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Nessuno mi può giudicare
Titolo originale: Nessuno mi può giudicare
Italia: 2011. Regia di: Massimiliano Bruno
Genere: Commedia
Durata: 95'
Interpreti: Paola Cortellesi, Raoul Bova, Rocco Papaleo, Anna Foglietta, Giovanni Bruno, Hassani Shapi, Valerio Aprea, Lillo, Lucia Ocone, Awa Ly, Raul Bolanos, Maurizio Lops, Pietro De Silva, Caterina Guzzanti, Massimiliano Delgado, Massimiliano Bruno, Dario Cassini
Sito web ufficiale: www.virgilio.it/nessunomipuogiudicare
Sito web italiano:
Nelle sale
dal: 16/03/2011
Voto: 7
Trailer
Recensione di: Francesca Caruso
L'aggettivo ideale: Attuale
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“Nessuno mi può giudicare” è una commedia agrodolce e nasce da un soggetto di Fausto Brizzi, che ha collaborato alla stesura della sceneggiatura scritta da Massimiliano Bruno ed Edoardo Falcone. Massimiliano Bruno è al suo esordio alla regia, dopo aver scritto tante sceneggiature sia per il cinema che per la televisione.
“Nessuno mi può giudicare” racconta la storia di Alice, che vive in una villetta a Roma Nord. La donna è ricca, snob e superficiale, ha un marito, che fa l’imprenditore, e un figlio, Filippo.
Crede di avere una vita soddisfacente, ma quando rimane vedova, scopre che il marito l’ha lasciata in un mare di debiti e ha poco tempo per recuperare il denaro, se non vuole che i servizi sociali le portino via Filippo. L’unico a porgerle una mano d’aiuto è il domestico Aziz, che le propone di andare a vivere nel palazzo dove abita lui. Inizialmente disorientata, Alice si rimbocca le maniche, l’unico modo per racimolare velocemente il denaro, però, è mettersi a fare la escort. Contatta Eva, una bellissima escort di professione a cui chiede di insegnarle il mestiere. Alice è imbranata e non è sensuale, non ha le doti per il mestiere che è in procinto di intraprendere, eppure riesce a trovare la forza di mettere in atto il suo proposito. Nel nuovo quartiere conosce tante persone: alcune invadenti, ma tutte di buon cuore e tra queste c’è Giulio, del quale si innamora.
Con questo film Massimiliano Bruno ha voluto spaziare, trattando non solo un argomento attuale come lo è oggi parlare di escort, ma attraverso questo parlare del popolo, della gente semplice che vive le città, tutto il resto è un contorno, anche se d’elite. Bruno ha voluto parlare di quelle persone che lottano onestamente nel mandare avanti il proprio lavoro.
Mette a confronto la storia di Giulio, un uomo retto, che odia le bugie e le scorciatoie e che non farebbe mai compromessi, con quella di Eva, che fa la escort perché ama la bella vita e trova che questo mestiere le permetta di avere il lusso di cui si vuol circondare. La sua è una scelta consapevole.
Durante l’evolversi della storia si comprende che persona buona sia Eva, del velo di tristezza che l’assale quando pensa ai suoi genitori, che l’hanno allontanata. Il punto di vista che il regista sceglie di raccontare è la grande umanità di persone che troppo spesso si giudicano a priori.
Un altro tema trattato è l’amicizia femminile. La solidarietà e l’affetto che si viene a creare tra Alice ed Eva è sincera, le due instaurano una complicità vera. L’una comprende lo stato d’animo e le problematiche dell’altra e viceversa.
Alice, poi, si mette nei panni di Eva, non solo figuratamente.
“Nessuno mi può giudicare” mette sotto i riflettori quegli individui che giungono a fare dei compromessi perché messi con le spalle al muro e il compromesso è l’unica scelta possibile per togliersi d’impaccio e andare avanti.
È una commedia romantica, ilare, tenera, che fa riflettere e Massimiliano Bruno è stato abile nel passare da momenti commoventi a momenti divertenti con spontaneità, ha realizzato un film ben equilibrato.
Paola Cortellesi e Raul Bova sono perfetti nei rispettivi personaggi. L’attore, mai come in questa commedia, è riuscito in modo completo a esprimere gli stati d’animo del suo personaggio, mostrandone la tenerezza, la semplicità, la fermezza e la bonarietà. L’intento del regista è stato quello di raccontare una storia senza dare giudizi, che facesse riflettere, scherzandoci su come solo la commedia sa fare. Sarebbe un delitto non vederla.
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