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Che fine ha fatto Totò Baby? PDF Stampa E-mail
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Scritto da Francesca Caruso   
mercoledì 09 ottobre 2013

Titolo: Che fine ha fatto Totò Baby?
Titolo originale: Che fine ha fatto Totò Baby?
Italia: 1964. Regia di: Ottavio Alessi Genere: Commedia Durata: 110'
Interpreti: Totò, Mischa Auer, Pietro De Vico, Ivy Holzer, Edy Biagetti, Alicia Brandet, Mario Castellani, Olimpia Cavalli, Clara Bindi, Gina Mascetti, Franco Ressel, Stelvio Rosi, Paolo Giusti, Lina Alberti, Renato Montalbano
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 1965
Voto: 7
Trailer
Recensione di: Francesca Caruso
L'aggettivo ideale: Unico

che_fine_ha_fatto_tot_baby_leggero.pngLa gran parte dei film dell’intramontabile Totò, compresi quelli girati per la Tv, sono stati riversati in Dvd da diverse case cinematografiche.
“Che fine ha fatto Totò Baby?” è stato riedito in Dvd Medusa, distribuito dalla Cecchi Gori Home Video. Uscito nel 1964, è la parodia del thriller “Che fine ha fatto Baby Jane” (1962) di Robert Aldrich. Mentre Totò veste i panni che sono stati indossati da Bette Davis, Pietro De Vico veste quelli di Joan Crawford. Il regista è Ottavio Alessi, che però pare abbia firmato il film a lavoro quasi ultimato.

Lo ha girato Paolo Heusch, il cui nome non è stato accreditato nei titoli di testa a causa di uno scandalo che lo ha travolto durante le riprese. Il film segue le vicende di due fratellastri, il cui mestiere è fare i ladri. Il più furbo ed esperto è conosciuto col nome di Totò Baby, mentre Pietro - tontolone e incapace - viene sempre sgridato dal fratello.
I due eseguono furti di diverso genere: dalla pensione di una povera vecchina alle valige presso la stazione ferroviaria. Quale sgomento quando Totò e Pietro scoprono che in una valigia sottratta ad una anziana signora c’è un cadavere. Subito si mettono in moto per sbarazzarsene, ma è più facile a dirsi che a farsi.

In questo film il principe della risata si cimenta in un ruolo che - poco dopo l’inizio della seconda parte – cambia decisamente registro: tanto è rassicurante e divertente prima, quanto crudele e folle dopo. Totò interpreta un ruolo insolito, dai risvolti inattesi, a cui lo spettatore non è abituato. Le grandi capacità interpretative e di improvvisazione di Antonio De Curtis fanno di questo film un pezzo unico. All’epoca non ha riscosso il successo sperato, probabilmente questo Totò così crudele e macabro non è stato gradito dal pubblico. Eppure la lettura parodistica del film e dei personaggi è evidente, aleggia una costante leggerezza in ogni passaggio narrativo.
Molte sono le sequenze comiche, come quella in cui Totò Baby si appropria della pensione di una vecchina, o quella in cui i due compari vengono fermati dalla polizia che deve perquisire il bagaglio, l’esito è prevedibile, ma i tempi comici sono perfetti. Diverse sono state le opinioni concordi nel ritenere la sceneggiatura vacillante e la regia poco presente, tuttavia questo non ha impedito all’accoppiata Totò/Pietro De Vico di giocare bene i loro ruoli e rendere questa parodia geniale in tanti suoi aspetti.

Lo stesso Totò a De Vico ha detto: “Ho letto il copione di questa scena, è una schifezza. Fai tutto quello che ti dico di fare e segui le mie battute, improvvisiamo…”. Se la critica e il pubblico di allora ha sottovaluto e non apprezzato il ruolo di Totò - parallelamente al film - non vedendolo per quello che rappresentava, oggi questa performance ha molti estimatori, che considerano Totò bravissimo e splendidamente crudele in un ruolo insolito.
La particolarità del film risiede nella sua unicità. Difficilmente passa inosservato un ruolo così impensabile per Totò e questo lo fa ricordare ancor di più di molti altri anche più famosi.

 
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