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Clerks
USA: 1994. Regia di: Kevin Smith Genere: Commedia Durata: 92'
Interpreti: Brian O'Halloran, Jeff Anderson, Marilyn Ghigliotti, Lisa Spoonhauer, Jason Mewes, Kevin Smith, Scott Mosier
Sito web:
Voto: 6,5
Recensione di: Beatrice Urzì
Corre l'anno 1994 e ci troviamo a Leonardo, nello stato del New Jersey.
E' una mattina come un'altra quando Dante Hicks (Brian O'Halloran) viene svegliato dal suo capo, che lo convince ad andare a lavoro nonostante sia il suo giorno di riposo, con la promessa che potrà tornarsene a casa alle 12:00 a.m. in tempo per la sua partita di hockey.
Da questa scena ha inizio il primo film di Kevin Smith, Clerks (Commessi), girato in bianco e nero, e accompagnato da tanta, tanta musica rock. Sin dalle prime scene si nota immediatamente lo stile satirico ma cupo del regista che ci propone un lungometraggio politicamente scorretto, volgare, grottesco in alcune scene, graffiante come le unghie contro la grafite di una lavagna per le nostre orecchie e per il nostro "buongusto" che viene messo in discussione nelle sue battute ciniche e disilluse (Rendal che vende le sigarette a una bambina di quattro anni, la discussione di natura pseudo politica su Guerre Stellari). Ciniche e disilluse come i due personaggi principali, Dante, il commesso del Quickstore e Rendal, il suo migliore amico che lavora al videonoleggio dall'altra parte della strada che sarà destinato a rimanere quasi sempre chiuso, date le continue pause che Rendal si regala per andare a trovare Dante (dimostrando un livello di interesse per il lavoro pari a zero). Certo, sicuramente Rendal è molto più politically scorrect, vive alla giornata e non ha alcuna aspirazione al contrario di Dante che ha una ragazza ma è ancora cotto della ex che gli ha spezzato il cuore, si lamenta ad ogni occasione della sua vita ma a tutti gli effetti non fa nulla per migliorarla.
Ed è in questi litigi fra i due amici che Rendal sembra essere il personaggio che incarna al meglio il film: all'apparenza stupido e il peggiore dei reietti della società, è allo stesso tempo diretto, vero, senza peli sulla lingua.
Nonostante tutti questi elementi che potrebbero senza alcun dubbio attirare l'attenzione di alcuni, c'è da dire che Clerks è un lungometraggio e di certo non è uno di quei film che segue i dettami della sceneggiatura tradizionale, con un inizio dove vengono presentati i personaggi, una parte
centrale che è tutto lo svolgimento del film, e la fine, generalmente lieta secondo i canoni americani. Anzi, direi che il climax è del tutto inesistente e la trama piuttosto piatta. Difatti, tranne due o tre scene, il film si svolge interamente all'interno del Quickstore dove lavora Dante.
Allo stesso tempo però, in questo film, troviamo per la prima volta i personaggi di Jay e Silent Bob (lo stesso Kevin Smith) destinati a divenire personaggi culto nella cinematografia satirica americana per la genialità del loro ruolo, delle loro battute, e delle loro, seppur brevi, apparizioni
nel film.
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