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Il medico di campagna PDF Stampa E-mail
Scritto da Domenico Astuti   
martedì 14 febbraio 2017

Titolo: Il medico di campagna
Titolo originale: Médecin de campagne
Francia 2016 Regia di: Thomas Lilti Genere: Commedia Durata: 102'
Interpreti: François Cluzet, Marianne Denicourt, Christophe Odent, Patrick Descamps, Guy Faucher, Margaux Fabre, Julien Lucas, Yohann Goetzmann, Josée Laprun, Philippe Bertin, Géraldine Schitter, Isabelle Sadoyan, Félix Moati, Michel Charrel, Lismène Joseph, Merwan Baghdadi
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 22/12/2016
Voto: 6,5
Recensione di: Domenico Astuti
L'aggettivo ideale: Naturalistico
Scarica il Pressbook del film
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il_medico_di_campagna_leggero.pngThomas Lilti è un regista e sceneggiatore francese, in Italia non lo si conosce quasi perché i suoi due film precedenti non sono mai arrivati nonostante il buon esito in Francia e nei vari festival ( Les yeux bandés – 2007, e Hippocrate – 2014 ).
Ma è anche stato un medico e la sua cinematografia è intinta di questo suo passato, sia col film precedente che con questo Il medico di campagna. Anche se non è un regista che resterà nella storia del Cinema, è un director solido che si rifà a quella narrazione tipicamente francese di stampo naturalistico che ha come padri il Renoir e il Carnè degli Anni Trenta fino a giungere a Rohmer degli Anni Ottanta.

Un Cinema minimalista che racconta la realtà quotidiana di piccoli avvenimenti solo in parte senza importanza e che fanno amare questo tipo di cinematografia così lontana da quella nostrana. Un film realizzato con lievità e naturale delicatezza ed è supportato da una ottima recitazione di un attore dall’ incredibile capacità trasformista e di immedesimazione del personaggio come François Cluzet ma anche tutto il resto del cast risulta all’altezza ( con la convincente e affascinante Marianne Denicourt, vista in tanti film da L’Argent a La bella scontrosa ). Se una critica si può fare a un film del genere è sulla sceneggiatura, l’autore non ha mai approfondito i ‘ conflitti ‘ del film, tantomeno il rapporto tra i due protagonisti che non prende mai il volo, si è tenuto un po’ alla larga, girandoci intorno senza voler prendere alcun rischio.

Jean-Pierre Werner ( l’ottimo François Cluzet ) è il medico di una campagna lontana dalla città e dal mondo, vive da solo, è divorziato da una moglie che non sente mai ed ha un figlio adulto che sente appena; la sua vita è dedicata alla professione e ai suoi pazienti neanche fosse un curato di campagna. Per questo suo darsi senza condizioni è diventato il punto di riferimento della sua piccola comunità, ed è l’uomo saggio, l’amico, il confidente, su cui si può contare sempre.
Lo conosciamo nel momento in cui viene a sapere di avere un tumore e che dovrà iniziare una cura, ma lui sembra un po’ rimuovere il verdetto che gli ha diagnosticato un suo amico medico; continua a praticare la sua professione senza alcuna remora, di giorno e di notte, senza mai fermarsi, ma è costretto ad accettare un aiuto che gli ha mandato il collega, un ex infermiera appena laureata in medicina, Nathalie ( Marianne Denicourt ) che deve prendersi alcuni pazienti e aiutarlo un po’; ma Jean-Pierre non contempla nemmeno lontanamente l’idea che qualcuno possa sostituirlo, ma lei con pazienza e con gentilezza riesce a ottenere il suo rispetto e la sua fiducia e, successivamente anche quella della comunità restia ai cambiamenti.

Tra i due si crea un rapporto fatto di insofferenza e pazienza, di accettazione e rifiuto, un rapporto che è anche uno scontro tra generazioni, tra un uomo e una donna, tra un medico di campagna e una dottoressa ospedaliera di città, tra personalizzazione del malato e la spersonalizzazione nella struttura pubblica cittadina.
Con un finale che sembra volgere al peggio e invece, come capita a volte nella vita, si risolve in modo aperto e ottimista, anche se l’epilogo ( accompagnato sulle note di Wild Is the Wind di Nina Simone ) appare un po’ frettoloso e favolistico.

Trailer

 
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