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American Dreamz PDF Stampa E-mail
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Scritto da Luca Orsatti   
lunedì 08 gennaio 2007
American dreamz
USA: 2006. Regia di: Paul Weitz Genere: Commedia Durata: 107'
Interpreti: Hugh Grant Dennis Quaide Mandy Moore
Recensione di: Luca Orsatti

American dreamzMartin Tweed, conduttore del più popolare reality show americano, “American Dreamz”, per far sì che gli ascolti del programma continuino a salire, decide di reclutare concorrenti anticonvenzionali.
Nell’ipotetico mondo narrato da Paul Weitz, regista del celebre “American pie”, nella tv americana spopola un programma intitolato “American dreamz”, che altro non è che una specie del nostro “Saranno famosi”. La gente è pronta a fare follie, e volendo anche atti spregevoli, per parteciparvi e soprattutto per vincere. Inoltre in questa ipotetica realtà il presidente degli Stati Uniti è un burattino nelle mani del suo sottosegretario e non sa nemmeno come si chiamano gli abitanti dell’Iraq. Si capisce bene come sotto nomi di pura fantasia si nascondano i protagonisti, piuttosto negativi, dei nostri tempi, che vanno dalla televisione amorale, costruita e bassamente populista dei reality show fino a certi presidenti incoscienti e guerrafondai che hanno in mano il paese più ricco e potente del pianeta. Il film è certamente un prodotto coraggioso per la sfrontatezza con cui mette alla berlina gli elementi sopra citati, ma la sua satira solo rare volte è veramente tagliente. Oramai mostrare l’estremo cinismo degli odierni mass-media, o ragazze disposte a tutto per diventare delle celebrità, non rappresenta più qualcosa di originale o di particolare interesse. Il limite di quest’opera, visto la sua natura e gli argomenti di cui tratta, sta proprio nel non riuscire a sorprendere con una certa continuità lo spettatore, e questo è un peccato perché quando ci riesce, come per esempio con tutta la vicenda legata ad una cellula terrorista dormiente, i risultati sono molto divertenti e godibili.
”American dreamz” è dunque un film che certamente si guarda volentieri, animato da diversi efficaci protagonisti (da il presentatore interpretato da Hugh Grant, perfetto per la parte e più che verosimile, al presidente a cui dà vita Dennis Quaid, non del tutto inverosimile), ma che manca però di arguzia risultando non così corrosivo come era forse negli intenti, peraltro alcune situazioni che dovrebbero essere grottesche sono fin troppo vicine alla realtà.
 
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