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Come tu mi vuoi
Titolo originale: Come tu mi vuoi
Italia: 2007. Regia di: Volfango De Biasi Genere: Commedia Durata: 107'
Interpreti: Nicolas Vaporidis, Cristiana Capotondi, Giulia Steigerwalt, Niccolò Senni, Marco Foschi, Elisa di Eusanio, Paola Carleo, Paola Roberti, Ludovica Modugno
Sito web: www.medusa.it/cometumivuoi
Nelle sale dal: 09/11/2007
Voto: 5,5
Recensione di: Raffaella Perri
Chi di noi, almeno una volta nella vita, non si è mai sentito un po’ un “brutto anatroccolo”? Pochissimi, forse nessuno. E’ questo il motivo per cui il principio ispiratore della favola di Andersen ha fatto da plot per numerosissimi film: ognuno di noi potrebbe immedesimarsi nel brutto anatroccolo, schernito dagli altri perché “diverso” , quasi non “omologato”..
In “Come tu mi vuoi” di Volfango De Biasi, il brutto anatroccolo è Giada (Cristiana Capotondi), preparatissima studentessa di Scienze della Comunicazione a Roma, del tutto disinteressata all’apparire, tanto da trascurare il suo aspetto fino a livelli inverosimili.
Giada non può sopportare che persone in realtà mediocri e superficiali, che non hanno mai lavorato e che vivono solo grazie ai soldi di papà possano avere più successo degli altri, unicamente grazie alla loro immagine. E il simbolo di questa vita così consumista, dettata solo dall’apparire e non dall’esserci, s’incarna perfettamente in Ricky (Nicolas Vaporidis), classico figlio di papà abituato ad avere facilmente tutto ciò che desidera e a comportarsi come un dio. Ricky e Giada sono quindi agli antipodi, appartengono a due mondi completamente diversi e difficilmente potrebbero incontrarsi.. Se il caso non avesse voluto che il primo contatti proprio la “brutta anatroccola” per avere delle ripetizioni di economia politica, necessarie perché il padre gli paghi l’indispensabile vacanza ad Ibiza.
Succede ovviamente ciò che tutti si aspettano, come da copione: cominciano ad interessarsi l’uno all’altro!!
Ma Ricky non può permettere che la sua immagine “cool” sia deturpata dal frequentare una ragazza bruttina, non alla moda, in una sola parola, “out”…. Cosa direbbero mai i suoi “grandi” amici, compagni di serate e di vita mondana?
E allora Giada, andando contro tutti i suoi principi e il suo disprezzo verso l’apparire, decide di cambiare, di diventare “come lui la vuole”… Il brutto anatroccolo diventa così cigno, entrando a far parte di quel mondo che tanto diceva di disprezzare:“Non ci sono mai stata sulla giostra… E ora ci sto quanto mi pare!”.
Chissà se anche il brutto anatroccolo della favola di Andersen, una volta diventato bello, sarà diventato arrogante come chi lo scherniva prima?
Ma allora è proprio vero che “chi pensa alla verità, è solo perchè non ha nient’altro”, così come dice l’amica di Ricky?
Oppure nella vita c’è di più, qualcosa di diverso dalla “cool-tura”?
Il film di Volfango De Biasi segue il filone del brutto anatroccolo nel modo più tradizionale del genere, senza in realtà offrire nuovi spunti di riflessione, trasmettendo il tutto in modo fin troppo leggero.
Il personaggio di Giada sembra quasi una macchietta, tanta la sua caratterizzazione esageratamente stereotipata (tipica secchiona con occhiali a fondo di bottiglia, maglione della nonna..), Ricky è il classico figlio di papà che in realtà ha qualcosa di più e non è così superficiale come sembra.. Il tutto quindi sa un po’ troppo di “già visto”, anche se degni di nota sono i riferimenti alla purtroppo attuale situazione dell’università italiana, con diversi corsi di laurea, come quello in scienze della comunicazione qui in esame, spesso bistrattati come scienze “inutili”, per le difficoltà di trovare sbocchi lavorativi.
In ogni caso, un film di sicura presa verso il mondo dei teenager, vista la tematica così cara e vicina agli adolescenti; tuttavia, sicuramente si sarebbe potuto fare qualcosa di più, pur trattandosi di un tema leggero.
Buona però la prova dei due protagonisti Cristiana Capotondi, dalla bellezza “pulita” e adatta alla parte, e Nicolas Vaporidis (in particolare di quest’ultimo), già “rodati” come coppia sullo schermo in “Notte prima degli esami”, dove le parti erano quasi invertite.
E’ adatta, inoltre, la colonna sonora con brani come quello di Sophie Ellis Dextor (“Murder on the dancefloor”) e dei Phoenix (“If I ever feel better”), capaci di creare un’ atmosfera leggera e spensierata, tipica della vita studentesca, in particolare di quella fuori sede.
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