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Tra le nuvole
Titolo originale: Up in the Air
USA: 2009 Regia di: Jason Reitman Genere: Commedia Durata: 108'
Interpreti: George Clooney, Vera Farmiga, Anna Kendrick, Jason Bateman, Danny McBride, Melanie Lynskey, James Anthony, Steve Eastin, Tamala Jones, Dave Engfer
Sito web: www.theupintheairmovie.com
Nelle sale dal: 22/01/2010
Voto: 6,5
Trailer
Recensione di: Roberto Fedeli
L'aggettivo ideale: Secco
Nel vasto panorama della commedia americana, il film di Reitman, vincitore nella scorsa edizione con “Juno”, occupa un posto alquanto rilevante.
Dialoghi secchi e precisi, divertissement assicurato ed una grande recitazione di George Clooney, non bastano tuttavia a trarre fuori dallo stereotipo questo prodotto.
Jason Reitman usa un montaggio rapido e dinamico, come specchio e metafora del lavoro di Clooney. Questi è infatti Ryan, un tagliatore di teste, che vola continuamente nel cielo Americano, per licenziare poveri diavoli appena discende sulla terra. Le nuvole aprono e chiudono il film, quasi a sottolinearne il cerchio che si chiude su se stesso.
Le riprese aeree sono il simulacro dell’esistenza del protagonista, ergendosi a scrigno di una realtà vissuta solo “up in the air”. Lo stesso protagonista ammette di non sapere bene il perché continui ad accumulare chilometri di volo. L’amore non è affar suo, il cinismo è la sua arma e la propria dimora è racchiusa interamente nello zaino, che di volta in volta, indossa per cambiare location di lavoro.
Ogni suo gesto è condannato a tornare come significante di un’azione successiva. Ryan è un uomo che percorre un sentiero monotono, che viene interrotto dalla strada dell’amore per una donna. Una creatura che lo sconfigge sul suo stesso campo, con le sue stesse armi. Essa è infatti l’incarnazione del ruolo in cui Ryan si è sempre riconosciuto e che solo alla fine si rivela essere un ruolo apparente.
Vera, la donna in questione, rappresenta la tripartizione femminile in madre,moglie ed amante. Peccato che un film tale si concluda con una redenzione alquanto improbabile del protagonista. Egli si tramuta improvvisamente da uomo forte e cinico, in vittima fragile ed irrazionalmente illusa.
Tuttavia Reitman modula bene la componente ironica, attraverso dialoghi che rappresentano il vero focus del film.
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