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My Mighty Princess
Titolo originale: My Mighty Princess
Corea: 2008 Regia di: Kwak Jae-yong Genere: Commedia Durata: 122'
Interpreti: Sin Min-ah, On Joo-won, Yoo Geon, Im Ye-jin, Choi Jae-seong
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Voto: 6
Trailer
Recensione di: Nicola Picchi
So-hwi è in apparenza la tipica studentessa di college, disperatamente infatuata di Joon-mo, un ragazzo che la ignora totalmente perché attratto dalle donne più grandi, per di più in uniforme. Ma So-hwi è anche abilissima nelle arti marziali, un dono che cerca di mantenere nascosto per non essere discriminata all’interno della scuola.
La ragazza discende da una famiglia che le pratica da molte generazioni, ma vuole lasciarsi alle spalle quest’eredità così ingombrante e vivere una vita normale. Un giorno Il-yeong, suo amico d’infanzia, si trasferisce nella sua scuola e cerca di convincerla a riprendere gli allenamenti. All’orizzonte si profila infatti una terribile minaccia: il ritorno del malvagio Heukbong che, armato di una spada leggendaria, vuole uccidere i Quattro Maestri e dominare il mondo delle arti marziali.
Terminato prima del debutto giapponese “Cyborg She” ma distribuito successivamente, “My Mighty Princess” cerca di rinnovare l’usuale formula della commedia romantica targata Kwak Jae-yong, nata ai tempi del fortunatissimo “My Sassy Girl”. Un film che ha stabilito un vero e proprio canone, definendo una formula che si è rivelata vincente sul piano commerciale e che ha generato decine di imitazioni, alcune molto riuscite, altre meno.
Caratteristica immutabile è la presenza di una figura femminile forte e dal temperamento mascolino, e di un personaggio maschile che attiene alla tipologia del passivo-femminile. Questa volta Kwak rimescola le carte affiancando alla sua riluttante eroina due figure maschili paritarie, soprattutto Il-yeong, anch’egli versatissimo nelle arti marziali, e aggiungendo una buona dose di kung fu e persino alcune scene che sembrano tolte di peso da un qualsiasi wuxia, coreografate dall’hongkonghese Dion Lam e da Kim Yong-soo.
Nonostante l’evidente goffaggine di quest’ultime e le molteplici citazioni da “Kung Fu Hustle” e “Shaolin Soccer”, “My Mighty Princess” è un ibrido non del tutto disprezzabile.
In parte teen-comedy condita da demenziali momenti slapstick, in parte wuxia dai marcati accenti mélo, riesce a far convivere con leggerezza e una buona dose di incoscienza le sue due anime.
Stante la scarsissima originalità dei materiali di partenza, la commistione di due generi apparentemente antitetici funziona a dovere, e i due flussi narrativi che s’intersecano, con la prevalenza ora dell’uno ora dell’altro, regalano al film un tono deliziosamente sbilanciato.
Altrettanto fuori asse sono i suoi protagonisti, che passano con noncuranza da una meravigliosa stupidità ad una gravità eccessiva.
Discreta prova di Sin Min-ah (A Bittersweet Life, Go Go 70s), sia nella parte buffonesca e adolescenziale che in quella di eroina suo malgrado, nel momento in cui deve vendicare il padre gravemente ferito da Heukbong, anche se si sarebbe apprezzato il ricorso ad una recitazione meno manierata.
Ottimo invece On Joo-won (The Cut, City of Violence) nel ruolo di Il-yeong, un vero e proprio feticista delle moto Kawasaki, il quale più volte le ruba la scena.
Rispetto a “Cyborg She”, che ritorna alle tematiche consuete flirtando con la fantascienza e i viaggi nel tempo, questo sembra un lavoro meno ambizioso e anche meno riuscito, ed è forse questa la ragione della perplessità dei produttori, che hanno tenuto il film nel limbo per due anni e mezzo prima di distribuirlo nelle sale.
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