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Il mio amico Eric PDF Stampa E-mail
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Scritto da Ciro Andreotti   
giovedì 24 dicembre 2009

Il mio amico Eric
Titolo originale: Looking for Eric
Regno Unito, Francia, Italia, Belgio: 2009 Regia di: Ken Loach Genere: Commedia Durata: 116'
Interpreti: Steve Evets, Eric Cantona, Stephanie Bishop, Gerard Kearns, Stefan Gumbs, Lucy-Jo Hudson, Cole Williams, Matthew McNulty, Laura Ainsworth, Max Beesley, Kelly Bowland
Sito web: www.iconmovies.co.uk/lookingforeric
Nelle sale dal: 04/12/2009
Voto: 8
Trailer
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Minimalista

ilmioamicoeric_leggero.jpegEric Bishop è un postino di Manchester con la passione per il calcio e una vita che reputa fallimentare. Quando la figlia gli domanderà di badare alla nipote e di dividerla con l’ex moglie per Eric si concretizzeranno tutti i fantasmi di un’esistenza passata ai margini.
L’uomo penserà concretamente anche al suicidio ma alla fine a dargli una mano sarà l’arrivo di un suo idolo che d’improvviso si materializzerà davanti a lui.

Una pellicola per la quale lo stesso ex campione del Manchester ha tanto lottato per partecipare. Cantona difatti riveste qua non solo il ruolo di attore di grandissima simpatia e vero mentore del suo omonimo portalettere, da antologia le discussioni fra i due Eric, ma è qui impegnato anche nella veste di produttore per dimostrare quanto ci tenesse nell’apparire nel nuovo film di Ken Loach.
Un Loach che per una volta, una sola probabilmente, ha scelto di percorrere strade ben differenti rispetto a quelle che di solito batte, riuscendo a disegnare una pellicola minimalista dal sapore agrodolce e che dalla periferia di Manchester parte per una direzione apparentemente ignota e surreale, con un finale a sorpresa e una grande ventata di speranza. Il semi sconosciuto Steve Evest si cala nel ruolo di Eric Bishop con un fare abbattuto quel tanto che basta per dare adito a una possibile caduta negli inferi della depressione.

A salvarlo ci penserà la sua coscienza, sotto forma di Eric Cantona, e i suoi amici,  tifosi come lui dei “Red Devils” e che sapranno dargli una mano nel momento più buio e del bisogno.
Anche stavolta Loach riesce a dare la voce ai diseredati senza però scivolare nella politica ma riuscendo a confezionare un film che è già stato premiato a Cannes e che sta ottenendo un buon successo di pubblico anche al botteghino.
La frase che sa sintetizzare al meglio la morale del film, senza però mai cadere nello stereotipo buonista cui spesso siamo abituati: “Qual è il tuo goal più bello ? Quello che ricordi con più affetto ?” “Non un goal ma un passaggio decisivo per un mio compagno ”.

 
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