HOME arrow Il Cinema Asiatico arrow Commedia arrow Echoes of the Rainbow
Lunedì 25 Settembre 2017
Informativa sui Cookie
Per migliorare la tua navigazione su questo sito, utilizziamo cookies che ci permettono di riconoscerti. Scorrendo questo sito o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'utilizzo di cookies. Informativa
Cinemalia Menù
HOME
Recensioni Novità
Anteprime Gratuite
I film che usciranno
Recensioni film
Recensioni dvd
Gli Inediti
Cult Movie
Sorridi con noi
Prossimamente
Luoghi Comuni
Articoli Cinema
Cinema & Curiosità
Il Cinema Asiatico
Libri & Cinema
Collabora con noi
Contattaci
Staff
Feed Rss
News & Rumors
Serie Tv
Recensioni Blu Ray
Cerca in Cinemalia
Pubblicità
Anteprima TFF
Kimyona Sskasu - Uno strano circo (2005)
Noriko No Shokutako - Noriko's Dinner Table (2005)
Jisatsu Saakuru - Suicide Club (2002)
Tsumetai Nettaigyo - Pesce freddo (2010)
Ai No Mukidashi - Love Exposure (2008)
Chanto Tsutaeru - Be sure to share (2009)
Ekusute - Hair extension (2007)
Koi No Tsumi - Colpevole d'amore (2011)
Libri & Cinema
I quarantuno colpi
La ragazza dell’altra riva
Peep Show
Il Paradiso delle Signore
La passione del dubbio
Il fatale talento del signor Rong
Il labirinto degli spiriti
Il mestiere dello scrittore
Nero Dickens – Racconti del mistero di Charles Dickens
L'informatore
Via dalla pazza folla
Gli assalti alle panetterie
Bianca come la luna
Theodore Boone – Mistero in aula
Rashōmon
L’angelo della tempesta
Vento & Flipper
Guida cinica alla cellulite
I Sette Savi del Bosco di Bambù
Diario di Murasaki Shikibu
Moby Dick
Vita di un ragazzo di vita
Lost souls. Storie e miti del basket di strada
Grotesque
Il ventaglio di Lady Windermere
L'avvocato canaglia
La strana biblioteca
Radio Imagination
L’odore della notte
Theodore Boone – Il fuggitivo
Il gigante sepolto
Più gentile della solitudine
Prossimamente
Echoes of the Rainbow PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 7
ScarsoOttimo 
Scritto da Francesca Caruso   
venerdì 21 maggio 2010

Echoes of the Rainbow
Titolo originale: Sui yuet sun tau
Hong Kong: 2010  Regia di: Alex Law Genere: Commedia Durata: 117'
Interpreti: Sandra Ng Kwan Yue, Simon Yam, Other credited cast listed alphabetically, Lawrence Ah Mon, Tung Cho 'Joe' Cheung, Evelyn Choi, Vincent Kok, Paul Chun, Buzz Chung, Chun Chau Ha, Teresa Loo, Ann Hui, Clifton Ko, Tina Lau, John Wakefield, Chi-ting Lee, Jean-Michel Sourd
Sito web:
Nelle sale dal: Inedito
Voto: 7
Trailer
Recensione di: Francesca Caruso
L'aggettivo ideale: Commovente

Echoes of the RainbowEchoes of the Rainbow è stato presentato all’Udine Far East Film Festival 12, riuscendo a portare alla commozione un’intera platea.
Il cinema di Hong Kong nel 2009 ha riscontrato una buona ripresa di pubblico, che ha valorizzato le produzioni locali. Echoes of the Rainbow è stato uno di quei film che è riuscito a trovare una propria affermazione, uscito a Hong Kong nel marzo 2010, ha al suo attivo un premio vinto al Festival di Berlino.
Il regista Alex Law, dopo aver conseguito una doppia laurea, in inglese e in cinese, ha studiato cinematografia a New York. Oggi produttore, sceneggiatore e regista versatile, collabora spesso con la moglie Mabel Cheung Yuen-ting.

La storia di questo terzo lungometraggio del cineasta è quella della famiglia Law. Un papà calzolaio, una mamma sempre affaccendata che si prendono buona cura dei loro due figli, il maggiore Desmond è un’adolescente che ottiene buoni voti a scuola e fa la corsa a ostacoli, primeggiando anche in questo.
Il piccolo Big Ears, come viene soprannominato da tutti, è un bambino molto attivo e con molta immaginazione. È orgoglioso di suo fratello maggiore, col quale scherza e gioca spesso. La famiglia vive nella zona di Shamshuipo, possiede lo stretto necessario per vivere, ma è felice. I rapporti con i vicini sono molto familiari, la sera si cena tutti fuori casa, tanto da sembrare un ristorante all’aperto. Dopo un violento uragano che vede i due genitori prodigarsi per salvare il tetto della propria casa, Desmond si sente male….
Quello di Echoes of the Rainbow è lo sguardo semi-autobiografico del regista, che porta lo spettatore a fare un viaggio nel passato, raccontando i problemi sociali di Hong Kong sul finire degli anni ’60. Varie tematiche vengono toccate attraverso la delineazione del quotidiano vivere della famiglia Law.

Il regista e sceneggiatore mostra le condizioni in cui versa la gente comune, nella stradina dove Big Ears abita, solo i vicini hanno il telefono e Desmond lascia ai suoi compagni di scuola quel numero per ricevere o fare le chiamate. Desmond frequenta una compagna di scuola, ma quando scopre che la ragazza vive in un villa lussuosa, si sente sminuito ed economicamente molto inferiore, quando si trova di fronte a tutta quella ricchezza sente un divario troppo grande da colmare e la sua prima reazione è quella di non farsi più sentire, né vedere da lei, quasi si sentisse tradito.
In ospedale la madre dà del denaro all’infermiera affinché tratti suo figlio con le dovute cure. In una sequenza Desmond chiede dell’acqua ma nessuno si cura della sua richiesta, solo quando arriva la madre un’infermiera si avvicina per dargli da bere.
Sono tutte situazioni che Alex Law ha voluto sottolineare per dare un quadro generale di quel periodo, situazioni comuni a tutte le genti e tutt’oggi vigenti in molti luoghi. Il denaro fa sempre la differenza, checché se ne dica e per quanto l’umanità progredisca, alcuni sentimenti e comportamenti umani perdurano col passare del tempo.

Il regista, da un certo punto in poi, si concentra sui problemi personali della famiglia, prendendo ogni singolo personaggio e mostrando le varie reazioni a quello che gli accade. Punto cardine di tutto il film è il piccolo Big Ears, che osserva ciò che lo circonda con lo sguardo sognante di un bambino. Quella tratteggiata da Law è una famiglia unita, i cui componenti si vogliono bene, si aiutano e coprono uno le azioni dell’altro vicendevolmente.
Gli attori Simon Yam, che ricopre il ruolo del padre, e Sandra Ng, nel panni della madre, infondono egregiamente quell’aria da persone semplici, che nel loro piccolo fanno tutto il possibile per i loro figli, mettendo maggiormente in evidenza la loro semplicità e la loro forza quando Desmond si ammala.

La commozione è il sentimento prevalente che sgorga dalla seconda parte del film, il regista riesce a toccare delle corde sensibili che ognuno di noi possiede e lo fa con dolcezza, scegliendo di mostrare la tragedia attraverso i volti dei personaggi.
La pellicola racchiude in sé un buon amalgama di luoghi reali, set ricostruiti in studio ed effetti speciali adeguati alle esigenze.
Una piccola curiosità sta nel fatto che Echoes of the Rainbow è diventato famoso in patria per motivi che esulano dalla cinematografia. Prima dell’uscita del film in sala, la stradina filmata dal regista, dove la famiglia Law abita, Lee Wing Street, era destinata alla demolizione. Dopo che il film è stato premiato con l’Orso di Cristallo al Festival di Berlino, la stradina è finita in prima pagina su tutti i giornali a Hong Kong, così il governo ha deciso di preservarla come patrimonio culturale e il film ne ha guadagnato in visibilità, oltre a farsi portavoce del cedimento del governo.
Echoes of the Rainbow è un film che racconta la storia di una famiglia immergendola nel contesto sociale a cui appartiene e lo fa con uno sguardo affettuoso, calibrato ed emozionato.

 
< Prec.   Pros. >

 

Ultime Recensioni...
feed_logo.png twitter_logo.png facebook_logo.png mail_logo.png



Ultimi Articoli inseriti
Il Cinema Asiatico
Gli articolii più letti
Archivio per genere