Mercoledì 17 Ottobre 2018
Cinemalia Menù
HOME
RECENSIONI:
PROSSIMAMENTE:
LE NOSTRE RECENSIONI:
IN DVD:
GLI INEDITI
CULT MOVIE
I FILM NELLE SALE
ARTICOLI CINEMA:
CINEMA & CURIOSITA':
IL CINEMA ASIATICO
LIBRI & CINEMA
COLLABORA CON NOI:
CONTATTI:
STAFF:
NEWS & RUMORS:
SERIE TV:
HOME VIDEO:
Recensioni Blu Ray
rampage_banner_160x600.jpeg
Informativa sui Cookie
Per migliorare la tua navigazione su questo sito, utilizziamo cookies che ci permettono di riconoscerti. Scorrendo questo sito o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'utilizzo di cookies. Informativa
Cerca in Cinemalia
Anteprima TFF
Kimyona Sskasu - Uno strano circo (2005)
Noriko No Shokutako - Noriko's Dinner Table (2005)
Jisatsu Saakuru - Suicide Club (2002)
Tsumetai Nettaigyo - Pesce freddo (2010)
Ai No Mukidashi - Love Exposure (2008)
Chanto Tsutaeru - Be sure to share (2009)
Ekusute - Hair extension (2007)
Koi No Tsumi - Colpevole d'amore (2011)
Libri & Cinema
Prossimamente
Mental PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 3
ScarsoOttimo 
Scritto da Ilaria Mutti   
domenica 11 novembre 2012

Titolo: Mental
Titolo originale: Mental
USA: 2012. Regia di: P.J. Hoogan  Genere: Commedia Durata: 87'
Interpreti: Toni Collette, Liev Schreiber, Anthony Lapaglia, Caroline Goodall, Kerry Fox, Lily Sullivan, Deborah Mailman, Rebecca Gibney
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: Festival di Roma 2012
Voto: 9
Trailer
Recensione di: Ilaria Mutti
L'aggettivo ideale: Corrosivo
Scarica il Pressbook del film
Mental su Facebook

“Mental” di P.J.Hogan, uno strepitoso successo al Festival Internazionale del Film di Roma!

mental_leggero.pngE’ appena uscito ed è già “cult”. In anteprima mondiale e fuori concorso, l’ultimo film del perfido Hogan,”Mental,” ha fatto letteralmente saltare il banco.
Per il suo rinnovato attacco alla società “affluente”, sferrato senza alcuna pietà, il regista ha utilizzato follia e disturbi mentali, come reattivi sani contro le convenzioni e il perbenismo che distruggono e soffocano gli individui.

Ne è venuta fuori una commedia di difficile definizione e in costante evoluzione fra il grottesco e il musical, il surreale e la ferocia, ma dove il risultato finale è una incredibile nicchia di puro e splendido divertimento. Ma come è possibile, un’ intera famiglia di pazzi, compresa la baby-sitter, raccattata all’autostop? “Normale, - spiega P. J. Hogan - l’Australia é stata il manicomio del mondo. Ci mandavano tutti i folli scaricati dal resto del pianeta…ci è rimasto nel DNA.” E poi, per dare più veridicità alle sue affermazioni, aggiunge “Vi assicuro che il film è autobiografico, io vengo da una famiglia come questa …i personaggi delle ragazze sono ispirati ai miei fratelli”…

Una famiglia indubbiamente bizzarra, quella di Mental, con 5 sorelle distribuite sui più difficili momenti dell’adolescenza, dove una sente le voci, una è sociopatica, un’altra ha precise volontà suicide, mentre le due piccole si aggregano molto volentieri.
Poi c’è la mamma, ormai dolcemente svanita, incapace di far fronte al carico di lavoro e alle esigenze mentali delle figlie, che si indora la pillola immaginandosi la signora Von Tramp e canta “Sound of Music,” mentre stende i panni.
Naturalmente finirà ricoverata in una clinica per malattie mentali, lei che pazza non è, ma solo un po’stanca, così i veri pazzi si conquistano il diritto a rimanere fuori. Può esserci una famiglia più strampalata e borderline per simulare, facendole il verso e mettendola in ridicolo, la più sdolcinata famiglia di tutta la storia del cinema, quella di “Tutti insieme appassionatamente”?
No indubbiamente, ma a completare il quadro di riferimento arrivano loro, Maria e Mary Poppins insieme, attualizzate nella baldanzosa follia di Shaz, la Baby-sitter che farà il suo ringhioso ingresso in casa Moochmore con un cane da difesa e un coltello negli stivali. Ma poi sarà anche quella che col suo anticonformismo, i metodi violenti e invasivi e le spaventose arrampicate notturne farà rialzare la testa alle ragazze, forti di un nuovo equilibrio in cui è “Meglio essere una pecora nera che una pecora.”

Al Festival di Roma pubblico e critica hanno riso a non finire e hanno più volte applaudito il film a scena aperta, fino a quella che è stata una vera ovazione finale, mentre la memoria inevitabilmente tornava a 20 anni fa, a “Muriel’s Wedding”, quel primo film altrettanto corrosivo e sfrontato, tutto impegnato a ritrarre la stupidaggine umana e l’ipocrisia della vita di provincia.

 
< Prec.   Pros. >

 

Ultime Recensioni...
feed_logo.png twitter_logo.png facebook_logo.png  
Ultimi Articoli inseriti
Il Cinema Asiatico
Gli articolii più letti
Archivio per genere