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Il dittatore PDF Stampa E-mail
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Scritto da Francesca Caruso   
lunedì 11 giugno 2012

Titolo: Il dittatore
Titolo originale: The Dictator
USA: 2012. Regia di: Larry Charles Genere: Commedia Durata: 83'
Interpreti: Sacha Baron Cohen, Megan Fox, Anna Faris, Ben Kingsley, John C. Reilly, Kevin Corrigan, Jason Mantzoukas, J.B. Smoove, B.J. Novak, Olivia Dudley
Sito web ufficiale: www.republicofwadiya.com
Sito web italiano: www.ildittatore-ilfilm.it
Nelle sale dal: 15/06/2012
Voto: 7
Trailer
Recensione di: Francesca Caruso
L'aggettivo ideale: Satirico
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ildittatore_leggero.pngSacha Baron Cohen torna nuovamente ad immergersi in un personaggio fuori dall’ordinario, raccontando una storia dall’imbarazzante autenticità.
“Il Dittatore” mostra, molto più dei precedenti film, il mondo in cui viviamo con il linguaggio della commedia, della commedia alla Sacha Baron Cohen, non però così eccessiva come poteva essere “Brüno”.
È il primo film narrativo per l’attore e mette in scena una satira politica che non fa una piega, delineando un quadro reale e facendo domande che bisognerebbe porsi.

L’Ammiraglio Generale Haffaz Aladeen è il dittatore dello stato nord africano di Wadiya e ci tiene moltissimo a mantenere l’anti-democrazia nel proprio paese e l’oppressione sulla popolazione. Sanzionato più volte dalle Nazioni Unite, viene invitato a New York per fare un discorso.
Lo zio Tamir lo spinge ad accettare l’invito al convegno, ma arrivato in città gli succede qualcosa di totalmente inaspettato e si ritrova ad essere un perfetto signor nessuno e a dover lavorare (che brutta parola per Aladeen) al fianco di Zoey, la proprietaria di un negozio di alimenti.
Il nome del protagonista, il luogo nel quale vive sono fittizi, ma gli eventi e il modo di agire sono decisamente molto vicini alla realtà.
Per non parlare del discorso finale, uno scacco a qualsiasi pratica di governo. La satira politica messa in primo piano rappresenta la politica di oggi nel mondo e come si facciano tante parole per migliorare le cose, centinaia di discorsi e comizi, ma che rimangono tali, i fatti sono tutt’altro - vestiti però di tutto punto.

L’intento del regista Larry Charles e di Sacha Baron Cohen, alla loro terza collaborazione, è stato quello di usare la satira per “mettere in discussione le ipotesi di base della nostra società, con domande semplici come: Che cos’è la democrazia?” – ha raccontato il regista. Il protagonista è fondato sulla realtà dittatoriale, con un sostanziale apporto di simpatia e umorismo da parte di Cohen. Non c’è assicurazione che il nostro anti-eroe capisca la lezione e si redima, al contrario potrebbe corrompere lo spettatore come è nello stile dell’attore.
La sua è un tipo di comicità che farà ridere di gusto o ridere solo per alcune situazioni universalmente irresistibili, certo non lascia indifferenti. “Il Dittatore” è misurato rispetto ai lavori precedenti, forse per la linearità della narrazione o semplicemente perché la carne messa al fuoco è più che sufficiente.

Come ha dichiarato Sir Ben Kingsley “Credo che Sacha sia senza paura, come lo è stato Charlie Chaplin quando ha deciso di girare ‘Il Grande Dittatore’ nel 1940”. Kingsley è stato scelto per interpretare lo zio Tamir, facendo da contrappunto alla comicità del collega e riuscendo a intendersi bene. I due hanno approfondito la loro conoscenza sul set di “Hugo Cabret”, che li ha visti lavorare insieme dietro la direzione di Martin Scorsese.
Quello “inventato” da Sacha Baron Cohen è un uomo che non ha alcun rapporto col mondo reale, che gli è totalmente sconosciuto. Evidenzia atteggiamenti infantili nel corpo di un adulto.
È come un bambino che vuole un determinato giocattolo e lo vuole come lui lo immagina che debba essere, come nella sequenza in cui parla della bomba nucleare col suo creatore, lo scienziato Nadal.
Quello che si andrà a vedere è qualcosa di inaspettato amalgamato a qualcosa di familiare. È un evento, che satireggia l’occidente quanto l’oriente e il suo artefice ironizza su entrambi.

 
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