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I love Radio rock PDF Stampa E-mail
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Scritto da Francesca Caruso   
venerdì 05 giugno 2009

I love Radio rock
Titolo originale: The Boat That Rocked
Regno Unito: 2009 Regia di: Richard Curtis Genere: Commedia Durata: 135'
Interpreti: Philip Seymour Hoffman, Emma Thompson, Kenneth Branagh, Gemma Arterton, Bill Nighy, January Jones, Jack Davenport, Talulah Riley, Rhys Ifans, Nick Frost
Sito web: www.theboatthatrocked.co.uk
Nelle sale dal: 12/06/2009
Voto: 7,5
Trailer
Recensione di: Francesca Caruso

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iloveradiorock_leggero.jpgIl regista e sceneggiatore Richard Curtis è da considerarsi oramai da tempo un cavallo vincente. Ogni progetto sul quale mette le mani diventa un film esaltante, che racchiude in sé pillole di saggezza mostrandole con leggerezza e umorismo.
Questa volta prende in considerazione un periodo straordinario per il pop britannico.
Tra il 1966 e il 1967 il rock ‘n’ roll veniva trasmesso soprattutto da radio pirata che si trovavano su barche o navi a largo della Gran Bretagna, 24 ore al giorno.
Carl viene spedito dalla madre dal suo padrino Quentin, capo di Radio Rock. Questa è una radio pirata che trasmette da una barca nel bel mezzo del Mar del Nord e che ha per equipaggio un eclettico gruppo di deejay che amano il rock ‘n’ roll.
Il leader è Il Conte, l’unico americano del gruppo sempre schietto e impudente. Carl fa amicizia un po’ con tutti. Dave, il braccio destro del Conte, cerca di aiutarlo con le donne, quando salgono a bordo “le fidanzate” di turno. Tra situazioni disastrose, il Ministro Dormandy che fa di tutto perché le radio pirata cessino di trasmettere, e sfide per il leaderaggio della radio, Carl scoprirà il sesso e chi è il padre che non ha mai avuto accanto.
Un ruolo dominante e primeggiante lo ricoprono le canzoni, pietre miliari come quelle dei Beatles, dei Rolling Stones, dei Kinks, di Jimmy Hendrix e di molti altri.
La passione di Curtis per la musica di quegli anni lo ha spinto a realizzare un omaggio a quelle radio pirata che hanno contribuito enormemente alla diffusione e all’ascolto da parte di tutti di quelle canzoni mitiche, le quali difficilmente sarebbero passate per i canali “legali” a quell’epoca. Il supervisore alle musiche Nick Angel ha dedicato molto tempo, insieme a Curtis, a portare sul grande schermo i migliori sound degli anni ’60.
Con un iniziale lista di 200 canzoni tra le quali scegliere, dopo una scrematura in più fasi, nel film finito compaiono 54 canzoni. Sono tante è questo perché la musica è parte integrante del film. La musica è presente quasi in ogni momento e anche quando non c’è aleggia nell’atmosfera.

La cura per i dettagli ha portato i realizzatori a trovare una barca vera e andare in mare per girare le scene con lo scenario più autentico possibile. Hanno trovato una vecchia nave arrugginita noleggiata in Scozia e sono salpati da un porto ogni giorno per cinque settimane.
Gli interni hanno degli spazi angusti, dove era difficile muoversi con movimenti ampi, così si è scelto di usare la macchina da presa a spalla che si muove in ogni luogo possibile lasciando percepire il caos e la mancanza di spazio e d’intimità personale nel quale l’equipaggio viveva.
Nella sequenza in cui Carl e Dave parlano a bassa voce nel bagno, il perimetro è realmente come quello di un bagno in una barca vera, unica modifica è stata quella di togliere una parete affinché l’operatore di ripresa e il microfonista potessero agire.

I Love Radio Rock è una storia di crescita incentrata su Carl che, ancora vergine, cerca risposte a domande esistenziali. Il padre non l’ ha mai conosciuto e la madre è uno spirito libero, quando sale su quella barca si sente solo, alla ricerca di una famiglia che non ha mai realmente avuto.
I giorni passano e Carl impara molte cose sulla vita grazie ad un gruppo d’estranei che poi si rivelano la migliore famiglia che avrebbe potuto trovare.
Tutti i personaggi sono atipici, sgangherati, a volte impertinenti, ma di cuore e solidali, credono profondamente in ciò che stanno portando avanti con Radio Rock. Il regista ha sempre amato raccontare storie d’amicizia, dal suo esordio alla regia con “Love Actually – L’amore davvero” nel 2003 e ancor prima nelle sue sceneggiature.
Un altro tema che ricorre nei suoi film è l’umorismo e l’autoironia dei personaggi, fatti di battute graffianti, ma soprattutto che suscitano ilarità. Non si può non sentirsi divertiti dalle situazioni comiche che Curtis mette in scena. È un film che ha le carte giuste per piacere a tutti.

 
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