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Una notte blù cobalto
Titolo originale: Una notte blù cobalto
Italia: 2009. Regia di: Daniele Gangemi
Genere: Commedia
Durata: 80'
Interpreti: Corrado Fortuna, Regina Orioli, Valentina Carnelutti, Alessandro Haber, Vincenzo Crivello, Elio Sofia
Sito web:
Nelle sale
dal: 18/06/2010
Voto: 6,5
Trailer
Recensione di: Mauro Missimi
L'aggettivo ideale: Onirico
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Quando lo studente fuori corso Dino, interpretato dal bravo Corrado Fortuna visto già come protagonista in My name is Tanino, ossessionato da un amore finito ma mai superato si ritrova in piena crisi esistenziale davanti alla vetrina di una nuova “strana” pizzeria chiamata Blu Cobalto dove cercano un porta pizze, nessuno, compreso lui, poteva immaginarsi che questo potesse significare l’inizio di un cammino di crescita e scoperta di se stesso.
Con l’università che si protrae sempre più negli anni, con una storia d’amore interrotta per volontà non sua ma della rediviva Regina Orioli (protagonista in Ovosodo e poco sfruttata negli ultimi anni), con una fiducia nel futuro ridotta all’osso, Dino si lascerà trasportare da questa notte magica da una casa all’altra, da un cliente all’altro, aprendosi come mai davanti a questi sconosciuti per poter meglio capire se stesso.
L’opera prima del regista catanese Daniele Gangemi , girata interamente proprio a Catania che funge da personaggio attivo all’interno della pellicola con innumerevoli immagini delle sue bellissime architetture, vuole essere quindi un racconto di formazione, una favola a metà tra l’onirico e il surreale (ottime le sequenze con Alessandro Haber, padrone della pizzeria, che parla solo con frasi mistico-filosofiche tratte da L’arte della Guerra del generale cinese Sunzi), dove non esiste un’unica verità di interpretazione ma è una trama che si presta ad infinite interpretazioni.
Sullo sfondo di un panorama musicale particolare, un rock-progressive esaltato dalla perfomance de Francois e le coccinelle, e da una colonna sonora di “lusso” dei Negramaro, Dino incontrerà una serie di personaggi particolari, dall’anziana signora vedova al bambino già maturo, che hanno in comune la solitudine e l’infelicità, proprio le “malattie” da cui lui stesso è affetto.
In comune hanno anche la scelta della pizza, quella “Blu Cobalto” che ha al suo interno un ingrediente segreto e magico capace di far ritrovare la felicità.
Nonostante il premio ricevuto come Migliore Opera Prima al 42° Worldfest di Houston, come per molti altri film italiani il cammino per la distribuzione non è stato per niente facile ed anzi è un progetto il cui costo, mancando il finanziamento statale, di circa 500 mila euro è stato interamente stanziato dalla nuova casa di produzione Orchidea.
Una pellicola d’autore, non banale, girata egregiamente, considerata anche una troupe formata da giovani quasi alle prime armi, che sebbene può far storcere il naso per un “finale” poco chiaro, merita comunque un’uscita nelle sale italiane.
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