedenze stilistiche. Tuttavia lo script sembra prendersi troppo sul serio, edulcorato e standardizzato, privo di mordente negli snodi narrativi che sembrano scivolare via con troppa disinvoltura disperdendo il pathos costruito con arguzia e bravura in precedenza, puntando maggiormente sull'attività divulgativa della malattia che sulla vicenda.

L'inizio è intimo e molto ben curato, ma sembra promettere più di quel che può mantenere, si regge sull'interpretazione dei bravissimi Hugh Dancy e Rose Byrne (vincitrice di una coppa Volpi a Venezia qualche anno fa) bravi nel tratteggiare dei personaggi fragili alle prese con situazioni delicate ed imprevedibili.
Benché il film soffra di una sorta di eccessivo realismo fiabesco piuttosto preconfezionato mantiene in ogni caso un certo pregio nel mostrare con delicatezza la parabola di un ragazzo alle prese con un'intimità sconosciuta che cerca di entrare nei gangli della vita, che tra scoperte e dolori ineluttabili si dipana verso un finale per nulla scontato.

 
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