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Valutazione utente: / 14
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Scritto da Francesca Caruso   
mercoledì 18 febbraio 2009

Questo piccolo grande amore
Titolo originale: Questo piccolo grande amore
Italia: 2009. Regia di: Riccardo Donna Genere: Commedia Durata: 110'
Interpreti: Emanuele Bosi, Mary Petruolo, Daniela Giordano, Mariella Valentini, Federico Galante, Claudio Cotugno, Valentino Campitelli, Giulia Amato, Veronica Corsi
Sito web: www.questopiccolograndeamore.it
Nelle sale dal: 13/02/2009
Voto: 6
Trailer
Recensione di: Francesca Caruso

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questopiccolograndeamore_leggero.jpegDopo aver fatto palestra con le fiction in Tv, il regista Riccardo Donna si è cimentato nel suo primo film per il grande schermo, mettendo in scena la storia raccontata attraverso le canzoni dell’album omonimo di Claudio Baglioni, che ha scritto il soggetto e la sceneggiatura insieme a Ivan Cotroneo.
Il film è ambientato negli anni ’70 e si apre con una manifestazione studentesca a Piazza del Popolo. Giulia, studentessa brillante all’ultimo anno di liceo, incontra Andrea, studente iscritto al primo anno di architettura.
I due ragazzi si piacciono subito e il giorno dopo il loro incontro Andrea la va a prendere all’uscita da scuola, e questo fa molto piacere alla ragazza.
I due cominciano a frequentarsi e dopo qualche giorno si mettono insieme. Andrea non supera l’esame che doveva sostenere e così è costretto a partire per svolgere il servizio di leva e dovrà stare lontano dalla sua amata per 15 mesi.
I due innamorati si giurano amore, Giulia promette di esserci sempre, l’attesa sarà lunga. La lontananza li mette a dura prova e l’amore sembra non bastare di fronte alla quotidianità del loro vivere.
Il film è tratto dalle canzoni dell’album “Questo piccolo grande amore” di Claudio Baglioni, nello stesso modo in cui un film può essere tratto da un libro. Le canzoni, che hanno un punto di vista maschile, pervadono il film con la stessa valenza di un io narrante, di una voce fuori campo del protagonista, mettendo in risalto i suoi stati d’animo e i suoi sogni.
La pellicola racconta il primo amore e le molteplici emozioni a esso legate, a volte contraddittorie, che possono innalzare e un attimo dopo distruggere, perché a quell’età tutto si vede bianco o nero, si vive intensamente sia la gioia che il suo opposto. Un momento felice sembra non dover finire mai, tanto quanto la sofferenza per la perdita di quella felicità.
Le emozioni che provano i due protagonisti non appartengono agli anni ’70, sono eternamente attuali e per questo ci si può identificare e ritrovare emozionalmente dentro.
La storia d’amore è talmente esuberante da coprire il contesto in cui è vissuta, ci si dimentica velocemente del periodo. Molteplici sono i temi affrontati, alcuni dei quali legati strettamente a quegli anni, altri sono presenti ancora oggi, come il confronto di una madre con la figlia diciassettenne riguardo la sessualità e la sua prima volta e l’interesse che ne deriva, raccontato nel film, oggi è marginale.
Il conflitto tra autorità e libertà e i conflitti familiari sono universali.
Oggi ci sono meno restrizioni, ma i conflitti generazionali restano.

Parte integrante del racconto sono i disegni di Andrea e l’aspetto grafico apportato al film.
Riccardo Donna è partito dall’album storico di Baglioni in cui c’erano vari disegni, creando una linea guida che percorre tutta la narrazione, inoltre era un tratto tipico di quegli anni.
La copertina dell’album, per esempio, la si vede riprodotta da Andrea che la dipinge su un muro di un magazzino.
Gli effetti speciali sono meno di quanto si pensi, in più di una sequenza sono stati adottati degli accorgimenti molto ben camuffati. Si sono collocati due set diversi attigui, per esempio, come nella scena in cui Andrea passa dalla camerata alla stanza da letto di Giulia.
La scelta del cast non è stata immediata, il regista e i produttori hanno vagliato tantissimi provini, a volte era difficile mettersi d’accordo sulla scelta.
Per ciò che riguarda Emanuele Bosi (Andrea) è stato l’ultimo a essere giudicato.
Mary Petruolo (Giulia) dà corpo naturalmente alla descrizione che si ha della ragazza nella canzone che dà il titolo all’album, un faccia pulita, radiosa, fresca.
Dopo tanti confronti su quale dovesse essere il colore della “maglietta fina” della canzone si è deciso che fosse bianca, sottile, che mantenesse quel vedo non vedo
Il film è solare come i suoi personaggi, Andrea e Giulia sono semplici, puliti, un po’ ribelli, ma razionali, sanno quello che vogliono e sono dei grandi sognatori con i piedi per terra.
Nel complesso il film manca in alcuni passaggi di ritmo, evidenziando dei tempi morti.
Un film che farà battere il cuore a molti, agli adolescenti e a coloro che amano le canzoni di Baglioni e ricordare gli anni in cui si mettevano i fiori nei cannoni.

 
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