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Paradiso amaro PDF Stampa E-mail
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Scritto da Francesca Caruso   
martedì 31 gennaio 2012

Paradiso amaro
Titolo originale: The Descendants
USA: 2011. Regia di: Alexander Payne Genere: Commedia Durata: 110'
Interpreti: George Clooney, Shailene Woodley, Amara Miller, Nick Krause, Patricia Hastie, Grace A. Cruz, Kim Gennaula, Karen Kuioka Hironaga, Carmen Kaichi, Kaui Hart Hemmings, Beau Bridges, Matt Corboy
Sito web ufficiale: www.foxsearchlight.com/thedescendants
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 17/02/2012
Voto: 7
Trailer
Recensione di: Francesca Caruso
L'aggettivo ideale: Riflessivo
Scarica il Pressbook del film
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paradisoamaro_leggero.png“Paradiso Amaro”, vincitore agli scorsi Golden Globe 2012, è diretto dal regista e sceneggiatore Alexander Payne, che ha realizzato la trasposizione cinematografica del romanzo d’esordio di Kaui Hart Hemmings, “The Descendants”.
Pubblicato nel 2009, il libro ha ottenuto un successo immediato.
Vi si racconta la storia di Matt King, avvocato di Honolulu, trovatosi improvvisamente a dover affrontare una tragica situazione familiare, che lo vede alle prese con la giovane figlia ribelle Alexandra e con la piccola e sveglia Scottie.
Tutti e tre si trovano a fare i conti con l’assenza della madre/moglie, a cui possono solo dire addio. Quando, però, Matt scopre che la moglie lo tradiva il corso degli eventi prende un’altra direzione.

Quella che Alexander Payne racconta è una storia che racchiude in sé diversi aspetti, posti tutto sullo stesso piano e che il regista analizza e sviscera durante tutto il film.
Aspetti come la famiglia, la terra, il passato e l’eredità sono temi cari all’autrice del romanzo, che Payne ha saputo sottolineare. Il film mescola amore, rabbia, incomprensioni, mai odio.
Il sentimento che Payne ha voluto far prevalere su tutti è stato l’amore che tutti i personaggi nutrono per questa moglie e madre, mettendo da parte ogni impulso egoistico e facendo la cosa giusta.
Effettivamente sono in pochi i mariti che agirebbero come Matt King, certamente è un comportamento auspicabile, data la situazione in cui si trova la moglie, difficilmente, però, si concretizza nella realtà della vita.

Ciò a cui il regista si è dedicato particolarmente è stato mettere in evidenza il contrasto tra la vita problematica di Matt King e il suggestivo ambiente naturale in cui vive. Le Hawaii sono state una scelta ben precisa e ponderata, al regista piacciono quei film che vengono caratterizzati dal luogo in cui si svolge la storia, divenendone parte integrante. Il direttore della fotografia Phedon Papamichael ha catturato la bellezza e la natura dell’ambiente in cui Matt è immerso, così tanto da far capire il conflitto interiore riguardo alla vendita della terra.
È prima di tutto la storia di un uomo e della sua maturazione riguardo ad alcuni aspetti della propria vita con cui finora non aveva fatto i conti. Se inizialmente lo si vede un uomo di mezza età confuso e in crisi con se stesso e con i suoi cari, in seguito riesce a fare chiarezza nel suo cuore e nella sua vita.
Non ha il tempo di piangere sua moglie, deve essere forte e padrone di sé per le sue due figlie e non perde la sua auto-ironia neanche nei momenti difficili.

Agli sceneggiatori è stato chiesto di fondere umorismo e pathos. Entrambi sono ben coniugati nel protagonista. Si può dire che il film poggia tutto sulle spalle del bravo George Clooney. In effetti laddove la storia appare comune e i personaggi di contorno sono perlopiù accennati, la performance di Clooney fa la differenza.
Si ha la sensazione che regista e sceneggiatori si siano dedicati in particolar modo ad approfondire il personaggio di Matt, il suo spettro interiore e il rapporto con i suoi avi, tutto il resto contribuisce, ma non è determinante, all’esito finale.
“Paradiso Amaro” non sarà percepito da tutti nello stesso modo: ci sarà colui che si identificherà con alcuni comportamenti messi in atto e chi non li riterrà credibili, anzi criticabili, ma rimane un film che farà discutere, confrontarsi e riflettere su argomenti che si tende a non considerare.

 
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