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Scritto da Francesca Caruso   
giovedì 29 aprile 2010

Wig
Titolo originale: Kazura
Giappone: 2009  Regia di: Tsukamoto Renpei Genere: Comedia Durata: 94'
Interpreti: Asami Adachi, Tamae Ando, Sei Ashina, Bengaru, Tomoharu Hasegawa, Pepe Hozumi, Akaji Maro, Ryo Iwamatsu, Miyuki Imori, Kazushige Komatsu, Masakazu Mimura, Tasuku Nagaoka, Mitsuko Oka, Ayaka Onoue, Yasuomi Sano, Kazuki Ootake, Toshiya Sakai, Akinobu Shinoyama, Tsubuyaki Shirô, Yû Tejima
Sito web:
Nelle sale dal: Inedito
Voto: 8,5
Trailer
Recensione di: Francesca Caruso
L'aggettivo ideale: Esilarante

WigWig, tratto da una raccolta di saggi di Kobayashi Shinya, è stato presentato all’Udine Far East Film Festival 12 raccogliendo un’ovazione da parte del pubblico, durante la proiezione, oltre agli applausi finali, per la sua verve straordinariamente umoristica e dei tempi comici strepitosi, senza contare l’affiatamento tra i due protagonisti, eccellente, dovuto anche al fatto che Mimura Masakazu e Otake Kazuki sono un duo comico nella vita reale, in quanto lavorano in coppia negli spettacoli di varietà giapponesi.

Moriyama è un impiegato, che lavora in una ditta di costruzioni locale, single, vive in casa con i suoi genitori e i tre fratelli. Il suo cruccio più grande è la perdita inarrestabile dei suoi capelli, difetto che accomuna tutti maschi della famiglia. L’uomo viene trasferito a Tokyo per occuparsi di un grosso progetto, quale occasione migliore per cambiare immagine e sentirsi più sicuro. Si reca in vari centri estetici che si occupano di calvizie, ma nessuno lo convince, visto poi l’enorme somma di denaro che dovrebbe sborsare: 2 milioni di yen. Uscito dall’ennesimo centro la sua attenzione viene catturata da un post-it attaccato sul palo della luce sul quale c’è la pubblicità di un centro economico e veloce.
Moriyama segue le indicazioni, fatte di una serie di bigliettini sparsi per tutto il quartiere, che lo fanno giungere davanti a un piccolo negozio, un po’ stravagante e stracolmo di oggetti. Lo strano proprietario Owada lo invita ad entrare, gli spiega la prassi e nel giro di alcune ore l’uomo ha un parrucchino fatto su misura e ad un prezzo ragionevole.
Moriyama è finalmente felice, ma l’ansia di essere scoperto si presenta alla prima uscita a pranzo con i colleghi. A trarlo in salvo dall’impaccio si materializza Owada. La situazione precipita quando Moriyama si innamora della nuova collega, che ricambia il suo affetto. Ne capiteranno di cotte e di crude e il conto finale …ma naturalmente 2 milioni di yen.

Il regista Tsukamoto Renpei, qui anche sceneggiatore, ha diretto numerose serie televisive di successo in Giappone, oltre a occuparsi di lungometraggi. In questo film riesce magistralmente a costruire una serie di eventi bizzarri e fantasiosi, che il suo protagonista subisce, senza mai eccedere, senza forzature o prese in giro. Mette in scena quelle che possono definirsi ansie della vita reale, dell’uomo comune, semplice.
Il protagonista è un uomo come ce ne sono tanti, un uomo dal viso pacioccone e dal carattere positivo, pieno di idee e che sa far bene il suo lavoro. Ciò che lo rende insicuro è la perdita di capelli, e per questo di non essere accettato dalla collettività e da un eventuale ragazza. Vige la regola: l’apparenza prima di tutto.
Quello che non sa è che per mantenere quell’apparenza sarà costretto costantemente a camminare sulle uova, affinché il parrucchino non voli, letteralmente, via. Lo tiene nascosto anche alla nuova collega, perché pensa che possa essere motivo di allontanamento. È come dargli tutti i torti, visto che questa è la prassi nella società di oggi, che vuole tutti belli e in forma, senza “un capello fuori posto”.
Mimura Masakazu nel ruolo del cliente insicuro e goffo riesce pienamente a esprimere le ansie e le paure del suo personaggio, lo spettatore si sente partecipe di ciò che gli accade, tifa e si dispiace per lui, comprendendo bene i suoi stati d’animo (in fondo chi non ha anche solo un piccolo difetto estetico per il quale crucciarsi).
Otake Kazuki nel ruolo del parruccaio onnisciente rende bene la bizzarria e l’estro del suo personaggio. Entrambi sprigionano un’innata simpatia che li fa amare da subito.

Un altro aspetto che il regista sottolinea, tra una risata e l’altra, è il senso della famiglia.
La famiglia di Moriyama è genuina, il padre non vuole che il figlio menta alla sua ragazza, ma nel momento del bisogno fa di tutto, insieme agli altri componenti, per apparire come il figlio desidera davanti all’ospite inatteso. Tutto per amore del figlio.
Ultimo, ma non meno importante, è il tema dell’essere solidali, del fare corpo e aiutarsi vicendevolmente. Questo accade nel club in cui vi sono riuniti tutti i clienti di Owada.
Parlano delle loro esperienze e all’occorrenza danno una mano al malcapitato, non solo, ma palpitano per la buona riuscita della sua storia d’amore, come dei veri amici.
Wig è un film che fa un centro perfetto, un film da vedere e rivedere, farà sempre ridere.

 
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