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Scritto da Francesca Caruso   
venerdì 06 maggio 2011

Operation Tatar
Titolo originale: Operation Tatar
Mongolia: 2010  Regia di: Baatar Bat-Ulzii Genere: Commedia Durata: 90'
Interpreti:
Sito web: www.tatar-ajillagaa.mn
Nelle sale dal: Inedito
Voto: 7
Trailer
Recensione di: Francesca Caruso
L'aggettivo ideale: Vulcanico
Udine Far east Film Festival 2011

Operation Tatar“Operation Tatar” rappresenta la Mongolia, la new entry, tra le cinematografie che la 13ma edizione dell’Udine Far East Film Festival ha accolto. Il cinema mongolo ha, negli ultimi anni, accresciuto la sua produzione, grazie a finanziamenti privati e al product placement (ovvero lo sponsor pubblicitario).
Dopo una proficua esperienza nella televisione, nella pubblicità e nei video musicali e l’esordio alla regia cinematografica nel 2009 con “I Love You 2”, per Baatar Bat-Ulzii “Operation Tatar è il secondo lungometraggio.
Il film non solo ha un’ambientazione tutta contemporanea, ma parla anche di un problema che accomuna molti giovani d’oggi, siano essi mongoli o di altra nazione: la perdita del lavoro e la conseguente difficoltà di trovarne un altro in tempi brevi.

Taivanaa è un semplice impiegato di banca che viene licenziato. Frustrato e rattristato non sa come dirlo alla moglie, che si occupa della loro figlia, Anuka, malata di cancro. Il lavoro gli è necessario per pagare le sue cure, così per sfogarsi va a trovare l’amico Tulga, al quale dopo parecchi bicchieri di vodka propone di rapinare la banca dove lavorava. Tulga ne è entusiasta, bisogna trovare solo i complici giusti, organizzare il piano nei minimi dettagli e sarà fatta. Le cose non vanno sempre come ci si immagina e i quattro rapinatori improvvisati lo scopriranno presto. Il titolo del film lo spiega bene Tulga quando immagina la loro entrata in scena nella banca, che sarà “come l’attacco dei Tartari” - dice. Il regista lascia che i suoi personaggi si sbizzarriscano nelle loro fantasie, riguardo a chi rappresentano.
Ognuno di loro si immagina di essere un uomo sprezzante del pericolo, duro, dal grilletto facile, che intimidisce le persone presenti nella banca, come fossero degli eroi dei film d’azione che si vedono al cinema.
Tulga è un appassionato sia di fumetti che di film d’azione e il regista mette in contrasto ciò che Tulga dice del piano con ciò che lo spettatore vede sullo schermo. L’utilizzo del ralenti serve ad enfatizzare le fantasie dei personaggi e il bianco e nero, di alcune scene, per sottolineare la dicotomia del racconto.

Nella prima parte del film viene sviluppata l’organizzazione del piano e la presentazione dei vari personaggi. “Operation Tatar” richiama il film “Ocean’s Eleven” (2001) di Steven Soderbergh , per alcuni aspetti, qui però i Taivanaa’s Three ( i tre di Taivanaa) sono molto improvvisati e ne combinano, oltre a capitargliene, di tutti i colori.
Nella seconda parte si mette in atto la rapina e una serie di circostanze divertenti che fanno giungere lo spettatore a un epilogo lieto e non del tutto scontato, in cui tutti i pezzi del puzzle trovano la giusta collocazione.

Baatar Bat-Ulzii alterna la risata alla commozione, quando mette in primo piano il motivo per cui questi quattro uomini si stanno impegnando: poter pagare le cure mediche per Anuka. Inoltre dà spazio alla famiglia di Taivanaa per far comprendere le sue ragioni e identificarsi con i suoi processi mentali.
Fa in modo che lo spettatore conosca la bambina e il rapporto che ha con entrambi i genitori: la madre, dovendole tagliare i capelli, ne parla come un qualcosa che la distingue dalle altre bambine ma in positivo. Al papà Anuka presta la sua molletta per i capelli e gli dà forza.. Baatar Bat-Ulzii ha saputo dosare gli aspetti tecnici con quelli narrativi, creando persino una certa suspense nel finale.
La fotografia di Gantulga D. infonde un’atmosfera goliardica e l’inserto del ballo coreografico, in cui tutti sono abbigliati con i tradizionali vestiti mongoli, è un tripudio di colori. Molto divertenti le scelte dei costumi: il travestimento di Tulga alla Bob Marley per fare il sopralluogo in banca è perfetto. Inoltre tutti gli attori hanno saputo conferire al proprio personaggio il giusto profilo e spessore.
In “Operation Tatar” Baatar Bat-Ulzii parla della mancanza di lavoro per un giovane e lo fa stemperando i toni, ma raggiungendo il punto.

 
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