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Benvenuto in Germania PDF Stampa E-mail
Scritto da Ciro Andreotti   
mercoledì 09 maggio 2018

Titolo: Benvenuto in Germania
Titolo originale: Welcome to Germany
Germania 2016 Regia di: Simon Verhoeven Genere: Commedia Durata: 115'
Interpreti: Senta Berger, Heiner Lauterbach, Florian David Fitz, Elyas M'Barek, Palina Rojinski, Eric Kabongo, Uwe Ochsenknecht, Ulrike Kriener
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 10/05/2018
Voto: 7
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Delicato...
Scarica il Pressbook del film
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benvenuto_in_germania.jpegAngelika, un’ex docente in pensione, e Richard, chirurgo ortopedico ossessionato dalla paura d’invecchiare, sono una coppia borghese che abita in un quartiere residenziale alla periferia di Monaco. Su scelta di Angelika, che vince la ritrosia di Richard, i due decidono di ospitare un rifugiato politico di origine islamica. Ai due si aggiungono i loro figli; Sophie, studentessa trentenne, fuori corso e Philip, avvocato perennemente oberato dal lavoro.
L’arrivo di Diallo, rifugiato dalla Nigeria, sconvolgerà gli equilibri già labili di un nucleo famigliare molto eterogeneo.

La fragilità e la delicatezza con la quale Simon Verhoeven, attore e regista tedesco dal respiro internazionale, ha confezionato questa pellicola è esemplare di come grazie a una risata sia possibile parlare veramente di tutto, anche di un tema delicato come la paura del diverso e dei rifugiati politici, visti anche in Germania come un problema difficilmente risolvibile.

In tal caso a dare sfogo alle paure più o meno fondate di una società spesso presa a modello come in grado d’integrare coloro che provengono da altre nazioni, sarà la famiglia della quale sono membri Angelika, Richard, Sophie e Philippe.
Una famiglia in apparenza stabile ma che sotto l’aurea borghese farà affiorare tutti quei luoghi comuni incarnati dalla burocrazia, dal sospetto terroristico e dalle battute con le quali è abitualmente etichettato il giovane Diallo, ostracizzato anche dagli altri rifugiati perché reo di aver intrapreso un cammino d’integrazione che per la maggioranza di loro non è necessario.

Solamente il lato troppo buonista di alcune scelte narrative può fare storcere il naso ai più puristi, ma va detto che la capacità di tutto il cast di mantenere vivo l’interesse per una pellicola che ti lascia incollato per quasi due ore alla poltrona, con ampie riflessioni su chi sia diverso da chi valgono decisamente il prezzo del biglietto.
Unico vero peccato che il film firmato da Verhoeven anche in fase di sceneggiatura, sia arrivato nelle nostre sale solamente ora a due anni dalla sua genesi.

Trailer

 
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