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Bandage PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 9
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Scritto da Francesca Caruso   
giovedì 27 maggio 2010

Bandage
Titolo originale: Bandeiji
Giappone: 2010  Regia di: Kobayashi Takeshi Genere: Commedia Durata: 120'
Interpreti: Akanishi Jin, Kitano Kie, Kora Kengo, Shibamoto Yuki, Kasahara Hideyuki, Kaneko Nobuaki, Anne, Ito Ayumi Polyong
Sito web:
Nelle sale dal: Inedito
Voto: 7,5
Trailer
Recensione di: Francesca Caruso
L'aggettivo ideale: Pulsante

BandageL’industria del cinema giapponese ha avuto un riscontro economico molto positivo nel 2009, con una crescita del numero di film nazionali proposti, sono stati ben 448 i titoli usciti nelle sale, un anno appagante quanto quello del 2008, con una cifra di poco inferiore. Il cinema giapponese ha saputo, gradualmente, catturare nuovi spettatori, nuovi talenti e nuovo denaro.
Bandage è uno di quei film che possiede freschezza nei toni e personaggi che rimangono impressi per la risolutezza, mista a un pizzico di stravaganza, delle loro azioni. È stato presentato all’Udine Far East Film Festival 12.

Asako e Miharu sono due amiche con una passione in comune, quella per la musica. Miharu ha due biglietti per andare ad ascoltare il concerto dei Lands, una band emergente, in un locale. Le due ragazze, finito il concerto, si ritrovano ad avere due pass per la festa del gruppo. Asako si scontra con Natsu, il leader, che l’aiuta maldestramente a recuperare la sua lente a contatto.
La severa manager Yukari dice alle due ragazze di levarsi di torno, dopo il primo drink, senza mezzi termini.
Natsu invita Asako a uscire insieme il giorno dopo, la ragazza accetta, ma rifiuta le sue avance. Nonostante ciò, o proprio per questo, Natsu la vuole al suo fianco, si fida del suo giudizio e in men che non si dica Asako diventa l’assistete di Yukari, facendo le sue veci in sua assenza. La ragazza è all’ultimo anno di scuola superiore e si divide tra i libri e il lavoro, che porta avanti con dedizione e determinazione, anche quando gli altri componenti del gruppo le mostrano la loro disapprovazione. Questo sarà un periodo di crescita sia per la band come gruppo che a livello individuale, ma soprattutto darà modo ad Asako di capire cosa vuole per il suo futuro.
Kobayashi Takeshi conosce bene il mondo della musica e in particolare quello delle band.
È un produttore musicale, paroliere, compositore, arrangiatore e musicista, Bandage è la sua prima prova registica e il risultato è decisamente buono.
La sceneggiatura è di Iwai Shunji, che lascia trasparire la sua poetica, il suo personale modo di sentire i personaggi e come mostrarli.
La protagonista è Asako, punto cardine di tutti i personaggi, tutti in un modo o in un altro ruotano intorno a lei e le sue azioni o inazioni determinano lo sviluppo degli eventi. Kobayashi e Iwai mettono in luce una figura all’apparenza esile e piccolina, ma con una carica e una fermezza che le compensano decisamente. La loro eroina non si scoraggia di fronte agli sbagli o a chi la limita o le vuole distruggere le sue aspirazioni, non è una debole, è una giovane donna che mostra già di potersela cavare da sola, senza che un uomo la soccorra, una donna che una volta capito cosa vuole dalla vita, si impegna per ottenerlo, cogliendo le varie occasioni.

La figura maschile, Natsu, trova in lei un punto di riferimento di cui non può fare a meno, provando per lei un profondo rispetto e un dolce sentimento, che gli permettono di crescere emotivamente e creativamente. Asako sembra essere il suo carburante.
La sceneggiatura è sviluppata in modo tale che tra i due protagonisti ci sia una grande intesa, ma niente di più.
Asako rifiuta qualsiasi coinvolgimento sentimentale e sessuale con Natsu, non perché non gli piaccia, ma sente che ciò la distoglierebbe dai suoi progetti per il futuro, sia a livello professionale che personale.
Non vuole mescolare le carte e ritrovarsi senza niente in mano. Viene delineata una donna che mette avanti se stessa, come persona, a una possibile storia d’amore, una donna che vuole costruire prima se stessa per poter poi costruire una vita con l’altro. Ciò che accade la porta comunque a una scelta, forzata o meno che sia. Bisogna crescere e fare esperienze per capire a cosa si rinuncia e si lascia per la via. Il messaggio finale dà una speranza: non è mai troppo tardi (per recuperare).
Bandage non dà tutte le risposte, lascia alcune motivazioni dei comportamenti dei vari personaggi in una sorta di mistero affinché lo spettatore si faccia un’idea della possibile ragione.

Akanishi Jin, che interpreta Natsu, è il cantante del gruppo pop Kat-Tun e riesce bene a esprimere gli stati d’animo e le faccette a volte particolari del suo personaggio. Lo stesso dicasi per Kitano Kie che rende Asako in tutta la sua fermezza e presa di posizione iniziale.
Kobayashi e Iwai hanno realizzato un film coinvolgente e pulsante di vita propria, i personaggi sono immancabilmente reali, proprio nel momento in cui agiscono senza ponderare le conseguenze delle loro azioni, istintive o troppo calcolate, comunque appartenenti a un numero spropositato di giovani. Le musiche di Kobayashi chiudono il cerchio, contribuendo a rendere Bandage un film non solo da vedere, ma anche da ascoltare.

 
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