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Scritto da Sara Sagrati
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venerdì 27 luglio 2007 |
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L'uomo medio + medio
Belgio, Francia, Lussemburgo, Canada, Germania: 2006. Regia di: Pierre-paul Renders Genere: Commedia Durata: 90'
Interpreti: Khalid Maadour, Caroline Dhavernas, Chantal Lauby, Gilbert Melki
Sito web: www.videa-cde.it
Voto: 5
Recensione di: Sara Sagrati
Jalil partecipa come concorrente al quiz televisivo Come Tutto il Mondo (Comme tout le monde, che è per l'appunto il titolo originale del film) dove per vincere bisogna indovinare quale sia la risposta più popolare che viene data ad una tale domanda. Esempio: "Qual'è la voglia più ricorrente tra le donne all'ottavo mese di gravidanza?". "Partorire" è la risposta che da oltre il 60% delle intervistate. Jalil è imbattibile a questo quiz e per questa sua prerogativa attira su di se la curiosità di uan società specializzata in sondaggi che vede in lui la possibilità di risparmiare sulle dispendiose indagini di mercato. Jalil è il perfetto campione statistico che rappresneta l'intera popolazione per cui decidono di mettergli sotto continua osservazione la casa, il supermercato e fornirgli anche una finta fidanzata per riuscire a fargli testare nuovi prodotti quindi sceglierne le caratteristiche da esaltare durante la pubblicità. Il soggetto de L'uomo medio + medio in tal senso è geniale e rappresenta il marketing moderno e il sengo dei tempi. Non sono più i mezzi di comunicazione ad influenzare mode e consumi, ma sono le stesse mode e consumi preferiti dai più che diventano popolari e quindi appetibili perchè conformanti. Anche la politica quindi non si farà scappare Jalil e persino il candidato alle elezioni presidenziali francesi cercherà di approfittare delle capacità di Jalil. Ma si sa che al cinema l'inganno dura poco e una volta che il "campione umano" scoprirà l'inganno, proprio perchè figlio di questa società catodica sorprende lo spettatore volgendo a proprio favore la situazione lanciando il reality show "la cavia" montando e riproponendo in tv tutto il materiale girato a casa sua illegalmnete dalla società di sondaggi. Diventato un personaggio televisivo ora Jalil può tutto anche cercare di ritrovare la sua fittizzia ex fidanzata. Se non è il segno dei tempi questo?
Peccato però che un soggetto così geniale sia stato gestito e sviluppato da chi la televisione la fa davvero e guadagna più da sponsor e puvblicità che non dal proprio vero talento e alla fine il risultato si vede. Khalid Maadour è un n oto comico della televisione francese (in Italia lavorerebbe a Zelig Circus, tanto per intenderci) e il regista/sceneggiatore si è fatto le ossa nella televisione belga/francese tra fiction e pubblicità. Rimane l'intento di fondo centrato in alcune sequenze, come quella che mostra le affissioni pubblicitare che rimandano ai commenti dell'inconsapevole Jalil, che però si discosta al risultato finale che si trasforma in un film poco riuscito sia per la messa in scena televisiva che per il brutto finale a tarallucci e vino, anzi per il brutto finale "sbaciucchioso" che neanche la pubblicità dei baci perugina. E poi il doppiaggio: imbarazzante e grammaticalmente scorretto (i congiuntivi, vi prego, i congiuntivi).
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