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Ricordati di me
Titolo originale: Ricordati di me
Italia: 2003. Regia di: Gabriele Muccino Genere: Commedia Durata: 120'
Interpreti: Monica Bellucci, Fabrizio Bentivoglio, Laura Morante, Silvio Muccino, Nicoletta Romanoff, Enrico Silvestrin
Sito web: www.ricordatidime.com
Voto: 7
Recensione di: Fabio Pariante
“Non c’è niente di più profondo di ciò che appare in superficie”.
Hegel
Gabriele Muccino, uno dei giovani registi italiani spesso snobbato dallo star system nostrano, nel 2003 ha pensato bene di darsi in pasto alla critica con un film che denuncia la famiglia italiana, “Ricordati di me”. Un film che rispecchia appieno lo stile del regista non solo dal tipo di trama rivolta a temi reali, ma dalle inquadrature e dai dialoghi così incisivi e a tratti schivi, dei protagonisti. E’ un ritaglio pieno di emotività non solo adolescenziale fatto di dubbi, incertezze e paure, ma anche di riflessioni su quello che la vita riserba senza pretese, dovendola a volte accettare così com’è…
Singolare è il cast, Fabrizio Bentivoglio (Carlo), Laura Morante (Giulia), Nicoletta Romanoff (Valentina) e il vero fratello del regista, Silvio Muccino (Paolo) -attore portante delle prime produzioni del regista romano-. Tutti insieme formano la ‘tipica’ famiglia italiana, quella romana che inizia a peccare di rapporti interpersonali perché sopraffatta da tutto ciò che nella vita è sinonimo di superficialità… In questa pellicola viene esaltata la fermezza di Carlo, un marito indifferente alla vita familiare, una moglie, Giulia, che si presta con copiosi affanni a far sì che la famiglia non si perda nel mondo che in particolare i propri figli adolescenti, Valentina e Paolo sognano e si dimenano. Ciascuno per emergere l’una nel campo dello spettacolo e l’altro, alle prese con le prime delusioni d’amore e l’insicurezza verso il proprio futuro; modi d’essere che rispecchiano esattamente la fascia d’età interpretata.
A rompere quest’atmosfera così fredda e melanconica è la figura di Monica Bellucci nella veste di Alessia, vecchia ‘fiamma’ di Carlo e che ben presto diventerà amante dello stesso. Tutte le aspirazioni, comprese quelle di Giulia di riprendere il lavoro di attrice in un piccolo teatro e di Carlo, di diventare un grande scrittore… svaniscono in poco tempo. La causa?. Un drammatico incidente che porterà con i piedi per terra tutta la famiglia, compresa la vittima, Carlo, riscoprendo l’affetto vero dei propri cari.
Il film è un tracciato su quanto male fa, essere spesso superficiali nei confronti della vita e su se stessi, sottovalutandone lo spessore e il ricordo delle cose e dei fatti che ci respirano accanto nella quotidianità.
Il regista de “L’ultimo bacio”, lo si percepisce attraverso lo stile delle riprese e gli attori diretti alla perfezione per i ruoli assegnati. L’happy-ending è un modo come un altro per lasciare aperta la possibilità al pubblico che tutto può cambiare… Anche una famiglia così particolare come la Famiglia Ristuccia.
Infine, la colonna sonora principale è una perla della musica italiana: ‘Almeno tu nell’universo’ di Mia Martini. Il brano, rivisitato appositamente per il film dalla cantante Elisa, si presenta in una chiave nuova ma ugualmente di un impatto emotivo molto singolare dove risaltano le capacità vocali dell’artista italiana.
"Sai, la gente è strana prima si odia e poi si ama, cambia idea improvvisamente, prima la verità poi mentirà lui, senza serietà, come fosse niente,
sai la gente è matta forse è troppo insoddisfatta, segue il mondo ciecamente, quando la moda cambia, lei pure cambia, continuamente e scioccamente.
Tu, tu che sei diverso, almeno tu nell'universo! un punto, sai, che non ruota mai intorno a me,
un sole che splende per me soltanto, come un diamante in mezzo al cuore.
Tu, tu che sei diverso, almeno tu nell'universo!
non cambierai, dimmi che per sempre sarai sincero, e che mi amerai davvero di più, di più, di più."
Chi conosce la produzione di Gabriele Muccino, può confermare quanto sia maturato con questo lungometraggio a differenza di alcuni dei suoi precedenti come, “Ecco fatto” e “Come te nessuno mai”, che richiamano in ogni caso lo stile apparentemente semplice del regista che ha trionfato come campione d’incassi negli U.S.A. con il film “La ricerca della Felicità” (“The pursuit of Happyness”) ispirato da una storia vera.
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