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Lo stravagante mondo di Greenberg
Titolo originale: Greenberg
USA: 2010. Regia di: Noah Baumbach
Genere: Commedia
Durata: 106'
Interpreti: Ben Stiller, Greta Gerwig, Rhys Ifans, Jennifer Jason Leigh, Brie Larson, Juno Temple, Chris Messina, Dave Franco, Mark Duplass, Max Hoffman, Chris Coy, Trent Gill, Zoe Di Stefano, Sydney Rouviere, Karen Strong, Nick Nordella, Koby Rouviere, Jessica Mills, Samuel Thacker, Phoebe James, Trace Webb, Celeste Pechous
Sito web ufficiale: www.filminfocus.com/focusfeatures/film/greenberg
Sito web italiano:
Nelle sale
dal: 08/04/2011
Voto: 6,5
Trailer
Recensione di: Marco Aresu
L'aggettivo ideale: Amaro
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Roger Greenberg (Ben Stiller) è un quarantenne con una carriera musicale fallita alle spalle che fa il falegname a New York. Appena uscito da un ospedale psichiatrico, per via di un esaurimento nervoso, si reca a Los Angeles per controllare la villa del fratello Phillip (Chris Messina), partito con moglie e figli per un lungo viaggio in Vietnam.
Roger durante il suo soggiorno a L.A. non ha intenzione di fare nulla, se non scrivere lunghe lettere di protesta ad aziende che gli hanno fatto un torto (da American Airlines a Starbucks) e costruire una cuccia per il cane. Almeno finché non conosce Florence (Greta Gerwig), giovane assistente personale presso la famiglia Greenberg.
“Lo stravagante mondo di Greenberg” è una commedia drammatica di Noah Baumbach (“Il calamaro e la balena”) che racconta uno spaccato di vita di un “outsider” in una Los Angeles fuori dai riflettori.
Un ritratto più amaro che ironico di un personaggio alla deriva, un’anima in lotta col mondo, con la sua vita. Roger alla soglia dei 40 non è riuscito a maturare, a lasciarsi dietro il suo passato (ha fatto sciogliere la sua band poco prima di firmare un contratto discografico). Non riesce più a relazionarsi coi suoi coetanei, ne con Ivan (Rhys Ifans) il suo migliore amico, ne con Beth (Jennifer Jason Leigh), la sua ex: loro sono andati avanti, si sono costruiti una vita. L’unica persona capace di provare interesse e farsi coinvolgere da lui è Florence, una ragazza di 25 anni che fatica a trovare il suo posto nel mondo: conduce una vita insignificante e da un futuro incerto scandita da incontri occasionali e serate in cui canta in piccoli pub.
Nonostante ci sia una sorta di storia d’amore tra due anime gemelle, Baumbach si concentra sul personaggio Roger Greenberg, usa gli elementi (e la verbosità) della commedia indipendente americana per definirlo; scandisce la storia con le sue reazioni, i suoi sfoghi contro il mondo e le persone che lo circondano. Roger è una persona che ferisce gli altri, certo affascinante ma egoista. Proprio Florence gli confesserà in una delle tante conversazioni questa sua cattiveria :“Hurt peolpe hurt peolpe”. Non c’è una conclusione definitiva, tutto rimane in sospeso, ma ci sono i presupposti per un cambiamento.
Ben Stiller, onnipresente e ingombrante, dimostra la sua abilità nel definire un personaggio perfettamente immaturo e arrogante senza uscire dai sui schemi: un idiota che non genera risate. Greta Gerwig abituata al “mumblecore” bilancia la scena con il suo personaggio low-profile goffo ma ottimista. Il tutto è scandito da una colonna sonora che tra vecchio e nuovo definisce situazioni e personaggi.
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