|
Hotel cinque stelle
Francia: 2006. Regia di: Christian Vincent Genere: Commedia Durata: 106'
Interpreti: Isabelle Carré, José Garcia, François Cluzet, Jean-Paul Bonnaire, Michel Vuillermoz, Mar Sodupe, Guilaine Londez
Sito web: www.bimfilm.com/hotelacinquestelle
Voto: 5,5
Recensione di: Elisa Giulidori
Christian Vincent, autore di film come "Sauve-moi", si cimenta ora nella commedia e si rifà allo stile sofisticato anni '40-50, alla cosiddetta screwball comedy, ambientata nella società mondana e centrata sul duello dialettico dei due protagonisti. Spesso i protagonisti di queste commedie sono ricchi eccentrici, qui si è preferito scegliere due personaggi non ricchi, ma che anelano alla vita mondana e alle ricchezze altrui. Franssou è una giovane e bella insegnate che eredita 50.000 euro e decide di spenderli tutti all'Hotel Carlton di Cannes, dove conosce Stéphane, un truffatore sempre in cerca di soldi.
La trama segue tutte le regole del genere, i due prima litigheranno, poi diventeranno soci e infine si innamoreranno. A mettere in moto il meccanismo comico l'incontro con René un ex pilota di formula 1, a cui Stéphane vuole vendere una villa, non sua e che si innamora perdutamente di Franssou.
La sceneggiatura gira tutta attorno ai tre protagonisti, alle loro schermaglie amorose e dialettiche, questo, però, implicherebbe una maggior sottigliezza psicologica nel definirli, più che essere eccentrici i tre si rivelano sopra le righe: Stéphane è troppo agitato e corretto per essere un truffatore credibile, Franssou troppo scaltra per essere una semplice insegnante appena entrata nel jet set e René troppo tonto per qualunque cosa, non sono personaggi realistici, benché gli attori ce la mettano tutta. Sono molto bravi e la sintonia tra loro funziona bene, ma questo non basta ad appassionare alla loro vicenda.
Tutto alla fine scorre leggero e veloce, con alcuni dialoghi divertenti, ma senza che vi sia mai un vero coinvolgimento e non solo perché la storia è scontata, forse volendo seguire tutte le regole del genere si è pensato più il film con la testa che con il cuore.
|