HOME arrow Recensioni film arrow Commedia1 arrow Non c'è più religione
Mercoledì 22 Febbraio 2017
Informativa sui Cookie
Per migliorare la tua navigazione su questo sito, utilizziamo cookies che ci permettono di riconoscerti. Scorrendo questo sito o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'utilizzo di cookies. Informativa
Cinemalia Menù
HOME
Recensioni Novità
Anteprime Gratuite
I film che usciranno
Recensioni film
Recensioni dvd
Gli Inediti
Cult Movie
Sorridi con noi
Prossimamente
Luoghi Comuni
Articoli Cinema
Cinema & Curiosità
Il Cinema Asiatico
Libri & Cinema
Collabora con noi
Contattaci
Staff
Feed Rss
News & Rumors
Serie Tv
Recensioni Blu Ray
Cerca in Cinemalia
Pubblicità
Anteprima TFF
Kimyona Sskasu - Uno strano circo (2005)
Noriko No Shokutako - Noriko's Dinner Table (2005)
Jisatsu Saakuru - Suicide Club (2002)
Tsumetai Nettaigyo - Pesce freddo (2010)
Ai No Mukidashi - Love Exposure (2008)
Chanto Tsutaeru - Be sure to share (2009)
Ekusute - Hair extension (2007)
Koi No Tsumi - Colpevole d'amore (2011)
Libri & Cinema
Prossimamente
Non c'è più religione PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesca Caruso   
mercoledì 07 dicembre 2016

Titolo: Non c'è più religione
Titolo originale: Non c'è più religione
Italia 2016 Regia di: Luca Miniero Genere: Commedia Durata: 105'
Interpreti: Claudio Bisio, Alessandro Gassmann, Angela Finocchiaro, Nabiha Akkari, Giovanni Cacioppo, Laura Adriani, Mehdi Meskar, Paola Casella, Massimo De Lorenzo
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 07/12/2016
Voto: 6
Recensione di: Francesca Caruso
L'aggettivo ideale: Potenziale
Scarica il Pressbook del film
Non c'è più religione su Facebook

noncepiureligione_leggero.pngLuca miniero dirige Alessandro Gassmann, Angela Finocchiaro e Claudio Bisio in “Non c’è più religione”, commedia natalizia sull’integrazione razziale.
Nella piccola isola di Porto Buio fervono i preparativi per il presepe vivente, il bambinello però è un pò troppo cresciuto, con un principio di baffetti e un peso che riesce a sfondare la culla. Bisogna trovare al più presto un neonato.
Al sindaco Cecco viene un’idea: chiederne uno in prestito alla comunità araba. Prima cosa da fare è convincere i propri compaesani poi, non meno difficoltoso, persuadere il suo vecchio amico Bilal, integratosi nella comunità araba, ad aiutarlo, nonostante vecchi screzi li abbiano allontanati. Quello che le due comunità si apprestano a realizzare sarà un presepe vivente mai visto prima e grazie al lavoro comune molte incomprensioni saranno chiarite.

L’intento di Luca Miniero è stato quello di dar voce a quell’Italia multiculturale, che oggi è una realtà, mostrando le reazioni e i comportamenti di un piccolo nucleo comunitario e volendo dimostrare come si possa andare d’accordo e trovare punti in comune anche tra diverse culture. Ciò che accade nel film non succede tutti i giorni, ma è ciò che ci si auspica avvenga ovunque si viva. Cominciando dalle piccole comunità del territorio a quelle grandi delle metropoli – o viceversa – il cambiamento della mentalità della gente è quello che conta.

A ben guardare si è tutti estranei o stranieri per qualcuno, quando ci si sposta e si va a vivere in seno ad un’altra collettività. Questa commedia – nelle parole di Miniero – vuole essere una farsa, che racconti lo stato delle cose e come dovrebbero cambiare. Quando lo spettatore fa la conoscenza del bambinello cresciutello, accettandolo, accetta le situazioni assurde in cui i personaggi sopra le righe - come il sindaco, Don Mario, Suor Marta e Bilal– si vengono a trovare.
Ognuno di loro è un essere umano imperfetto e “fasullo”: il sindaco spinge gli isolani a fare amicizia con la comunità araba, ma quando sospetta che sua figlia abbia una storia d’amore con uno di loro, le va contro, palesando la sua ipocrisia.
Don Mario palesa la sua vanità terrena con l’essersi comprato delle lenti a contatto colorate, Suor Marta, nel suo ristorante, non mette in regola i dipendenti (a causa delle tasse troppo alte, si difende lei) e infine Bilal indossa una barba finta per sembrare arabo. Ci sono momenti teneri, come la sequenza in cui tre amici si ritrovano a parlare come un tempo, o battute ironiche e divertenti, però ci sono anche tanti cliché e situazioni sviluppate in maniera poco credibile.

L’idea che sta alla base è ottima, peccato non si sia riusciti a concretizzarla pienamente, il film ne avrebbe guadagnato maggiormente. Bisio, Gassmann e Finocchiaro hanno fatto un buon lavoro con i rispettivi personaggi, caratterizzandone perfettamente tanto i pregi quanto i difetti. Bella la fotografia di Daniele Ciprì che, con le riprese effettuate alle Isole Tremiti, a Siponto e a Monte Sant’Angelo, mostra dei luoghi invitanti e ricchi di suggestione.

Trailer

 
< Prec.   Pros. >

 

Ultime Recensioni...
feed_logo.png twitter_logo.png facebook_logo.png mail_logo.png



Ultimi Articoli inseriti
Il Cinema Asiatico
Gli articolii più letti
Archivio per genere