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Racconti dell’età dell’oro
Titolo originale: Amintiri din Epoca de Aur
Romania, Francia : 2009 Regia di: Hanno Höfer, Cristian Mungiu, Constantin Popescu, Ioana Uricaru, Razvan Marculescu Genere: Commedia Durata:
100'
Interpreti: Alexandru Potocean, Teodor Corban, Emanuel Parvu, Avram Birau, Paul Dunca, Viorel Comanici, Ion Sapdaru, Virginia Mirea, Gabriel Spahiu, Vlad Ivanov, Tania Popa, Liliana Mocanu
Sito web:
Nelle sale dal: 18/09/2009
Voto: 6,5
Trailer
Recensione di: Marco Aresu
L'aggettivo ideale: Nostalgico
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il
Pressbook
del film
Gli ultimi anni della dittatura Ceausescu furono definiti dalla propaganda di regime dell’epoca “età dell’oro”. Questo appellativo risulta tristemente comico per il popolo Rumeno, che schiacciato dalla miseria e dalla povertà, alimentava e diffondeva delle leggende metropolitane folli, ma che fornivano un lucido resoconto della vita quotidiana in Romania. Leggende che erano il tema principale di pettegolezzi e dibattiti durante le lunghe code per ottenere del cibo.
Il regista e sceneggiatore Christian Mungiu, dopo il successo e la Palma d'oro al Festival di Cannes nel 2007, con “4 mesi, 3 settimane e 2 giorni”, decide di fare un film “per il pubblico”, come egli stesso racconta: “uno spettatore mi disse che aveva la sensazione che stavamo girando i film sempre più esclusivamente per i festival piuttosto che per il pubblico e mi chiese se potevamo fare qualcosa per cambiare la situazione”. Mungiu stava lavorando ad una sceneggiatura, e decise di coinvolgere nel progetto diversi registi romeni (Ioana Uricaru, Hanno Höffer, Răzvan Mărculescu, Constantin Popescu ) grandi abbastanza per ricordare “l’età dell’oro”.
Il film è composto da diverse storie (sono stati girati in tutto sei episodi, la versione presentata a Cannes ne comprendeva cinque, ma in Italia ne sono arrivati solamente quattro) che hanno in comune l’ambientazione, il periodo storico e l’umorismo. Nel villaggio di Vizuresti il sindaco e i suoi abitanti si mobilitano per la visita ufficiale del partito. Un fotografo di partito è incaricato di modificare al più presto una foto di Ceausescu col presidente Giscard d’Estaing, prima che il quotidiano vada in stampa. Un camionista di pollame apre per la prima volta il suo camion andando contro i regolamenti. Un poliziotto riceve per regalo di natale un maiale vivo e deve escogitare un modo per ucciderlo, senza farsi sentire dal vicinato.
Si sorride, si ride con affetto guardando queste situazioni paradossali, questi personaggi buffi e tragicomici.
E’ un modo per esorcizzare e in qualche modo celebrare, con una nota nostalgica, un popolo che adesso può ridere di se stesso, del “come eravamo”.
La macchina da presa ci regala inquadrature e colori retrò senza mai scomporsi, tutto è molto misurato e calibrato.
Nonostante le regie siano diverse (ma le sceneggiature sono scritte dal solo Mungiu) alla fine il pensiero è unico e il risultato piacevole.
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