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Louise - Michel PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 4
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Scritto da Francesca Caruso   
giovedì 09 aprile 2009

Louise - Michel
Titolo originale: Louise - Michel
Francia: 2008  Regia di: Yojiro Takita  Genere: Commedia  Durata: 94'
Interpreti: Yolande Moreau, Mathieu Kassovitz, Bouli Lanners, Robert Dehoux, Albert Dupontel, Philippe Katerine, Kafka
Sito web: www.myspace.com/louisemichellefilm
Nelle sale dal: 03/04/2009
Voto: 7
Trailer
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Recensione di: Francesca Caruso

louisemichel_leggero.jpegUn film che sorprende per la sua autenticità e schiettezza dei sentimenti rappresentati, ricevendo il plauso e i premi al Sundance Film Festival 2009 e al Festival di San Sebastiano 2008.
Louise - Michel narra la vicenda di un gruppo di operaie che lavorano in una fabbrica nella regione francese della Picardia. Un giorno il direttore le convoca per consegnare loro un piccolo regalo, per il loro spirito di sacrificio in tutti quegli anni trascorsi a lavorare sodo.
Il regalo consiste in un camice con ricamato sopra il nome di ciascuna.
La sera stessa una decina di lavoratrici si ritrova al caffè all’angolo per celebrare l’avvenimento.
La mattina seguente rimangono costernate nel trovarsi di fronte uno spazio vuoto, macchinari, uffici, tutto è stato sgombrato in una notte e la direzione è scomparsa.
Le operaie si radunano nei giorni seguenti e vengono a sapere che ciò che spetta loro dopo vent’anni di lavoro sono nient’altro che 2000 euro ciascuna. Le donne prendono in considerazione diverse idee, ma quella che ottiene il consenso unanime è mettere insieme il denaro e assumere un sicario per uccidere il capo. Louise ha l’incarico di assoldarlo e troverà il più strampalato degli assassini, Michel. I due si metteranno in viaggio per stanarlo.

L’evento iniziale, dal quale poi si sviluppa la storia, è tratto da un fatto di cronaca realmente accaduto e le operaie non sono attrici, sono alcune di quelle donne che hanno visto la fabbrica, dove andavano a lavorare ogni giorno, chiusa nel giro di una notte.
È un film che vuole risvegliare le coscienze, mette sotto la lente d’ingrandimento la situazione precaria in cui si trovano molti operai e di come al giorno d’oggi sia spesso impossibile barcamenarsi con il proprio datore di lavoro, che non si sa più chi sia, soprattutto nelle grandi industrie.
Chi è il responsabile ultimo di un licenziamento o la chiusura di una fabbrica? Inoltre punta il dito verso i paradisi fiscali di cui molte persone benestanti ne godono i frutti. Il denaro è virtuale e per risalire al luogo fisico, ci si perde strada facendo. Questo è quello che capita ai nostri due “eroi”.
I realizzatori hanno voluto rendere le loro azioni simboliche e non violente. Ogniqualvolta viene uccisa una persona si può cogliere l’artificio della scena, posta in modo tale da sembrare una gag.
È un film che diverte e che fa riflettere.
Nello sviluppare la storia Benoit Delépine e Gustave Kervern si sono schierati dalla parte delle operaie, che hanno fatto sacrifici, mettendo a disposizione della fabbrica la loro vita. Hanno lavorato di più quando era necessario e si sono accontentate di un salario non adeguato quando gli veniva loro chiesto di stringere i denti un altro po’. Dopo tanti anni sono state ripagate con l’assenza totale di rispetto da parte di chi ne aveva goduto i benefici. Il padrone è un ladro e prendendosi la sua vita, simbolicamente, le operaie si riprendono la loro integrità e dignità.

La visione del film è pessimistica, dopo tutto ciò che accade si ritorna al punto di partenza, nulla è cambiato. Le operaie si ritrovano, alla fine, a cercare ancora il capo responsabile della loro situazione.
Delépine e Kervern hanno voluto raccontare non solo storie di perdenti, ma soprattutto hanno messo in scena persone che si sono perse, che non sanno più cosa fare all’interno di una società che, sempre più, porta al collasso l’individuo. Il detentore del potere monetario tende a gabbare il soggetto che si trova nella condizione di chiedere aiuto. Ci si trova spaesati sia con le banche che con le assicurazione, per citarne due.

La macchina da presa è spesso fissa, sono i personaggi che si muovono nello spazio, creando una situazione comica anche quando sono fuori campo. I dialoghi e i rumori sono caratterizzanti. Altre volte ciò che accade sullo sfondo ha una rilevanza comica molto marcata, catalizzando l’attenzione dello spettatore.
L’ambiguità sessuale contribuisce a fornire elementi di commedia. Louise e Michel sono vittime del sistema, entrambi hanno cambiato sesso, Louise per trovare lavoro, Michel a causa degli ormoni che prendeva quando faceva sport.
Tutti i personaggi sono al tempo stesso molto strani e molto comuni, rispecchiano la gente com’ è oggi, i realizzatori hanno voluto raccontare una realtà sociale. L’ingegnere, che ricrea gli avvenimenti dell’11 settembre nel suo giardino, è stato ispirato da persone comuni che hanno fatto la stessa cosa nella realtà, si sono posti il dubbio di cosa abbia realmente causato la tragedia delle Twin Towers, formulando nuove ipotesi.
La forza del film risiede nell’umanità dei suoi personaggi e nella loro esasperazione.

 
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