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Epic Movie
USA: 2007. Regia di: Jason Friedberg, Aaron Seltzer Genere: Commedia Durata: 86'
Interpreti: Kal Penn, Adam Campbell, Carmen Electra, Faune A. Chambers,
Jayma Mays, Fred Willard, Mary Castro, Qiana Chase, Jennifer Coolidge,
Tony Cox
Sito web:
Voto: 5,5
Recensione di: Piergiorgio Ravasio
Gli autori di precedenti parodie comiche (l'abbinata, poco vincente, Jason Friedberg e Aaron Seltzer) tornano ora sullo schermo per offrirci l'ennesima presa in giro dei grandi film hollywoodiani di cassetta degli ultimi anni.
Vittime delle frecciate dei due autori, che hanno alle spalle pellicole del calibro di Scary Movie e Hot Movie, questa volta sono Le cronache di Narnia, Il codice da Vinci, Superman, X-Men, Super Nacho, Harry Potter, Pirati dei Caraibi, La fabbrica di cioccolato.
È proprio quest'ultimo film ad offrire lo spunto per la partenza di questo poco riuscito lavoro a quattro mani.
Quattro orfani, benché l'età anagrafica giochi a remare decisamente contro, si ritrovano vincitori di altrettanti biglietti che li conducono a visitare una fabbrica di cioccolato.
Durante l'esplorazione all'insolita fabbrica, il quartetto avrà modo di imbattersi in un armadio che aprirà loro le porte al regno fantastico di Gnarnia (che fa da filo conduttore ai più che sufficienti novanta minuti di film) e all'incontro con personaggi alquanto insoliti: un castoro parlante che verrà preso a pedate per la sua insolita prerogativa, un personaggio con la faccia da polipo, il capitano dei pirati Jack Squallor, un satiro che sembra uscito dalla penna di Al Pacino, alcuni studenti di una rinomata scuola di magia e un leone un po' troppo interessato all'altro sesso.
Edward, Peter, Susan e Lucy - questi i nomi dei quattro orfanelli - dovranno impegnarsi duramente per fuggire dalla maligna strega cattiva White Bich e dai suoi temibili incantesimi. Anche perché l'indole dei quattro è molto diversa e ciò non aiuta a superare le varie difficoltà.
Chi viene stregato dalla cattiva regina, chi se la squaglierebbe a gambe levate, chi è lo stordito del gruppo e chi, per fortuna, risulta essere quello un po' più attivo e pratico tra tutti.
Un film destinato agli amanti del genere demenziale, con un avvertimento però: non sempre tutte le ciambelle escono col buco. E soprattutto il successo del precedente Hot Movie non è sufficiente per confezionare un nuovo prodotto che ne sia automaticamente alla stessa altezza. E naturalmente siamo anni luce lontano dai film di Mel Brooks o dai Top Secret di parecchi lustri fa. Con una colonna sonora che forse è l'unico aspetto positivo che si può rivalutare, il film si distingue, come era naturale, per le sinuose forme attraenti di qualche discinta donzella e per il linguaggio decisamente volgare, per nulla edificante e, modestamente, anche fuori luogo.
Se è proprio vero che tutti i salmi si chiudono in gloria, come meglio poteva calare il sipario su questa povera e inutile perdita di tempo?
Semplice: con l'inquadratura di un allegro posteriore di proprietà del Signor Borat.
C'è chi dalla Russia viene con furore e chi, in trasferta dal Kazakistan, con terrore. A lui, almeno, il merito di aver messo la parola fine alla perenne sensazione di insofferenza e malumore.
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