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Notte folle a Manhattan PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 14
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Scritto da Gabriele Niola   
giovedì 06 maggio 2010

Notte folle a Manhattan
Titolo originale: Date Night
USA: 2010. Regia di: Shawn Levy Genere: Commedia Durata: 88'
Interpreti: Steve Carell, Tina Fey, Mark Wahlberg, Taraji P. Henson, Common,
James Franco, Mila Kunis, Mark Ruffalo, Ray Liotta, Kristen Wiig, Leighton Meester, Olivia Munn, Jimmi Simpson, Gal Gadot, Michelle Galdenzi, Jonathan Morgan Heit, Samantha Bee, Savannah Rae, Aura Lee Augustine, Nick Kroll, William Fichtner, Bill Burr, Savannah Paige Rae, Woody Schultz, Will i Am, Lauren Weedman
Sito web: www.datenight-movie.com/
Nelle sale dal: 07/05/2010
Voto: 5,5
Trailer
Recensione di: Gabriele Niola
L'aggettivo ideale: Scostante
Scarica il Pressbook del film
Notte folle a Manhattan su Facebook

Notte folle a ManhattanPhil e Claire sono una coppia media, sposata con figli, stanziata in un medio quartiere residenziale di New York, alle prese con i problemi tipici di chi, a qualche anno dal matrimonio, soffre di un calo del desiderio e dell'affiatamento.
Per rimediare decidono di passare una serata in grande stile in un ristorante esclusivo di Manhattan. Arrivati lì però scoprono che di trovare un posto non se ne parla nemmeno e, infastiditi da come il personale li tratti da nullità, dopo aver notato che nessuno rivendica un tavolo libero per due si fingono i legittimi prenotatori di quel posto.
Questo scambio di identità innesca una girandola di equivoci, incidenti, fughe e travestimenti con al centro polizia corrotta, mafia locale e un politico con foto sconce da nascondere.

La metropoli di notte come incubo, una prigione grande come una città senza via d'uscita se non l'arrivo del sole, dotata di suoi luoghi tipici e topici, caratterizzata da figure archetipe della persecuzione (i boss, i poliziotti corrotti, gli uomini rispettabili di giorno ma dalla doppia vita notturna...) è un classico del racconto americano. Ci è passato Scorsese, ci è passato Walter Hill e via via tutti coloro che volevano raccontare "l'altra New York".
Si tratta di un processo normale, tutte le società in cui il tratto metropolitano è marcato tendono prima o poi a rappresentare il proprio nucleo pulsante attraverso una vita notturna speculare a quella di giorno, in cui le cose più normali diventano impossibili e in cui la vita non funziona come nel resto del tempo.

Così da una prenotazione rubata in un ristorante e dal conseguente scambio di persona che ne deriva Shawn Levy (che di avventure notturne in modi segreti, specie al Museo, se ne intende) costruisce una pellicola girata in modo da calzare i due protagonisti. Purtroppo l'umorismo di Tina Fey e Steve Carrel fatica molto nella traduzione e nell'adattamento italiano, tuttavia anche nella versione nostrana rimane un ritmo impressionante, sviluppato lungo tutta la commedia e aiutato da un digitale capace di arrivare in qualsiasi anfratto, che le consente di andare oltre le singole storture disegnando un'avventura vera e propria, in cui spiccano piccoli momenti di geniale ilarità.

In questo modo Notte folle a Manhattan diventa quasi una presa in giro degli altri incubi metropolitani newyorchesi, rivoltandone le figure tipiche e giocando con il suo umorismo su mode e modi di esporre di quei film.
Alla fine però la parabola è sempre quella normalizzante all'americana, per la quale il viaggio, tutto interno a New York, è anche un percorso simbolico di un marito e una moglie che riscoprono le ragioni del loro affiatamento. In questo forse Notte folle a Manhattan ha il suo punto debole: nel non essere davvero "folle" (del resto il titolo originale è molto più semplicemente Date Night) come il suo umorismo potrebbe portarlo ad essere o come lo erano altri predecessori più drammatici.
Al contrario è un percorso a grandi falcate verso la normalità che passa per il progressivo rifiuto di tutte le componenti "altre" della società che di volta in volta la coppia incarna o con cui entra in contatto.

 
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