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Scritto da Ilaria Mutti   
giovedì 07 febbraio 2008

Parlami d'amore
Titolo originale: Parlami d'amore
Italia: 2008. Regia di: Silvio Muccino Genere: Commedia Durata: 115'
Interpreti: Silvio Muccino, Aitana Sánchez-Gijón, Carolina Crescentini, Andrea Renzi, Max Mazzotta, Giorgio Colangeli, Geraldine Chaplin
Sito web: www.armosia.com/tim/parlamidamore
Nelle sale dal: 14/02/2008
Voto: 9
Recensione di: Ilaria Mutti

L’amore: dalla dipendenza alla libertà!

parlamidamore_leggero.jpegUn viaggio dove il protagonista, Sasha, va alla conquista di Benedetta, figlia di un ricco benefattore della Comunità di Borgofiorito, quella in cui i genitori di Sasha lo hanno abbandonato. In questa conquista, Sasha, si fa aiutare da una donna più grande, Nicole, che lo gida nell’arte della seduzione.
Ma in Sasha è sempre vivo il conflitto tra passato e futuro, in bilico tra un amore giovane e uno più maturo. L’amore giovane lo trascina in un baratro di poker e sesso, quello maturo verso la libertà e la consapevolezza.
Un film difficile per il pubblico di Silvio Muccino, ma un film con la voglia di raccontarsi e di raccontare una storia per un cinema che non sfrutta i sentimenti, ma ne mostra la fragilità e l’insicurezza che è in ognuno di noi. Un sogno, un libro, una storia che dopo due anni diventa film, dove le luci evocano atmosfere e i personaggi trasmettono emozioni.
Un film, ma anche una dichiarazione d’amore per chi ha sofferto e cerca di reagire, per chi oltre all’apparenza vuole sincerità, dove “Vivi, Sasha vivi!” scava nel passato e getta un ponte verso il futuro per porre in salvo i sentimenti.
Silvio Muccino si leva la maschera dell’eterno adolescente che non gli appartiene più, parla emozionandosi delle sue stesse immagini, senza pudori e senza barricate fra la sua storia e il pubblico, quasi fosse “un passaggio di testimone”… L’amore distrugge e costruisce, questo è il tema del film. Sasha e Nicole cercano di ignorare i loro sentimenti, di annullarli, perché la paura paralizza e distrae e così lei si rifugia nel ricordo e lui si fa trascinare dall’eccesso. Sasha è fragile e disadattato, oppresso dal contesto della tossico-dipendenza, Nicole in un ambito “borghese”, vive una realtà che non gli appartiene, schiacciata dalla morte dell’unico uomo che ha amato.
Ma all’improvviso i loro sensi di colpa smettono di sopraffarli e dividerli e le loro pseudo-certezze cominciano a sfaldarsi.
Sasha non è più attratto dalla bellezza perversa di Benedetta e Nicole si strappa di dosso le ipocrisie che la legano a un uomo conformista. E allora sarà l’amore, quello che lascia senza fiato, quello che spinge oltre la paura, quello che trasforma l’ansia in fiducia.
L’esordio alla regia di Silvio Muccino è un viaggio, simile a quello del protagonista, già lontano com’è dai film adolescenziali che lo hanno visto protagonista.
E’ un salto verso una consapevolezza emozionale del mezzo cinematografico e un’evocazione del cinema francese dalla Juliette di Jean Vigo ai contradditori personaggi della Nouvelle Vague.

 
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