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Scritto da Roberto Fedeli   
giovedì 03 dicembre 2009

Il mio amico Eric
Titolo originale: Looking for Eric
Regno Unito, Francia, Italia, Belgio: 2009 Regia di: Ken Loach Genere: Commedia Durata: 116'
Interpreti: Steve Evets, Eric Cantona, Stephanie Bishop, Gerard Kearns, Stefan Gumbs, Lucy-Jo Hudson, Cole Williams, Matthew McNulty, Laura Ainsworth, Max Beesley, Kelly Bowland
Sito web: www.iconmovies.co.uk/lookingforeric
Nelle sale dal: 04/12/2009
Voto: 7
Trailer
Recensione di: Roberto Fedeli
L'aggettivo ideale: Ascetico

ilmioamicoeric_leggero.jpegCostretto a crescere i due figliastri lasciatigli da una moglie in fuga, il postino britannico Eric vive tra attacchi di panico e la nostalgia del suo primo amore Lily, lasciata per codardia molti anni addietro.
Quando tutto sembra perduto, nella sua stanza asettica si materializza favolosamente il suo idolo Eric Cantona, ex stella dell’amato Manchester.
Il protagonista compirà, grazie alla presenza assenza del “Re”, un vero processo ascetico che lo condurrà dallo stato di rinuncia a quello di fede, dalla stasi al movimento.

Il regista britannico Ken Loach torna al suo cinema con questa fiaba moderna, riuscendo nell’arduo compito di modulare al meglio, con accortezza Monicelliana, il dramma e l’elemento ironico.
La pellicola indaga con attenzione neorealista la working class inglese, bilanciando il sapore agrodolce del documentario con la finzione del cinema commerciale.
L’apparente leggerezza sinottica è solo una lastra trasparente che opacizza la profondità contenutistica.
Non possiamo considerarla un’opera di rottura con l’intensità semantica del passato, ma il prosieguo ideale del discorso iniziato con “Piovono pietre”, dove l’ironia delle vicende asserviva il topos cinematografico della fame.
Fame che in quest’ultima fatica di Loach torna sottoforma di brama di ricerca esistenziale del proprio io, che passa inevitabilmente attraverso il rimosso, il non detto.
Il presente di  Eric Bishop è solo la conseguenza visiva e tattile di un passato celato: le lettere sono in un armadietto, le foto in un baule, la verità dietro le continue menzogne(l’amata Lily ignora persino che l’ex marito soffra di disturbi psichici).
Nel presente il protagonista ricopre spesso il ruolo di spettatore inerme, costretto ad osservare passivamente, dal fuoricampo dell’inquadratura, la quotidianità della moglie e le amicizie pericolose del figliastro.
Gli esigui frammenti felici di un’esistenza fallimentare vengono illustrati attraverso i flashback di ciò che è stato.
Per mezzo delle escursioni temporali nel campo del rimosso, possiamo cogliere l’ingombrante presenza di un padre negativo, i conseguenti attacchi di panico del protagonista ed il corteggiamento della futura moglie.
La materializzazione onirica di Cantona rispolvera nella psiche annebbiata di Eric la vitalità della musica, la bellezza di un corpo femminile ed il valore espiatorio del perdono.

Le apparizioni del “Re” scandiscono il termometro umorale dell’umile postino, che produce l’allucinazione quando si trova invischiato in problematiche più grandi di lui.
Cantona è un deus ex machina che interviene sul protagonista, come lo Spirito Santo si posò sugli apostoli; egli è contemporaneamente Logos e Sarx.
La sua presenza filmica non ambisce a confondere la realtà con la finzione, ma rappresenta piuttosto una mera funzione Proppiana, al contempo narrativa e semantica.
Il personaggio di Cantona si presta ad una lettura inversa, rispetto a quella adoperata per tratteggiare l’ambivalenza del protagonista: egli è il grande calciatore del passato e l’uomo saggio del presente.
Nella pellicola mentale del capitano del Manchester è rimasto impressionato un magnifico passaggio, piuttosto che uno dei fantastici goal per i quali è ancora osannato;tale rimembranza rappresenta una metafora sul significativo apporto dell’amicizia umana nell’utopico percorso individuale di ogni individuo.
Questa pellicola esalta il coraggio di Lily, in grado di condensare nella sua unica figura di donna il ruolo di madre, lavoratrice e redentrice; da tale confronto la figura maschile del padre ne esce doppiamente sconfitta: il padre di Eric è incapace di scorgere il proprio seme nell’inebetita figura del figlio e quest’ultimo fugge dai propri doveri a causa di una debolezza hollywoodianamente femminile.

L’elemento sonoro gioca un ruolo unificante, già ricoperto in “Un bacio appassionato”, rappresentando il vettore dell’innamoramento dei due protagonisti.
Della pellicola precedente si riprende anche lo scontro ideologico e generazionale in seno al nucleo familiare: i vecchi valori del genitore vengono sostituiti dalle nuove tecnologie imperanti e da una conduzione libertina dell’esistenza
Eppure il casus belli di ogni dissidio è facilmente rintracciabile in un’infelicità dominante, che attanaglia tutti i caratteri in modi differenti ma chiaramente speculari.
Lo stesso Cantona non appare mai come una presenza perfettamente serena, ma piuttosto come un vecchio peccatore che ha ormai pagato per tutti i suoi vizi pregressi.

 
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