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Natale a Beverly Hills
Titolo originale: Natale a Beverly Hills
Italia, USA: 2009 Regia di: Neri Parenti Genere: Commedia Durata: 100'
Interpreti: Christian De Sica, Massimo Ghini, Sabrina Ferilli, Paolo Conticini, Emanuele Propizio, Michela Quattrociocche, Michelle Hunziker, Alessandro Gassman, Gianmarco Tognazzi
Sito web: www.nataleabeverlyhills.com
Nelle sale dal:18/12/2009
Voto: 5
Trailer
Recensione di: Mauro Missimi
L'aggettivo ideale: Ripetitivo
Ennesimo capitolo del Natale in giro per il mondo firmato Neri Parenti.
Dopo aver girato il mondo, dall'Egitto all'India e al Brasile, l'allegra brigata si ferma ancora una volta negli Stati Uniti dove già era stata a Miami e a Ney Yok.
Quest'anno ambientata sulle spiagge di Beverly Hills, la commedia racchiude al solito i più biechi e truci luoghi comuni, infime battute ( di cui un 5 % fa ridere o quantomeno sorridere ), e il solito calderone di belle donne in costume o in atteggiamenti provocanti e alludenti.
Che poi è la composizione esatta di quasi ogni film dello stesso filone, quello del cinepanettone.
In più la certezza del Natale data solamente dalla presenza della parola nel titolo perchè altrimenti non ci sarebbe modo di capire che siamo in questo periodo.
Ma siamo a Beverly Hills e qui tutto può succedere.
Succede che De Sica fa la parte dello scroccone e sciupafemmine (che novità!), succede che Massimo Ghini gli fa da spalla; succede che in parallelo scorre la storia, incredibilmente originale (!), in cui i figli d'arte Gassmann e Tognazzi a colpi di gag da film di serie Z lottano per la bella di turno.
Che nella loro storia è Michelle Hunziker, in quella di De Sica è Sabrina Ferilli.
Il film scivola imperterrito attraverso situazioni improbabili ed improbabili coincidenze, condotto con una serie di scenette buffe ma non divertenti, con una percentuale di volgarità che rasenta il cento per cento: e la "parolaccetta" in bocca al romano ci può anche stare ma legata ad un tipo di contesto e non fine a se stessa come invece avviene nel film.
È un continuo rimbalzo tra misunderstanding esagerati ed in eccedenza, allusioni sessuali più o meno esplicite, battute scontate mai intelligenti ( a parte alla fine quando Ghini dice a De Sica, in macchina circondati da un branco di maiali, "avete domande da porci?"...).
Eppure, come si suol dire, il fine giustifica i mezzi e come ogni anno il box office è stato veramente clemente con questo film, con un incasso di circa 20 milioni di euro!!! Fungendo ancora da traino per tutta l'azienda cinematografica italiana in piena crisi. Evidentemente la gente ha bisogno di evadere totalemente dai problemi di lavoro o familiari o di altro genere se si ha proprio questa necessità del "sorriso facile", anche se fortunatamente non tutti hanno la stessa idea di evasione e preferiscono un altro genere di film.
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